Vilnius, il Brodvėjus e lo scambio dei Paoli
Praga 22 Novembre, piove in via Krakowska
Ebbene si, sono incoerente. Tutte quelle storie sul mi piace viaggiare e scrivere e sono passati venti giorni senza una parola. Colpa di Paolo + Paolo che si sono dati la staffetta e mi hanno accompagnato nell'assurdo peregrinare per questi paesi.
Paolo 1 (www.il-sito-non-ce-l'ha-e'-inutile-che-clicchi.it) si e' salvato la vacanza a Vilnius. Dopo un salto a Praga, un viaggio lungo fino a Kaunas, l'orrore dell'Hotel Sport e la pioggia fino a Vilnius, siamo finalmente approdati in un posto positivo.
Vilnius e' bella. Inaspettatamente bella. Ci sono tutti i monumenti che ci si aspetta da una capitale, c'e' gente in giro, c'e' vita notturna. E poi si mangia bene e si spende poco.
Io ho lavorato (ma che lavoro fara' questo?), mentre lui si divertiva. Poi la sera uscivamo e andavamo al Broadway. Il Broadway ' una specie di pub, tutto legno, birra e musica. La pista e' piccola e sempre piena. Le ragazze sono belle e simpatiche. Cioe' simpatiche nel senso che se gli parli ti rispondono, non come nelle discoteche italiane.
Cosi', mentre io giravo per i vari Radisson e Le Meridien a firmare contratti, lui se ne andava in giro o lavoricchiava al computer che anche lui c'ha da fare. (scoperta: i Ricchi e Poveri hanno dormito al Mikotel a 130.000 Lire la doppia - Ramazzotti al Radisson a 700.000 la suite).
E la sera era birra. Ma non una. Cinque, sei al minimo. Non che siamo amanti del luppolo, ma l'emozione di pagarla 3000 Lire, la musica coinvolgente, i trent'anni incombenti che ti sussurrano all'orecchio ("vivi, vivi che tra un po' sei vecchio....") mi spingevano ad alzare il famoso gomito. Un po' troppo e un po' troppo spesso. Risultato: pancetta. Ma non troppa.
Ma torniamo a Vilnius: quando c'e' vento fa un freddo cane. Ecco, basta. Pero' basta munirsi di calzamaglia e maglietta di lana e sei a posto.
Hallowen e' stato bello. Siamo andati al Broadway, e c'era un sacco di gente mascherata. Appena entrati una ragazza ubriaca si e' messa a parlare con Paolo e dopo un po' gli si e' buttata sulle gambe. Lui se n'e' scappato perche' tanto quella non ascoltava e continuava a parlargli in francese chiedendo se poteva venirlo a trovare a Nizza. "Ma sono di Venezia", "Oui, oui, lei festival de Nice", "No!! Venezia", "Oui, oui, Monaco". Intanto mi faceva conoscere la sua amica, Giedre, che poi amica non era, e ho parlato con lei un po'. Giovane, carina e con un ottimo inglese. Forse a causa dell'alcol mi sembrava dicesse cose abbastanza sensate per i suoi diciannove anni.
"Mi sembra di parlare con un Lituano con te", disse. Nel senso che con gli stranieri e' diverso.
Insomma parlo come un Lituano ed e' un complimento.
Poi Paolo se n'e' andato e sono rimasto solo. Fino alla seguente email di Paolo-Surf-Australia (Paolotripmaitrop.com): "Guarda che arrivo". Dopo due giorni era a Vilnius, non troppo sicuro se fosse in Lituania, Estonia o Lettonia.
Doveva partire per l'Argentina ma non ce la faceva ad aspettare a casa, colto dalla famosa sindrome quando-torni-e'-come-se-non-fossi-mai-partito.
Al suo arrivo ci hanno spostati nella casetta a fianco con una bellissima vista ma fredda e con doccia nell'altra casa. Stesso prezzo: 24 Litas a testa (13.000 Lire).
Fatalita' la zia della tipa diciannovenne lavorava all'ostello e ci ha invitati a casa sua.
Abbiamo visto cosi' la tipica casa lituana da dentro. Molto polacca con i suoi paninetti e dolcetti, col te' e Mtv (o simile) sempre acceso.
Quando la zia ci ha invitati a casa, ci ha chiesto "volete te' o caffe'?". Ma attenzione: ce lo ha chiesto con due giorni di anticipo. Quindi abbiamo interpretato il tutto con un "non se magna!!" e ci siamo rifocillati di pizza con una bambina che per strada ci chiedeva soldi (ce ne sono molti di bambini di strada). Quando siamo arrivati abbiamo anche fatto la figura dei delicati che non mangiano niente. Noi. Cioe', io che ho dormito in stazioni di mezza Europa dell'est, e lui cliente con una stabile esperienza di mense dei poveri australiane.
Alla fine la cara zia ci ha anche detto di fare attenzione tornando a casa che il quartiere non e' raccomandabile. Perche'? A volte ci sono degli ubriachi. Si, quando torniamo noi dalla discoteca. Eh eh eh...ma vagliele spiegare 'ste cose alla zia che poi si preoccupa dei tipacci che ha conosciuto la nipote.
Comunque abbiamo sempre l'asso della manica dei siti, che fa molto bravi ragazzi appassionati di viaggi, foto e letteratura (ok, Paolo con la letteratura c'entra poco ma non e' che possiamo star la' a fare dei distinguo ogni volta).
Finita la parentesi Vilnius, siamo ridiscesi verso Praga (stop a Varsavia da Linda e a Cracovia da Hubert - vedi Tripest2001). Abbiamo trovato una stanza immensa in Krakowska (100 m da piazza Venceslao) e ogni giorno c'e' gente nuova con la quale condividiamo il bagno, la cucina e i decibel che entrano nelle stanze dalla trafficatissima via Zitna indifferenti alle finestre comuniste noise-friendly.
La prima mattina non doveva esserci nessuno, ma appena arrivato in cucina con ancora qualche etto di caccole sugli occhi mi sono trovato davanti una bionda-occhi-blu-19-anni.
Ho provato l'emozione che prova un bambino la mattina del 25 dicembre quando si sveglia e si ricorda che e' Natale. Nella stanza con lei un'altra mora-occhi-mori-19-anni. Babbo Natale non e' una favola.
Due parole, sono di Monaco, qui per due giorni a fare shopping (a Praga?).
Vado da Paolo che riposa ancora dalle fatiche dell'India e lo informo della novita'.
Ci beviamo un caffe' e ci chiedono cosa facciamo oggi. Io lavoro. Paolo decide di andare con loro. La sera la passiamo al Lavka, discoteca sotto il Ponte Carlo anche questa frequentata in veste di Area Manager col mitico Suppia un paio d'anni prima.
Li' conosciamo il Messia e un Discepolo dimenticandoci completamente delle ragazze per un po'.
Sono americani e annunciano la buona novella "connettivita' mobile a 11 MegaByte al secondo" (wireless).
Per far capire a chi non vuol sentire sappiate che vuol dire che questa pagina che state leggendo l'avreste scaricata senza nemmeno accorgervene. Di piu': i video da un minuto? 11 video cosi' in un secondo! Ci raccontano che in Romania e' gia' realta' mentre qui e in Europa Occidentale ci sono blocchi politici da parte delle compagnie (tipo Omnitel e Tim).
Ci sentiamo come i fedeli di Gesu' si sentivano di fronte a Roma che li gettava in pasto ai leoni e teneva il popolo nell'ignoranza. Gli diciamo di non bere troppo che domani devono lavorare e portare la liberta' in tutto il mondo. E anche in fretta che io col telefonino a 9600 b al secondo (e 12.000 all'ora) non ho proprio voglia di continuare.
Rimpatriate le tedesche, mi si presentano una coppia di gay innamorati: lui israeliano, lui tedesco. Non dico altro, troppo simbolica la cosa per essere vera.
Insomma alla fine Paolo se ne va, deve tornare a casa, comprarsi il portatile (si sta trasformando in qualcosa di molto simile a me, poverino), e scappare in Argentina alla ricerca di quella cosa che non si sa bene cos'e' ma non e' mai qui.
Alla fine avremo passato insieme quasi due settimane proprio divertenti. Si e' sparato qualcosa come 5000 km in treno e macchina ma per uno che ne ha fatti 10.000 in autostop nel deserto australiano non dev'essere cosi' tragica. E poi ha il minidisc con un sacco di Mp3. La musica, il pane del viaggiatore. Bella questa, ma la devo scrivere. Ah, l'ho appena scritta.