TriplucaVivere viaggiando

13 aprile 2009 · Bangkok Paesi Thailandia

Chaos e Songkran a Bangkok

disordini a BangkokSono appena stato a vedere ciò che succede in strada.
Mentre andavo verso Soi Rangnam, dove di solito bevo il caffé, sono passati 3 camion di Magliette Rosse (niente a che vedere con i comunisti) con una grossa scritta: NON VIOLENCE.

Ne sono scesi alcuni con visi coperti, mazze e asce.

Hanno bloccato la strada e si sono messi ad aspettare l'arrivo dell'esercito.
Allora sono andato in Soi Rangnam a bermi il caffè.

Nel bar stavano tutti guardando la TV, compresi due poliziotti con ricetrasmittenti e giubbotti antiproiettile.

Ero a metà cappuccino quando é arrivato un turista in visita alla Spa accanto che ha ordinato una birra.
La gente era in strada a guardare in fondo, sulla Ratchaprarop.
Il turista mi ha chiesto cosa succede e gli ho detto "niente, una mezza rivoluzione".
Non sapeva niente e quindi gli ho spiegato.

Una ragazza con la maglietta rossa é venuta da me e mi ha indottrinato sull'ideologia dei rossi.

Mi ha detto che i rossi non sono violenti.
Le ho detto della scritta Non Violence e delle asce.
- "Ma con quelle non uccidi".
- "Con un'ascia non uccidi?"
- "Ok, ma il governo ha armi più pericolose".

Il fatto é che il governo finora non ha fatto molto. Ha lasciato fallire il summit Asean di Pattaya e alcuni manifestanti prendere possesso di due carrarmati ieri notte.
Adesso sembra aver deciso di fare sul serio.

Mancava poco alla fine del cappuccino quando é entrato uno spilungone anglosassone che mi ha detto di aver provato a parlare con i rossi, ma che é gente infervorata che non vuole discutere.
- "C'é una bella differenza tra una manifestazione e il terrorismo. Hanno invaso il ministero e distrutto la macchina del primo ministro. Questa non é gente che vuole parlare."

A un certo punto entra il turista e dice:
- "Hanno sparato!".
Esco e sento spari. Un suono profondo.

L'anglosassone mi dice che non siamo in una bella posizione.
Sulla Rangnam c'é il King Power, il centro commerciale di Thaksin (l'ex primo ministro in esilio che fomenta i rossi) che i blu vogliono attaccare.
Vado verso casa, scendo la Ragnam verso la Ratchaprarop, dove ci sono i rossi.
A 200 metri dall'incrocio sento spari.
Vedo una venditrice di manghi che alza lo sguardo come una gazzella che respira l'odore del leone e assume un'aria preoccupata.
Gli spari non sono una buona notizia.
Proseguo, e al  7eleven, chiedo a un farang:
- "Sparano?".
- "Yes, l'esercito é a 400 metri e viene verso di qua".
Prendo una laterale per aggirare la strada.

Arrivo alla fine e vedo che l'incrocio dove devo passare é diventata la nuova linea del fronte. I camion dei rossi ora sono lì.
Durante tutta la mattina ero più preoccupato delle budstemmie di Lek per essermi messo in una situazione di pericolo, che della mia incolumità.
Ora avevo paura di averle dato argomenti solidi da utilizzare per i prossimi 30 anni.
Per un attimo penso di rifugiarmi nell'ospedale dove ho recentemente speso 100 euro di dentista e altro, ma poi decido di andare a vedere.

Arrivo all'incrocio e la scena é da Gaza. Un ragazzo incappucciato raccoglie copertoni di camion e li brucia.
Incrocio lo sguardo di alcune magliette rosse e non noto ostilità.
Tiro fuori la telecamera e riprendo un pò.
L'esercito é vicino, lo vedo avvicinarsi in un televisore piazzato sotto il cavalcavia.

Decido di tornare a casa, sono circa  1km.
Un ragazzo in motorino mi guarda e dice:
- "Sorry".
tipico thai, si sente in colpa per l'ospite che pensava di venire a fare le ferie nel Paese dei Sorrisi e si trova in mezzo a una rivoluzione.

All'incrocio una piccola folla attacca la gente.
Riprendo un video.
Mi vedono e si girano verso di me.
Una signora anziana lascia il gruppo e si avvicina.
Mi prende la mano e me la bagna con una bacinella. Poi mi bagna un pò la fronte.
Mi spara un Wai (inchino) e se ne va.
Copro la telecamera con la borsa antipioggia, e mi avvicino al gruppetto di bambini.
Saltano e ridono.
Quando sono a pochi metri faccio una scatto e inizio a correre (in ciabatte balinesi).
Mi tirano l'acqua e mi bagnano.
Una signora tra loro cade e tutti se la ridono.
E' sempre e comunque Songran , il capodanno solare quando (wikipedia) "la gente scende in strada e si prende a secchiate d'acqua, simboleggiando la cacciata della cattiva sorte".

Rido anch'io e me ne vado verso casa in un'atmosfera surreale, una Bangkok dove in una strada si combatte con le armi e nell'altra ci si diverte con l'acqua.

Bangkok riots da tripluca su Vimeo.

5 commenti

  1. Andrea Rossi · 13 aprile 2009

    Bel racconto :-)
    Xo', non so se preoccuparmi o ridere... :-)

  2. Riccardo · 13 aprile 2009

    Hei ciccio, guarda di stare attento eeh ... non fare scherzi e cerca di badare a te stesso!

    Davvero Luca, non ci far preoccupare...

    Sii molto prudente
    Ciao
    Riccardo

  3. Francesco · 13 aprile 2009

    Un consiglio ?
    Stai attento: nessuno sa come la cosa può evolvere, ed è meglio essere prudenti. In particolare, eviterei di utilizzare, o anche solo portare, una telecamera.
    Sii prudente, mi raccomando: faccio parte di quelli che, 35 anni fa, correvano rischi enormi nelle manifestazioni di piazza. Era il mio paese, sapevo come funzionava, eppure mi sono reso conto solo dopo di quanti e quali rischi abbia corso.
    Sii prudente !

  4. Jò Clavenna · 15 aprile 2009

    scene dal film....the running man........

  5. paolinoi · 17 aprile 2009

    Il popolo si sta svegliano un po ovunque, solo in Itaglia la gente ancora dorme profooooooondamente.
    La tiritera è sempre la stessa,per fortuna.........Fuck the NWO!
    Un caro saluto
    Paolo