La Pamela Anderson lesbica di Brno
Brno e' la seconda citta' della Repubblica Ceca (o forse no ma piu' o meno) patria di Pamela Anderson. Come? Si cioe', quasi. Adesso facciamo un altro salto nel passato e precisamente circa due anni fa (precisamente circa) quando ero ancora un bravo ragazzo con un lavoro e uno scopo preciso nella vita. I famosi tempi della cravatta.
A Brno c'era una fiera del giardinaggio o degli animali da compagnia ("pets" in inglese, ma niente a che fare con le bottiglie dell'acqua minerale). Mi ci recai con il mitico Suppia, un collega della mia generazione, e la sera, dopo qualche chilometro in giro per la fiera incravattati e invaligiati, dopo aver firmato contratti miliardari (vabbe', quasi), siamo tornati all'Holiday Inn (altro che ostelli con scarafaggi), ci siamo fatti una doccia e siamo andati a mangiare qualcosa. Un birra tira l'altra e decidiamo di passare il sabato notte in discoteca.
Ora, c'e' da dire che io e Suppia abbiamo girato insieme discoteche un po' dappertutto: Praga, Zagabria, Lodz, Chicago, Mosca, Norimberga, Colonia...insomma non e' che abbiamo visto solo in Night and Day di Noale. Ma non eravamo preparati alla tragedia di quella sera. Entrammo al Boby, scendemmo con l'ascensore, e ci incamminammo verso la pista con quell'aria un po' da "ehila' siamo i fighi dall'Italia in viaggio d'affari, all'Holyday Inn c'e' l'Audi A6 nuova e abbiamo perfino i biglietti da visita in inglese, una alla volta please".
La musica, le luci, i movimenti delle ragazze. Andiamo verso il bar, ordiniamo una birra, paghiamo le duemila lire con la sufficienza del nuovo ricco, appoggiamo simultaneamente i gomiti sul banco e cominciamo a guardarci attorno come se fossimo sul set di un film. Fu allora che successe.
Marco (Suppia) si pietrifico', il suo sguardo si era fissato in un punto una decina di metri piu' in la', al di la' della pista, le sue pupille tremavano, la mascella era caduta al di sotto della soglia base, goccie di sudore scendevano dalle tempie dove una vena pompava sangue al ritmo della musica tecno.
-"Tutto ben, Marco?", faccio io tra il divertito e il preoccupato.
-"Varda' la', De Jullo", mi rispose senza staccare lo sguardo dal quel punto con una voce che sembrava il Padrino dopo l'attentato. ("De Jullo" era il nome che mi aveva appioppato). Dopo qualche secondo le mie pupille avevano subito la stessa sorte di quelle del Suppia. Credo sia stata la cosa piu' vicina ad un'apparizione della Madonna che io abbia mai vissuto in tutta la vita. Lei era li', le mani appoggiate ad un divanetto, che ballava.
Una luce la illuminava da dietro, i suoi capelli biondi scendevano sulle spalle sensuali e andavano ad appoggiarsi sul seno (scusate...).
Non staro' a descrivere il resto perche' gia' al ricordo mi e' venuta la gola secca, ma vi basti sapere che in confronto Pamela Anderson era un brutto anatroccolo, e in piu' questa era tutta vera. Con la poca voce rimasta e come fluttuante in un universo parallelo elevato ad una conoscenza trascendentale Marco riusci' a dire: - "De Jullo....Pamela Anderson..". Dopo fu il silenzio, passarono forse due ore, la gente passava, ballava, parlava mentre noi eravamo ormai diventati parte dell'arredamento, i gomiti saldamente ancorati al banco, lo sguardo vitreo, i capelli sudati. Poi lei comincio' a ballare con un'amica, tremavamo, volevamo andarcene consci che avremmo pagato le conseguenze di quella visione negli anni a venire. Il ballo si fece sempre piu' sensuale, la saliva di Marco rendeva scivolosa la pista...poi successe la tragedia nella tragedia: le due cominciarono a baciarsi!
Potrei continuare ma questo non e' un sito porno e quindi chiudo qui la triste storia, vi dico solo che la mascella di Marco da quel giorno non e' piu' tornata completamente al suo posto, la sua cornea ha subito un danno irreparabile e a volte lo si puo' vedere ad una partita del Padova in mezzo alla folla che sussurra:
- "De Jullo, Pamela Anderson....". Ah, rileggendo mi rendo conto che la frase "questo non e' un sito porno" potrebbe far pensare che ci sia stato un qualche avvicinamento tra noi e Ella in seguito...purtroppo no e forse e' stata una fortuna.
L'uomo deve tendere al sole ma se ci si avvicina troppo rischia di bruciarsi le ali... Bene, ma la storia di oggi? Beh, niente, sono qui da Lucie, la mia amica businesswoman (oh, c'ha la Octavia!), siamo andati un paio di volte al cinema con un'amica slovacca (e non fate le solite battute con la rima!), mangiato al centro commerciale, gelato...weekend molto borghese, rilassante. Domani se la Tipo vuole, siamo a Cracovia.