...dunque, la Polonia primi anni 90 a Xiamen
Mi alzo la mattina e vado a bermi un caffe'.
C'e' un e-coffe.com a pochi metri dall'Hotel. Caffe' a 2/3 Euro. Pazzi. Allora vado al KCF e invece del pollo prendo un caffe' a 60 centesimi.
Per mia somma felicita' la sera mi ero accorto che durante il volo qualche oggetto affilato ha quasi tranciato il cavo del trasformatore del mio pc.
Provo a lavorare lo stesso e quasi mi si fulmina il computer.
Allora decido di andare a cercare un posto dove ripararlo. Cammina cammina sotto la pioggia incessante ed ecco che mi trovo un bel negozio di pompe/trapani e affini.
Entro, faccio vedere il cavo e assumo un'aria pietosa. Mi dicono no.
Allora sfodero il mio mandarino e dico:
- "dove?"
il figlio del padrone si alza, prende il trasformatore e si mette al lavoro.
Mentre spella il cavo mi si avvicina il padre e lo guarda.
Provo a spiaccicare due parole, tipo:
- "e' del computer"
mi guarda. Ok, sto zitto.
Poi arriva un impiegato e dice:
- "I speak liiiiiiitle english"
- "wo shuo chunguo itientien (parlo poco cinese)." Dico io.
Ne segue una profonda conversazione.
Il figlio finisce e gli do 20 rmb (2 euro). Rifiuta. Glieli lascio sul tavolo.
Arriva il padre e mi invita a bere un te'. Ci sediamo in parte alla strada e inizia un lungo processo di preparazione. Utilizza un tavolino con vassoio speciale per il te' che non ho mai visto. I 20 rmb sono in mano sua. Gerarchie.
Appena ho le foto ve le metto online che a spiegare non ci riesco.
Stiamo li un'oretta, ogni tanto parlo ma mi fa segno che non ci sente. Mi rilasso, non e' che non capisce il mio cinese, non ci sente.
Poi arriva la moglie col figlio e si mettono a parlare. Ci sente benissimo.
Si fanno un po' di foto, il bambino si diverte, altri ragazzi si uniscono.
Poi uno prende la mia macchina fotografica e se ne va. Mi allarmo. Poi si ferma e ci fa delle foto. Torna.
Stanco di discutere sulla rapporto del confucianesimo col buddismo di shaolin e bisognoso di un "Cesuo" (cesso in cinese), saluto e me ne vado nella pioggia.
Insomma, stavo cercando un internet cafe. Entro in un negozio con parecchi computer e chiedo di un internet cafe'. Tra la folla si fa avanti un ragazzo che mi parla in inglese stentato. Dopo parecchi minuti riesce a comunicarmi il seguente messaggio:
- Non lo so.
Allora vado. Poi sento una voce. E' lui.
- 名 疾风;自负;一歇 amico
- cosa?
- I want to be your friend (voglio essere tuo amico).
Che bello. Come si fa a diventare amici sotto la pioggia mentre cerco un internet point?
Si parla un po', ci scambiamo gli indirizzi email e vado con un amico in piu'.
Successivamente vago in un centro commerciale , unico occidentale in un mare di asiatici. Esco e mi avvicina un tipo sulla trentina, occhiali, aria seria.
- Hallo (in inglese).
- Hallo, dico io.
- How can I help you (come posso aiutarti?)
(passiamo all'italiano per voi adesso)
- Ahhmm..sto cercando un internet cafe'.
- Ah, ok, mmmm. aspetta che chiedo.
Entra, chiede, esce.
- Non sanno
- Mi hanno detto al terzo piano di quel grattacielo
- Ok, andiamo.
Andiamo.
- Senti, internet cafe' non ce ne sono molti. Cioe' ci sono molti cafe', alcuni internet point. Ma internet con caffe' non molti.
- Ok, non serve il caffe'. Basta internet.
- Ah, ok ok.
Al terzo piano il boss non vuole che colleghi il mio computer.
- Senti, se vuoi andiamo da un mio amico.
- Ok, se non disturba.
- No, no e' il mio migliore amico.
Chiama l'amico e ci incamminamo.
Si chiama Alfonso perche' lavora con la Spagna (I cinesi che hanno a che fare con occidentali hanno sempre un nome d'arte).
Arriviamo al suo ufficio, ci stava aspettando. E' domenica ed e' venuto apposta.
Proviamo a collegare ma non funziona. Si danno da fare come se fossi il Mega Presidente della Nestle' e non uno con le scarpe brasilane bagnate da 2 euro che hanno racattato per strada.
Proviamo dieci uffici diversi ma la rete non ne vuole sapere di concedermi un collegamento.
A un certo punto sembra che lo si possa fare da un ufficio chiuso a chiave. I muri divisori non toccano il soffitto. Alfonso salta su di una scrivania e si intrufola tra muro e soffitto. Sembra l'uomo ragno.
Scendendo sbatte fortemente contro la porta e quasi la spacca. Apre. Proviamo, non funziona.
- Sentite, vi sto rompendo troppo. Lasciamo stare.
- No, no, proviamo col telefono
Proviamo col telefono ma non funziona.
Mi fanno provare con quattro linee diverse.
Niente.
Andiamo a bere un te' in sala ospiti.
Mi sembrano un po' giu'.
Si parlicchia, l'amico lavora alla China Construction Bank ed e' azionario della ditta dove siamo che e' rappresentate di una ditta olandese.
Poi arriva un collega (e' domenica) e dice che ci vuole login e password. Mi collego.
Finito il mio lavoro mi invitano a casa loro.
A questo punto mi vengono in mente scene del Silenzio degli Innocenti. Tra l'altro in zaino ho la vita intera: passaporto, soldi, carte di credito, computer e digitale.
Ma vado.
Andiamo al mercato dove mi comprano pesce e frutti di mare.
Andiamo a casa, ci sono due ragazze che dopo un veloce saluto si mettono a cucinare.
Aspettiamo bevendo birra e mangiando noccioline.
Poi si mangia ed e' una meraviglia, le foto racconteranno. Le donne ci raggiungono.
Finisce la serata, Alfonso mi accompagna all'Hotel.
-"Buonanotte"
- "Buonanotte"
Sono a letto. Suona il telefono:
- "你好吗 你好吗 你好吗?"
- "Wo bu neng" (non capisco)
- "你好吗你好吗 ?"
- "Xie xie, wo bu yao" (grazie, non voglio)
mentre abbasso la cornetta la voce continua fino a sparire lentamente:
- "你好吗...你好.你好吗. ........"
Adesso sono in stanza dove ho scoperto che con 3 euro al giorno ho l'adsl.
Per fortuna non l'ho scoperto prima.