Con le business cool girls a Varsavia
Sabato 24 Maggio, Varsavia
Tallin passata come un sogno (un po' come il Laos), troppo di fretta col lavoro dati i 20 Euro a notte per un letto in Ostello e l'inaccessibilità di una stanza singola, scappato verso Vilnius, dove ho passato qualche giorno nell'Hotel polacco Runmis, landed in Warsaw dalla storica Linda e nel suo monolocale nella Citta' Vecchia Ricostruita di questa Varsavia sempre snobbata e considerata senz'anima, ma che mi si rivela diversamente vista dalla prospettiva attuale e dall'interno di un giro di amici e amiche top managers, la nuova generazione polacca, lentamente formatasi negli anni sotto i miei occhi disattenti, partendo dai primi novanta dove le mie centomila in tasca erano un patrimonio e arrivando a ieri sera dove mi ritrovo in un bar con banco illuminato e una serie di cocktail colorati nelle mani di manicurate di 5/6 amiche di Linda, intente a bersi via lo stress della settimana lavorativa.
Mi ritrovavo cosi' a ponderare su quanto sia affascinante questo mio saltare continuamente da paese a paese ritrovandomi in situazioni sociali sempre diverse. Inevitabile il confronto con le serate alle Gili con Lucky Man e i ragazzi il cui stipendio mensile equivale alla spesa in coctkail di queste she-top-managers. Inevitabile notare come evitino il mix con la folla sotto-un-certo-standard, come ci portino al Bar del Radisson dove mi pare impossibile che non sappiano che non ci puo' essere real-fun ma solo giovani veneri in cerca di grassi paperoni.
Inevitabile ritornare alle serate nei Karaoke di Bangkok in compagnia di un altro top manager con la sua amante.
Poi, per fortuna, la musica al Radisson finisce presto e cambiamo posto.
Dato che la birra sembra essere troppo popolare opto per una tequila che mi sorbisco lentamente come fosse un caffe' (invece che in un colpo solo), sotto gli sguardi di disapprovazione della new generation po-polska. Quando gli sguardi diventano parole, esibisco il biglietto da visita di Micheal (new yorkese in viaggio dal post 11 Settembre in giro per il mondo alla ricerca dei perche' dell'odio anti-americano, www.michaelseto.com), dove la frase "c'erano due strade nel bosco, ho scelto la strada meno frequentata e questo ha fatto tutta la differenza", cercando di spiegare in parole dolci che io la tequila me la bevo come voglio.
Sto pensando di andare in Mexico, e volevo sorbirmi piano piano il sapore di quella terra. I "si fa cosi'" o "si fa cola'", non mi sono mai interessati. Cabron.
Grande Michael incontrato a Tallin nell'ostello di cui sopra, dove dividevamo la stanza con un inglese che di notte invece di ronfare scoreggiava, poi ritrovato per caso sul bus Vilnius-Varsavia. Parecchi anni di Wall street lo hanno evidentemente rifornito di soldi, l'11 settembre gli ha probabilmente fatto venire voglia di capire, ed e' partito. Anche lui con il suo sito, anche lui in viaggio da un pezzo, un bel pezzo.
Atttualmente un po' stanco di viaggiare, diceva che voleva tornare a casa entro un mese, ma quando ci siamo ritovati in sette in un macchina con 5 top manager (scusate, ormai le chiamo cosi) mezze ubriache, e lui straiato su un tappeto di corpi biondi, si e' girato verso di me e ha detto "you know, Luca, life is good". Siamo sempre li, crediamo di essere indipendenti dall'altra meta' del mondo, ma non e' cosi'.
Grandi Red Hot Chili Peppers, energia pura, con strumenti base. By the way.