TriplucaVivere viaggiando

11 agosto 2008 · Diari di viaggio Slovenia Trip-Bici

Venezia - Cracovia in bicicletta : da Venezia a Ljubljana

La partenza da VeneziaLjubljana 11 Agosto 2008

Prima tappa, Venezia-Cervignano del Friuli 122,06 km, 5:45 di corsa, 6:31 totali (dalla partenza all'arrivo)

Incredibilmente in orario il GPS (Gruppo di Supporto) si presenta a casa mia alle 6:05 (solo 5 minuti di ritardo).
Lek, dopo i 36 km che le ho fatto fare ieri, rinuncia ad accompagnarci per un giorno e resta a salutare dalla finestra.
Carichiamo quindi la bici sul tetto del furgone e ci dirigiamo verso Venezia.
Qualche foto, delle riprese con il background di ponti, acqua e gondole, e siamo pronti per partire da Venezia.
Perchè Venezia? Bah...Scorzé - Cracovia o Martellago - Cracovia suonava male.

Il Ponte della Libertà converrebbe prenderlo nel senso di marcia, ma io sono un uomo distratto dalle bellezze dei gabbiani che volano nello skyline di Porto Marghera e dopo 4 km devo già fare una manovra da suicidio: attraversamento di super strada ad alta velocità e salto del guardrail con bici in spalla, mentre un bus dell'Actv si avvicina minacciosamente.
Se me rabalto me coppo, direbbero i locals.

Uscito indenne imbocco la Strada Statale Triestina e mi dirigo verso il Friuli.
Pedalo, pedalo, ascolto le macchine dietro di me, coltivo e aumento il mio odio per i SUV e i loro proprietari spesso idioti, mi fermo a pisciare per scoprire che il grano é quasi maturo (Lek aspetta per farlo alla griglia), ma il Friuli non si avvicina.

Conosco questa strada. La percorrevo per andare a Ceggia quando nel 1997 iniziai la mia carriera di Export Manager.
In bici é più bella e interessante.
Passo davanti alla General Membrane, noto come l'hanno migliorata, sembra che le cose siano andate bene.
Non mi stupisce, il boss ci credeva e aveva le palle.

la partenza da Venezia, Valeria filma, io scrivo i primi datiContinuo. Il sole comincia a scaldare e l'orizzonte é da Forrest Gump.
Sono un pò Forrest Gump anch'io, mi rendo conto, in questo mio viaggio in bici.

A una rotonda seguo per Trieste ma scopro che é un bluff....non mi volevano far passare per San Donà di Piave e sono sulla triestina Var che non é una variabile di Javascript come credevo.
4 km per niente.

A Portogruaro trovo Roberto, un amico del forum, che mi fa fare un giro veloce, mi porta a bere un succo di frutta e mi riaccompagna verso il nord.

Un amico mi chiama: viene in macchina e porta su la ragazza e Lek.
Ok, ottimo.

Poi il Friuli arriva, con i suoi cartelli in due lingue, che così costano il doppio ai contribuenti, e penso che preferirei se l'inchiostro lo usassero per scrivere quanti km mancano a Cervignano, perché comincia a farmi male il culo.

La strada é lunga, il sole alto, le piste ciclabili sono uno scherzo: durano pochissimo e poi ti ributtano nel traffico, e anche per quel poco che durano sono un su é giù stressantissimo. Solo Maria che va a fare la spesa alla Coop le può usare.

Uno stillicidio di paeselli da 4999 abitanti a doppia lingua, precede l'agognata Cervignano, i cartelli della pubblicità dicono sempre "Outlet Brinelli, Cervignano, a 10 minuti" (per le macchine - nome inventato).

Cervignano arriva, mi fermo: 122,06 km, 5:45 di corsa, 6:31 totali (dalla partenza all'arrivo).
Ce l'ho fatta, buon inizio.

Il Gps si é piazzato ad Aquileia, secondo sito romanico d'Italia, in una Zimmer con uso cucina.
Usiamo la cucina e mangiamo pane, formaggio e salumi local.
Poi la Gubana, dolce local, molto buono.

Già che ci siamo andiamo a Grado, da un altro amico, un pò di spiaggia e poi autoinvito a cena.
Pasta, affettati ecc...

Io e Lek passiamo la serata a raccogliere pinoli per il pesto.
Lek si chiede come mai nessuno sia interessato ai pinoli e la gente si chiede cosa ci fà quella cinese a raccogliere pigne.
Un'altra delle innumerevoli incomprensioni East-West.

Seconda tappa Aquileia - Ljubljana 128,5 km, 7:11 di corsa, 9:22 totali (dalla partenza all'arrivo), Km totali: 250,56

In montagna in SloveniaQuesta mattina mi sono alzato alle 5, ho mangiato un pò di Gubana e sono partito.
A Gorizia l'ultimo cappuccino e brioche del viaggio e via verso la frontiera.
La passo e avviso il Gps.
"tra 30 40 minuti arriviamo". Sono le 8:50.
La strada é bellissima: pochissimo traffico, verde, belle case, aria fresca.
Ci sono delle salite ma non esagerate, me la godo.

Dopo un paio d'ore devo decidere se prendere la strada in salita, più corta ma ripida, o la strada in piano, più lunga.
Mi fido del blog che ho stampato e m'imbarco in un'avventura più grande di me.
La strada sale, ripida, e non sembra finire mai.
Stranamente le mie gambe vanno.
Mi manca solo l'acqua, sono le 10, ma del Gps nemmeno l'ombra.
Altro sms di sollecito, altra risposta: tra 20 min arriviamo.
40 minuti dopo mi fermo, senza acqua, ancora in salita e penso a come gestire la nostra prima crisi.
Decidi di fare l'asiatico diplomatico e li accolgo con un sorriso che nasconde odio e rabbia. Sono pronto per uccidere ma il mio viso esprime una calma buddista.

Dopo un pò l'acqua arriva, portata dal Gps, con circa 3 ore di ritardo.
Spiego loro che se mi saltano gli appuntamenti mi creano un problema perché non mi posso fermare a prendere acqua per paura di perderli e mi ritrovo a secco.
Qui stiamo parlando di almeno 1 litro all'ora necessario per la sopravvivenza.

Chiarito l'aspetto tecnico ripartono e mi vanno a prendere del cibo.
La strada continua a salire.
Mi sparo integratori di tutti i tipi e rubo perfino una mela a un contadino.
Tutto fa brodo ormai.

A un certo punto a pochi metri da me parte un'aquila/falco, maestoso che vedo volare nel nulla.
Il mio culo flutta in maniera molto simile, nella crema per mani Fissan che mi sono generosamente spalmato tra le chiappe.
Voliamo entrambi, liberi, tra le nuvole.

Trovo il Gps sulla cima del Kilimanjaro con banane e cioccolata che mangio avidamente. Bevo come una spugna e riparto.

Dopo un pò la strada scende, ma é un bluff perché risale.
Mi fa questo scherzetto almeno 10 volte, finché non si decide a scendere per sempre.
E' una goduria, km e km di energia gratis, che mi spinge verso giù e verso avanti.

A un certo punto trovo Paolo, il ciclista opportunista, che si é fatto solo la discesa.
Cosa che ovviamente pagherà con il karma, prima o poi.
Facciamo una bella discesa assieme e ci mangiamo gli ultimi km verso la capitale.

Arriviamo in una bella giornata di Agosto, stufi di aquile e falchi e ci godiamo lo spettacolo della fauna locale, più qualche sguardo di sfuggita all'architettura.

Claudio, Paolo e Valeria ci hanno già trovato un alloggio: una ex domo studenski, trasformata in ostello/hotel (Claudio non lo sa, ma io ho l'occhio per queste cose).

Doccia, ed eccomi qui a scrivere con gli occhi che mi si chiudono.
Domani é un'altra tappa.

(vai al prossimo report)

9 commenti

  1. ilcujo · 12 agosto 2008

    Grande!!! Sei praticamente già arrivato!!!

  2. elena · 12 agosto 2008

    olimpia-pechino?tzè

    guarda che hanno fatto questi con 2 bici da 50 euro...

    www.muzungu.it

    io non ci volevo credere.

    buon vento!

  3. Tripluca · 12 agosto 2008

    azz...ne devo fare di strada per prendere quelli....

  4. Paolo · 12 agosto 2008

    Grande uomo è sempre un piacere leggerti!!!! Rallenta così ci metti poco tempo....ahahahah

  5. guido · 12 agosto 2008

    Bravo.
    Una buona partenza è quello che ci vuole.
    Solo un appunto........
    Venezia... una città che proprio non ha nulla a che fare con i veri viaggiatori (ed ai quali nulla concede). Gera mejo se ti partivi da Marteago e ti assavi ea serenisima ai gondolieri, motoscafisti, intrometitori, bancareanti ecc. abusivi e non.
    Ciao e Buon vento.
    Guido.

  6. Andrea · 12 agosto 2008

    Mandi!! Vai cosi!!

  7. Tripluca · 13 agosto 2008

    Guido,
    ma Venezia non é solo quella di oggi che vive di rendita, é stata anche un luogo di grandi viaggiatori.

  8. Ilaria · 14 agosto 2008

    Sei semplicemente un grande....!!!! peccato non sei passato per Pordenone.. altrimenti caspita ti venivo a vedere !!!!

    tripdreamer
    Ilaria

  9. Guido · 14 agosto 2008

    Vero Luca, hai proprio ragione
    ed è proprio per questo che fa più rabbia. Cioè vedere come gli amministratori attuali hanno ridotto, sottomettendosi ai moderni mercanti, la Serenissima. Un guazzabuglio di abusivismo mercantile, un agglomerato nevrotico di moto ondoso.
    Non c'è più posto per il viandante, ma nemmeno per gli abitanti, tutti mandati in esilio altrove (me compreso).
    Ma lasciamo le polemiche.
    Piedi sui pedali e via.
    Ciao.