TriplucaVivere viaggiando

12 gennaio 2008 · I miei libri Riflessi

Riflessi - capitolo 2.3

Riflessi10 anni fa ho scritto un breve romanzo ispirato ai miei anni parigini (1994/5).
L'altro giorno l'ho trovato nei reconditi delle mie cartelle. Ho iniziato a leggerlo e...mi é piaciuto.
E' roba vecchia, un Luca pre-Trip, ma già viaggiatore anche se solo in Europa.
Ve lo propongo intero, a piccole dosi, da leggere 5 minuti alla volta...

RIFLESSI

CAPITOLO SECONDO, parte terza

Dormì fino alle tre e quando si svegliò tutto era pulito e in ordine, lei stava scrivendo.
La guardò, prima di parlare.
-"Grazie", disse Francesco.
-"Grazie a te per il pranzo....", rispose.
Aveva smesso di scrivere. Francesco si alzò, si sciacquò il viso e disse:
-"Hai voglia di uscire?"
Lei gli sorrise, guardò fuori dalla finestra e disse:
-"Si".
Nel tono della sua voce Francesco sentì una gran tenerezza. C'era davvero quella tenerezza? Se lo chiese, "Ma che importa? Facciamo finta che ci sia", si disse.
Uscirono e andarono a visitare dei luoghi turistici, cenarono in un ristorantino dalle parti di Montmartre. Poi si incamminarono verso il centro e dopo una lunga passeggiata si ritrovarono, quasi senza accorgersene, sul Pont des Arts.

Come la sera precedente c'era molta gente, faceva caldo e tutto faceva pensare all'estate. Lei propose di sedersi su di una panchina e Francesco accettò. Poi successe una cosa strana: mentre facevano quei pochi passi che li separavano dalla panchina Francesco fu assalito da una strana sensazione di precarietà e pensò alle foglie in autunno quando soffia forte il vento. L'immagine si inserì violenta nei suoi pensieri. Per un attimo non vide più nulla a parte una strada con degli alberi ai lati, e molte foglie trasportate dal vento. Poi tornò a Parigi. Lei non si era accorta di nulla, ovviamente. Il tutto era durato qualche frazione di secondo.
Era il diciassette agosto. Francesco pensò che I giorni più tristi dell'anno sono esattamente quei dieci, dodici giorni che cominciano con il sedici agosto e che finiscono con la prima pioggia e la prima giornata fresca, col primo maglione che si mette la sera perché ormai non fa più tanto caldo. » la fine dell'estate, il momento in cui si comincia a rendersene conto. E lo aveva sempre trovato triste.
Così, in quei pochi attimi durante i quali si stava avvicinando ad una panchina, per sedersi in compagnia di una bella ragazza che aveva conosciuto quella mattina, l'estate stava finendo. Si sedettero insieme e Francesco non disse niente. Guardava il cielo ed immaginò l'estate come uno spirito che in quel momento stava visitando gli uomini per annunciare l'inizio del proprio declino e della morte ormai prossima. E lui era appena stato visitato.
La voce carezzevole di lei lo riportò alla realtà:
-"Sei triste?", chiese.
Francesco dovette ammettere a se stesso che per un attimo si era completamente dimenticato della sua presenza.
-"No, perché?", rispose, sapendo benissimo che il suo turbamento interiore doveva aver sicuramente modificato l'espressione del suo viso.
-"Nulla, mi sembrava..."
Conscio di averle in qualche modo mentito, le sorrise.
Lei si alzò e lo prese per mano.
-"Vieni", disse.

1 commenti

  1. ilcujo · 15 gennaio 2008

    Beh forse non sarà il massimo per tutti ma in mezzo a 'sto mare di problemi i cinque minuti di lettura di 'sto libro sono proprio una goduria!
    Bravo Luca! Insisto per la pubblicazione intera