TriplucaVivere viaggiando

5 gennaio 2008 · I miei libri Riflessi

Riflessi - capitolo 2.2

Riflessi10 anni fa ho scritto un breve romanzo ispirato ai miei anni parigini (1994/5).
L'altro giorno l'ho trovato nei reconditi delle mie cartelle. Ho iniziato a leggerlo e...mi é piaciuto.
E' roba vecchia, un Luca pre-Trip, ma già viaggiatore anche se solo in Europa.
Ve lo propongo intero, a piccole dosi, da leggere 5 minuti alla volta...

RIFLESSI

CAPITOLO SECONDO, parte seconda

 

Aveva gli occhi verdi e per un attimo Francesco non riuscì a parlare. Aveva anche un accento straniero. -"Non sei francese?" -"No", ripose, "ma cos'hai detto prima?" Sentì di non averla disturbata. -"Ho detto che é da ieri sera che ti seguo" Sembrò stupita e forse anche un po' contrariata. -"Perché?", chiese. Con un tono che gli sembrò più freddo. Sentiva che stava rischiando di rovinare tutto. Decise di essere sincero. -"Non lo so", disse. -"Cosa vuol dire: non lo so? Ti capita spesso?" -"Non lo so", rispose, anzi confessò, "Ti ho vista sul Pont des Arts e quando sei andata via ho cominciato a seguirti. Ti ho seguita fino all'albergo. Poi stamattina sono tornato e ho aspettato che uscissi. » la prima volta che faccio una cosa del genere e non saprei spiegartene il motivo". -"Sei entrato anche nel bar?, disse. -"Ero io l'altro cliente". Si mise a ridere. Francesco gliene fu riconoscente, si sentiva a proprio agio. -"Da dove vieni?" le chiese. -"Secondo te?" -"Sei inglese?" -"Australiana", rispose. -"Parli bene il francese", le disse. -"Grazie, ma lo so che lo dici per farmi piacere" -"No davvero, é da molto che sei in Francia?" -"Due giorni", disse. -"Bé allora lo parli in modo davvero incredibile". Poi lei disse qualcosa che non capì. -"Scusa, ma non capisco bene l'inglese", disse lui. Lei si mise a ridere. Francesco non capì perché. Non sapeva se offendersi o ridere anche lui. Dopo tutto nemmeno il suo francese era perfetto, che c'era da ridere se lui non aveva capito? Lei intuì i suoi pensieri e disse: -"Ho detto che esageri", e rise ancora. Poi aggiunse: -"Ma l'ho detto in francese, non in inglese!" Per un attimo si sentì un cretino, poi si mise a ridere anche lui. Le disse che era italiano. Restarono in silenzio per un minuto. Poi ripresero a parlare e continuarono per un'ora. Risero molto.

Dopo si alzarono e camminarono per Parigi sotto il sole. Si fermarono a bere qualcosa sui Champs-Elysées. Guardavano la folla di turisti e uomini d'affari che gli passavano davanti agli occhi. Francesco Pensò che gli era sempre piaciuto guardare la gente passare. Si sentiva bene. Nessuno sapeva che in quel momento era lì. » una bella sensazione qualche volta. Verso l'una la invitò a pranzo a casa sua e lei accettò senza problemi.
Francesco viveva in un monolocale dalle parti della Bastille. Era una stanza con angolo cucina, arredata modestamente.
Le preparò degli spaghetti al pomodoro che mangiò con gusto. Bevvero vino rosso, quasi una bottiglia in due, e alla fine ridevano in continuazione. Ad un certo punto lei si buttò sul letto sfinita e chiuse gli occhi. Francesco continuò a mangiare le arachidi e la guardava, distesa sul letto. Si chiese se non lo aspettasse. Si alzò ed andò a preparare il caffé, quando glielo portò si era già addormentata.
Bevve la sua tazzina e si distese accanto a lei. Poco dopo dormiva anche lui.

4 commenti

  1. ilcujo · 5 gennaio 2008

    Ehi...beh ragazzo...hai una vena nascosta direi...apprezzo molto il tuo periodo pre-Trip...!!
    Quando pubblichi l'intero?

  2. admin · 6 gennaio 2008

    grazie :)
    pian piano lo metto online tutto.
    L'intero non so se lo metto in PDF, che dici, ne vale la pena?
    Luca

  3. ilcujo · 6 gennaio 2008

    si direi di si, un pò mieloso ma non è male...sgocciolalo pian piano che è meglio poi alla fine puoi vedere...non male non male

  4. starsailor · 10 gennaio 2008

    ecco, bravo, faccelo sorbire a piccole dosi ;-) si scherza eh...