Aeroporti low cost e stazioni
Aeroporto di Ciampino, 11:00 Sabato 20 Ottobre 2007
Da Treviso sono venuto a Roma a prendere il volo per Danzica.
La cosa non ho ha apparentemente molto senso in termini logistici, ma se ci pensate, si fa spesso un passo indietro per farne due in avanti.
Sono a Ciampino ed é pieno di gente. E' il popolo che viaggia. Quello che prima prendeva il treno e a cui adesso conviene l'aereo.
E la domanda sorge spontanea: avranno mai gli aeroporti low-cost il fascino di una stazione?
Mi guardo attorno e la risposta negativa é ovvia: brutto senz'anima.
La stazione dei treni é povera per definizione, il treno il mezzo più economico (anche se ormai ci sarebbe da discutere), e inoltre é in mezzo alla città.
Ci arrivi, ti guardi attorno, respiri l'aria e già cominci a capire dove sei arrivato.
Dall' aeroporto invece non ti aspetti molto. O meglio, ti aspetti che sia pulito e funzionale e invece Ciampino fa proprio schifo.
In realtà sembra fatto anche bene, ma é ovvia la mancanza di manutenzione e pulizia.
Ci sono cartacce dappertutto, i pavimenti sono sporchi, é affollato, al bar vendono panini a 4 euro già assaggiati dalle mosche e l'unico posto piacevole sembra essere il Duty Free.
Io per principio sono pronto ad accettare lo sporco e il casino in India, dove un té lo pago 0,10 centesimi e butto via la tazza di ceramica, ma qui mi aspetterei un qualcosa di più.
Bello il Duty Free, da qualche mese roccaforte nella lotta al terrore. Una fortezza inespugnabile per aspiranti suicidi che mai e poi mai riusciranno a infiltrare una bottiglia di whisky piena di esplosivo.
La cosa é rassicurante. Per questo infatti non ci permettono di portare a bordo liquidi ma ci permettono di comprare quelli del Duty Free.
Dovete infatti sapere che ogni singolo Duty Free é provvisto di 4 agenti della CIA, due dell'FBI e di uno scanner anitbomba in grado di rilevare comportamenti sospetti di tutti i liquidi: dal gin al whisky, passando per il profumo Armani.
Sono ancora un pò deboli con i ripieni dei cioccolatini alcolici Lindt, ma ci stanno lavorando.
Comunque nel male c'é sempre un pò di bene e infatti i romani sono un pò più umani di noi. Scena:
Un gruppetto va al bar e dà lo scontrino alla ragazza, un tipica "mò te faccio el cappuccio, aspé" ma grande lavoratrice, che chiede:
- "che prendete?"
Uno del gruppo risponde
- "Sei caffé", presenta lo scontrino e dice "questo é il preventivo, mò beviamo il caffé, poi se é buono lo paghiamo".
Tutto qui, ma un piccolo tocco di umanità, che riesce a rendere anche le giornate in questo aeroporto più vivibili.
E poi la solita, grande domanda, quella che viene solo dopo "Dio esiste?" e "Cosa facciamo su questa terra?" e "Come farò a pagare il mutuo?": perché non mettere un hotspot wireless? Ce l'hanno anche in Burkina Faso (vero Elcujo?)