Giochi ibridi
Di solito l'immagine di un articolo serve a renderlo un pò più interessante ma non é nulla di più che un contorno.
In questo caso la fotografia che vedete a sinistra é invece il punto di partenza.
Guardatela e capirete.
C'é una scacchiera con a sinistra gli scacchi e a destra la dama.
Entrambi i giochi usano la stessa scacchiera, composta da 8 colonne di quadratini bianchi e neri, entrambi hanno come obiettivo l'eliminazione dell'avversario e, infine, entrambe si basano su una logica e delle regole ben definite, all'interno delle quali bisogna sapersi muovere per vincere.
Però non vi sognereste mai di giocare una partita mezza dama e mezzo scacchi.
Non serve spiegare perché, tanto diamo per scontato che le regole devono essere le stesse per entrambi i giocatori, pena il caos.
Ora, questo é quello succederà nella partita che andranno a giocare Occidente e Oriente nel 21esimo secolo: una partita ibrida su di una scacchiera comune.
Aiuto.
Ai tempi di Marco Polo, il trasporto era talmente lento, che durante il lunghissimo viaggio da Venezia a Pechino il viaggiatore aveva il tempo di confrontarsi con le culture incontrate durante il cammino e di arrivare alla corte dell'imperatore con un certo background culturale che gli permetteva di evitare le gaffe più ovvie.
Oggi invece basta un check-in, qualche ora di pasti preconfezionati e film in italiano, e ti trovi dall'altra parte del mondo, ignorante come mamma ti ha fatto.
Certo, la globalizzazione ha teoricamente conformato le culture, ma chiunque abbia viaggiato un pò al di fuori delle strade della transumanza sa benissimo che non é così.
Le regole non sono cambiate e ognuno ha ancora le sue, alla faccia dei MacDonalds di Shanghai.
L'incomprensione é ai massimi storici.
Quando la relazione si consuma in un contesto regolato, per esempio nel commercio, le cose vanno relativamente bene, perché esistono delle regole comuni sulle quali lavorare.
Questo ovviamente non risolve i problemi come saprà benissimo qualsiasi businessman orient oriented.
Quando invece la relazione é tra due persone, come in un rapporto di amicizia o di amore, sono cazzi amali. Amari. No amali. Ma io ti amo. Sei il mio amole. Lestiamo amici.
Quando vai in Asia devi abbandonare tè stesso o isolarti in un microcosmo di expat, cosa che io personalmente trovo triste. E' come essere arrivati sulla luna e cercare un Irish bar per vedere il Manchester. E' il fallimento del viaggio.
Quando vai in Asia di te deve restare solo il framework base, ti devi liberare di tutti i plugin e forse fare anche un upgrade (o downgrade) del database.
L'hardware resta quello.
L'Asia non ha misteri. Semplicemente non ci capiamo un cazzo.
E loro non capiscono noi.
Per loro l'occidente non é misterioso perché sanno che diciamo quello che pensiamo e risulta scandaloso, affascinante e ripugnante.
Per noi é misteriosa perché non dicono mai quello che pensano.
Tutto qui.
Forse durante i 91 anni che mancano al 2100, il mondo elaborerà delle regole comuni in modo da giocare a un gioco che non é nè dama nè scacchi. O più probabilmente si giocherà al gioco del più forte.
Dicono che sarà quello della Cina.
Se é così meglio per chi inizia a impararlo fin d'ora.
Se non sarà così avremo comunque imparato le regole dell'altra parte, il che ci renderà più forti.
Forse é arrivata l'Era degli Uomini di Mezzo: gli occidentali asiaticizzati e gli asiatici europeizzati?
In quel caso io e i miei amici scapestrati che perdono il loro tempo in giro per l'Asia saremo di casa su quella scaccheria, con tutti i vantaggi che ne derivano.
4 commenti
giorgiorederoma · 12 gennaio 2009
ciao luca sono stato un mese in thailand e posso intuire questo concetto.
ricordo particolarmente il modo di guardarmi che usavano i locali come quando uno scruta attentamente un animale strano e allo stesso tempo facevano l'oro con i loro occhi socchiusi che nascondono furbizia e saggezza,si propio cosi e' questa la partita di oggi l'occidente cinico contro la saggia asia,che dire che vinca il migliore,ma forse poi i veri vincitori saranno quelli che vagabondeggiano nei vari angoli del pianeta
ciao.
Andrea · 13 gennaio 2009
Ciao Luca sono Andrea ti ho scritto un po fa sono l'ex area manager che ha mollato il lavoro, ottimo l'articolo sulle opportunita di internet, al momento io sono impallato con wordpress che ha deciso di non farmi installare i plugin..comunque tornando all'argomento parlavo di questo conflitto l'altro giorno con una mia amica inglese fidanzata con un israeliano..mmm...mi veniva in mente che anche tu essendo sposato con una Lek questo "conflitto di plugin" ti sara capitato spesso immagino, o no?
Tripluca · 14 gennaio 2009
Andrea,
mi sono un pò perso nella tua interpretazione del concetto di plugin e non ho capito se stai davvero installando WP o é una metafora :)
Comunque si, nel nostro rapporto c'é stato molto lavoro per giungere a una piattaforma comunque, e lo stretching continua.
La metafora della scacchiera vale però per tutti i rapporti.
Andrea Trevisan · 23 gennaio 2009
se per l'asia basta un secolo, per l'africa ne servono 4 ...
o forse no ... loro imparano male ma molto in fretta, siamo forse noi che restiamo un pò bloccati.