TriplucaVivere viaggiando

25 luglio 2008 · I miei libri Riflessi

Riflessi - Capitolo 12

Riflessi10 anni fa ho scritto un breve romanzo ispirato ai miei anni parigini (1994/5). L'altro giorno l'ho trovato nei reconditi delle mie cartelle. Ho iniziato a leggerlo e...mi é piaciuto. E' roba vecchia, un Luca pre-Trip, ma già viaggiatore anche se solo in Europa. Ve lo propongo intero, a piccole dosi, da leggere 5 minuti alla volta...

 

RIFLESSI

 

CAPITOLO DODICI, l'ultimo

Quel giorno sarebbe rimasto il più vero della sua vita. Il giorno in cui la parte più profonda della sua anima si era sentita sicura ed era venuta in superficie a godersi un pò di sole, mentre lui le aveva aperto la strada grazie alla solitudine e alla lontananza delle persone del cui amore aveva bisogno.

Passarono molti anni e molti viaggi prima che una cosa del genere succedesse ancora; fu quella volta che, parecchi anni dopo, andò in cerca della ragazza australiana e la trovò innamorata di lui.

Attorno ad un fuoco in una spiaggia australiana capì così con grande stupore di aver ritrovato il vero Francesco nei suoi occhi e si ricordò di quel raggio di sole e del suo piede nudo.
Decise così di restare con lei e di rinunciare per sempre al suo primo amore, la strada.

Non fu un tradimento, era semplicemente la fine della strada.
E alla fine della strada c'era lei con i suoi occhi dove Francesco poté finalmente specchiarsi e rivedere il proprio volto.
-"Solo insieme a te sono con me stesso", le disse allora senza sapere cosa significasse ma sicuro che fosse vero.
Lei non capì e lo abbracciò più forte, il cuore stretto per la paura che riprendesse il cammino, paura che quel primo amore glielo avrebbe portato via.
Ma non sapeva che tutta quella strada aveva avuto un solo scopo: portarlo da lei.

E allora lei, ma questa é un'altra storia, se ne andò per paura di perderlo.

E andandosene si portò via "i tuoi occhi innamorati, il suono della tua voce, il gusto delle tue labbra, l'odore della tua pelle e dei tuoi capelli, i tuoi cinguettii di uccellino", come scrisse Francesco nella sua ultima, banale, poesia.

Ma soprattutto, lei che se ne andò triste, si portò via il riflesso di Francesco.
Quel riflesso che lui in seguito cercò nei suoi viaggi e nelle sue donne senza trovarlo.

Fino a quando, un giorno cinque anni più tardi, si ritrovò davanti a un foglio bianco per scrivere una poesia.
Prese in mano la penna e cominciò a comporla col presentimento di stare per chiudere un capitolo della propria vita.
Le parole scorrevano veloci e arrivò alla fine del foglio senza mai rileggerle.

Quindi spense la luce e lasciò passare un minuto.
Poi la riaccese, piegò il foglio e lo strappò in due. Prese il pezzo in cui c'era quasi tutta la prima parte della poesia, scese le scale e lo gettò nel fuoco restando a guardare finché non rimase che cenere.
Poi tornò di sopra, si sedette e rilesse l'ultima frase:

"Quando la vita ti ha già dato tanto, non é giusto chiederle troppo".

Così, in quella notte di dicembre, mentre il fumo della pagina bruciata fatta di parole scritte ma non rilette si sperdeva nell'aria fredda, Francesco aveva rinunciato all'amaro veleno del rimpianto e si era tenuto la dolce consapevolezza di aver vissuto.

 

FINE

 

 

5 commenti

  1. ilcujo · 5 agosto 2008

    Non ci credo, ma è troppo bello...oggi...
    Qua: www.cujolandia.it

    Comunque Grazie.

  2. Tripluca · 5 agosto 2008

    Prego, ma l'altra persona??? E quel "mi hai fatto vivere" spero fosse per una donzella, non per me :)

  3. ilcujo · 6 agosto 2008

    credi che abbia passato il WE con un gorilla?

    ora aspetto il pdf del libro completo!!

  4. Tripluca · 7 agosto 2008

    una gorilla donzella?
    Il pdf è una delle cose che voglio fare prima della pensione.

  5. ilcujo · 9 agosto 2008

    ... hai voluto la bici? pedala...