TriplucaVivere viaggiando

19 settembre 2008 · Riflessioni

E' un'equazione...

EquazioneIspirato da me stesso, scrivo.
La scintilla é una discussione nel forum dove io cito un mio testo del 2001 per un ragazzo che vuole partire.

E' una cosa scritta di notte, poco prima della ripartenza, che inizia:

"Ho appena finito di leggere un libro di Hesse “Knulp, storia di un vagabondo” per colpa di un caffe’ macchiato che non avrei dovuto bere questa sera al bar.
Sono le tre di notte. Il libro non l’ho scelto, me l’ha passato un’amica e questo mi fa pensare che forse il destino esiste. Oggi, grazie a lei, a Hesse e al suo libro, e’ cominciato il mio viaggio.
E’ cominciato leggendo la storia di questo ragazzo tedesco, chissa’ se e’ esistito davvero, che fino alla morte ha viaggiato, assaporando la vita e bevendone l’amaro calice come solo chi viaggia puo’ fare. L’ho letto pensando a Riccardo, alle analogie che trovavo nel personaggio del racconto e a lui.
L’ho letto pensando a me, viaggiatore novello che comincia a pensare di essere entrato in un tunnel senza sbocco o di aver intrapreso finalmente il cammino verso la liberta’...
(Continua)"

E' un testo particolare, definitivo.
E' la testimonianza della decisione di andare, per sempre.

Pedro dice:

"Ti posso dire che, fra le tante cose scritte da te che ho letto (diari, forum, blog, etc) quello è in assoluto il brano che mi è sempre rimasto più impresso.
In quelle poche righe c'è tutto quello che può far decidere ad un "quasi deciso" di prendere lo zaino e partire.
Per me proprio quel brano infatti è stato importante (poco dopo ero anche andato a comprare quel libro di Hesse).
"Il camion che macina chilometri.... il volare più alto per vedere di più (pur rischiando di più), l'entusiasmo di vivere il prossimo anno (di viaggi) che sembra già troppo corto, .... etc".
Indimenticabile, per questo stile di vita."

Pedro scrive dal Nicaragua, in viaggio.

La cosa mi fa riflettere, sono passati più di 7 anni da quella notte e la cosa che mi colpisce di più é la consapevolezza di non avere più quella libertà.
Ho sofferto, profondamente, il peso della responsabilità che mi ha tarpato le ali.
Ma ho attraversato indenne anche quella prova e sono qui per mia scelta, consapevole e non mi lamento.

Ringrazio quel caffé che mi ha tenuto sveglio e mi ha regalato 5 anni di totale libertà di movimento.
Li ho sfruttati tutti e non rimpiango nulla.
La Lunga Estate é il testamento di quel tempo.
All'epoca non sapevo se sarebbero stati sei mesi, due, cinque o dieci anni, e non ho aspettato.
Sono stati cinque: un'eternità passata in un soffio, dalla quale sono uscito più forte.
Persino in grado di vivere con serenità la semi-sedentarietà forzata.

Chi mi capisce sa che c'é dentro una nostalgia per quelle  "strade della Spagna invece dei sentieri di montagna descritti nel libro. Le strade…non le case, le citta’, la gente. Le strade, lunghe e solitarie, tipo film western" e che no, non é tutto come prima.
Vivo un momento della vita, ma non c'é più quella sensazione di essere al centro di essa.
Mi sento ancora vicino, ma osservo da fuori.

Ma ho capito che il trucco é un'equazione, i cui parametri sono non solo la libertà, ma anche i soldi, il tempo, l'amore, la responsabilità, il lavoro eccetera, e il risultato é trovarsi al centro di quel flusso che inseguiamo (noi, pochi, fortunati che lo percepiamo).

Questa equazione genera una specie di coordinata GPS che ti posiziona al centro della mappa.
Lì dove il flusso scorre a mille.

Ora, prima davo un valore altissimo alla libertà di movimento, basso ai soldi, medio alla famiglia eccetera...e la coordinata funzionava.
Poi sono cambiate le condizioni, la famiglia si é ripresa un valore importante, il che ha diminuito la libertà di movimento che comunque, diciamolo, resta alta.
Se decidessi di ignorare l'equazione partirei, manderei a quel paese tutti e mi ritroverei per strada.
Non mentirò dicendo di non averci mai pensato.

Ma non funzionerebbe.
Io posso decidere che valore dare ai parametri, ma il peso di ogni parametro non dipende da me, e di conseguenza nemmeno il risultato.
Le nuove coordinate probabilmente mi porterebbero in un luogo pieno di libertà, sensazioni di colpa e solitudine.
Esternamente farei le cose che facevo prima, ma dentro mancherebbe l'entusiasmo che mi generavano.
E non avrebbe senso.
Viaggiamo per l'anima, non per il corpo.

Ora, le nuove coordinate non le ho ancora trovate, ci sto lavorando.
Ma dando per scontata un minore libertà di movimento in termini di tempo, posso lavorare all'aumento di un'altra libertà: i soldi.

Qui vi perderò, lo so, ho toccato un tabù.
Ma ci ho pensato molto, e questa é la variabile che in questo momento mi posso permettere di aumentare.
L'ho detta in modo brutale, i soldi, ma in effetti il ragionamento sembra tenere tutto.
Lo approfondirò nel prossimo post, per ora dico solo che io mi posso permettere di cercare di fare i soldi perché ho ormai dimostrato di non lasciarmi condizionare da loro.
Sono abbastanza maturo per giocare col fuoco.

Continua nella Seconda Parte

9 commenti

  1. luca · 19 settembre 2008

    troppo buddhismo luke!

  2. giordana · 19 settembre 2008

    ciao! allora dove siete?
    fammi sapere di preciso quando venite a barcellona!! e portami quel libro di hesse in italiano please!!

  3. Tripluca · 19 settembre 2008

    adesso in Italia...il libro...ok, lo cerco! Chissà che fine ha fatto :)
    Luca, mica sono buddista :)

  4. panda · 19 settembre 2008

    La tua vita è un romanzo. Sai la cosa che ti invidio veramente e per cui ti ammiro dipiù? Non la libertà, ma la sincerità assoluta con cui riesci a viverti il momento. E' chiaro che le persone cambiano e tu hai dimostrato di non essere schiavo di nulla, nemmeno di te stesso. Accetti con sincerità il cambiamento e lo vivi. Cmq quel tuo post rimane il più bello, e la lunga estate rimane "la colonna sonora" della mia avventura in nuova zelanda. In bocca al lupo per l'equazione

  5. Francesco · 19 settembre 2008

    Ben scritto, Luca !
    Il pezzo è emozionante, ma sempre autoironico; non sono certo di avere ben capito il discorso dell'equazione del GPS, ma il senso generale è limpido.
    Non capisco solo quando concludi scrivendo : "per ora dico solo che io mi posso permettere di cercare di fare i soldi perché ho ormai dimostrato di lasciarmi condizionare da loro". Intendi dire che ti fai, o non ti fai, condizionare dai soldi ?

  6. Tripluca · 19 settembre 2008

    NON lasciarmi condizionare...azz...grazie, ho corretto!

  7. Francesco · 19 settembre 2008

    ...Avrei dovuto fare il correttore di bozze...

  8. marfisiquotidiani · 21 settembre 2008

    Ciao Luca, ti seguo sempre e spero che un giorno riesca davvero a fare un viaggio con te, o almeno a realizzare il progetto guest-house; a proposito a che punto siamo? Penso che ormai uno zoccolo duro di compagni lo abbiamo raggiunto, quando si passa all'azione?
    Sei in Italia? Io continuo la mia permanenza in Inghilterra; se passi da queste parti fammi un fischio.
    Ps. Bellissima la frase "ho ormai dimostrato di lasciarmi condizionare dai soldi". Quando l'ho letta mi stava cadendo un mito...
    Saluti

  9. luca · 23 settembre 2008

    Luca, mica sono buddista :)

    ...un po', solo un po'