La bellezza di un simbolo
Gokarna, 13 Novembre 2006
Volevo scrivere delle cose passate, ma mi viene in mente una scena di ieri sera.
Me ne stavo in paese, seduto su di uno scalino, ad aspettare Lek che telefonava a casa. Dei tipi stavano installando delle ghirlande di foglie di mango e fiori, attaccadonole ai due lati della strada. a mò di luci di Natale a casa nostra.
Stavano preparando il festival della sera, l'ennesimo. In India ci sono migliaia di dei e solo 365 giorni all'anno per celebrarli, si dice. Qui a Gokarna si capisce cosa intendano dire.
A un certo punto spunta una signora con una scatola di gesso in mano e si china al lato della strada. Comincia a tracciare dei punti e traccia quello schema che usano tutti per poi invertarci sopra un disegno sempre diverso. Se trovo una foto ve la metto online.
Poi inizia a tracciare delle linee in maniera ovviamente studiata, cioé non ci pensa su, ed ecco che nel giro di tre minuti il disegno, ode alla simmetria e sicuramente pieno di significati esoterici pesantissimi da digerire, é compiuto.
La gente continua a passare e una macchina non può far altro che schiacciarne una parte con la ruota. Ma non importa. Il simbolo é stato creato e ha svolto la sua funzione.
Pausa: non mi prendete per uno di quelli che viene in India tutto assetato di spiritualità e appena vede una vacca si commuove.
Prima di uscire mi metto sempre in tasca qualche etto di sano setticismo giusto per non rischiare di diventare uno di quegli occidentali che qui girano in arancione con la barba lunga. Però mi ritrovo un pò preso dalla cosa.
Il fatto strano, oggettivo, che supera ogni ostacolo della logica, lo scettiscismo e il mio supposto essere libero dai condizionamenti della religione, é che quella strada con quella donna che disegna, e quel disegno che prende forma, era più bella.
Cioé, una cosa é una strada dove la gente se ne va in giro, si saluta, lavora, parcheggia una vacca sacra, cazzeggia o semplicemente guarda la gente passare, ma un'altra é una strada dove la gente se ne va in giro, si saluta, lavora, parcheggia una vacca sacra, cazzeggia o semplicemente guarda la gente passare e una donna traccia un simbolo religioso per terra.
Il fatto che poi fosse un atto individuale, ma così evidentemente collettivo, gli dava quel significato in più. E' come quando una va alla messa delle dieci la Domenica mattina, o quando invece va in chiesa da solo quando non c'é nessuno.
Non chiedetemi perché fosse più bella. Non lo so. Ma é, ripeto, ovviamente e semplicemente più bella.
Ecco cosa forse ci distingue dagli indiani. Noi non sappiamo perché, loro sì.
O forse non lo sanno neanche loro, ma io ho l'ho scoperto a 35 anni con tre lauree sulle spalle (ma dove? Diplomato sono), mentre loro lo sanno istintivamente e probabilmente si stupirebbero se io dicessi: "Oh, ma la sai che la strada così é più bella?". Come mi guarderebbero?
Immagino un indiano venire in Europa, vedere una strada pulita e dire: "Oh, ma la sai che la strada così é più bella?". Lo guarderemmo esattamente in quel modo.
Alcune cose sono ovvie, ma devi cambiare prospettiva per capirle.