Elogio della taccagnaggine
Sono spesso stato accusato di taccagnaggine.
E' vero, sono spesso stato tirchio.
Il titolo del post non vi inganni: non sono qui per scusarmi.
A mia discolpa il fatto che ho sempre guadagnato poco, non tanto per incapacità quanto per mancanza di motivazioni.
Volevo vivere, non consumare.
Questa cosa non mi é sempre stata perdonata ma ho capito che il sistema in effetti non é programmato per perdonarci, solo per assimilarci. E non ci faccio caso.
Era comunque un mio difetto che ho cercato di superare e credo di esserci, in parte riuscito.
Ho scialaquato.
In viaggi.
Tutto quello che entrava lo spendevo in biglietti, hotel e ristoranti con spaghetti alla bolognaise/boloniese/buolonize.
Ne risultava un conto in banca sempre sull'orlo di una siccità, e una sensazione di sicurezza inaspettata.
Quando ogni tanto tornavo nella società "normale" mi veniva richiesto di spendere per cose che non mi interessavano.
Ero reticente.
Un panino e una birra costa tanto quanto due giornate in spiaggia alle Gili...cercate di capirmi.
Meglio solo una birra.
Piccola.
Se adesso parlo di questo argomento é perché sto passando molto tempo nella società "normale" e, come in un esperimento sociologico su mé stesso, sto registrando le modifiche comportamentali e psicologiche che ne derivano.
Tutto va in quella direzione: lavorare, comprare, consumare, lavorare.
Classico circolo vizioso.
Niente di nuovo. Solo che la cosa mi appare molto chiara adesso.
E mi sento di dover rivalutare la taccagnaggine: un valore dimenticato, come la verginità e la solidarietà.
Quindi salgo su questo Monte Degli Olivi virtuale e vi arringo:
Risparmiate. Non spendete soldi in cazzate.
Le cazzate non servono. Le cazzate sono appunto cazzate.
Non vi danno nulla, anzi.
In verità, in verità, in tripverità vi dico:
non sentitevi tirchi. Non é questione di stile o generosità.
E' questione di tempo.
Ogni volta che tirate fuori 100 Euro per comprare una merdata, non pensate:
- "sono solo soldi, non me li posso portare nella tomba, si vive una volta sola".
Pensate invece
- "Questi sono il mio tempo. Ho passato una giornata a lavorare per guadagnarli. Avrei potuto viaggiare, o leggere un libro o parlare con un vecchio Lama tibetano che mi avrebbe sputato in un occhio. E invece ho lavorato e la sera ho visto un servizio sui cani bassotti in quella merda di TG5".
Avete tutto il diritto di non spenderli. Di metterli via per comprare del tempo.
Ecco, non risparmiate. Comprate del tempo.
Avete tutto il diritto di avere una macchina vecchia, di non avere i soldi per una giacca nuova, di non lavorare per qualche mese.
Avete il diritto di vivere.
E nessun obbligo di spendere.
Elogio della taccagnaggine.
Luca, Atti dei TripApostoli, Discorso della TripMontagna 3:21.1 (versione Windows Xp).
1 commenti
Venanzio · 1 gennaio 2011
Condivido totalmente. Creano un circolo vizioso dove per vendere compri delle porcherie inutili e tutti siamo costretti a lavorare di più, ad inquinare di più, a vivere come burattini. Tutto ciò non ci permette di goderci in libertà il nostro tempo dedicandoci a cose più appaganti.