In una Cracovia sempre più europea
Rieccomi a casa di Hubert, quel famoso appartamentino di Nowa Huta alla periferia di Cracovia, protetto ormai da quattro serrature dove delle quali in TripEst 2001 assistetti al montaggio. Anche la lavatrice italiana nuova e' ancora qui, funzionante.
Sono tornato spesso a Cracovia da quel giorno, pero' e' solo qui che mi vengono in mente riflessioni sul cosa sia cambiato e cosa no. In effetti sono passati solo quattro anni e non e' cambiato molto.
Poi pero' pensandoci bene almeno due cose importanti sono successe: sono entrati in Europa (o l'Europa e' entrata in loro per il didietro, secondo i punti di vista) e ci sono i voli low-cost. Tradotti in termini pratici: piu' vicini, ci odieremo e ameremo con piu' cognizione di causa.
Dopo la caduta del muro, 15 anni fa, pian piano (ma piano piano davvero) cadono anche i muri nei nostri cervelli.
L'italiano si sente sempre superiore perche' ha piu' soldi, ma sempre meno. Qualcuno che viene qui si rende conto di non essere superiore ma che ci sono situazioni diverse, siamo piu' ricchi, ma in fin dei conti non e' tutto cio' che si puo' tenere in considerazione per giudicare un paese. O no?
E poi anche da noi molti stanno diventando piu' poveri, magari senza rendersene conto, perche' la macchina a rate, la lavatrice a rate, il cd a rate e il tramezzino a rate sembrano un "tutto e subito" bello e consumistico ma sono la miglior maniera per vendere la liberta' e spesso sarebbe meglio aspettare, fregarsene del vicino e godersi il "poco" che si ha. Insomma tra un po' verremo in Polonia con un senso di inferiorita'? Non credo, ma tanto se non ci sono i soldi ci veniamo a rate.