Il guado di Monkey
Niente, non resisto, merita un report.
L'altra sera a cena mio fratello mi dice che gli piacerebbe conoscere Monkey, quello incazzatissimo che gira l'Asia.
Incazzatissimo?
Monkey l'ho conosciuto a un tripraduno e mi aveva colpito per quel misto di indipendenza, incoscienza e passione che denotano le persone che camminano solo su due gambe e pensano solo con una testa.
Una sorta di impermeabilizzazione al giudizio esterno, vissuto come un input aggiuntivo, del quale tenere conto ma non troppo.
Insomma, in termini non tecnici: uno che va per la sua strada.
Io tifo sempre per quelli che vanno per la loro strada.
Non mi interessa dove vadano e nemmeno che viaggino.
Uno se nasce con l'animo del cuoco é inutile che vada a surfare in Brasile, perché sarebbe sprecato, deve stare in cucina perché prima o poi io passo da quelle parti e voglio mangiare bene.
E lui sarà contento.
E Monkey, mi era parso, andava per la sua strada: dopo tanta America in tourné con la sua band di nicchia pseudo metallara (definizione ovviamente sbagliata, ma non scrivo per Rolling Stone, per cui perdonatemi) aveva optato per l'Asia.
E' andato in Cina dove ha iniziato a sognare l'Asia tropicale, cosa comprensibile nel grigiore cinese.
Arriva in Sud-Est Asiatico e me lo trovo incazzato.
Leggo un paio di post e lo trovo molto incazzato.
Cioé a livelli da rifiuto della razza umana.
Mi dispiace ovviamente. Tifi per uno che va per la sua strada e lo ritrovi in una buca.
Poi ci penso e mi dico che in realtà va bene così.
Non esiste crescita senza crisi.
La crisi é quel momento doloroso in cui si rompe qualcosa per permettergli di ricrescere più forte.
Tipo quando vai in palestra e il primo giorno ti fanno male i muscoli.
Sono microfratture che permettono al muscolo di ingrandirsi.
Senza fratture, niente crescita.
Ora, Monkey potrebbe aver scelto la strada facile: ufficio, caffé delle 10, ufficio, pranzo ecc...sabato e domenica liberi, ecc....
e sarebbe scivolato dolcemente e con il minimo dolore possibile verso la sua storia.
Solo che in quel caso la sua storia gli sarebbe passata accanto senza accorgersi di lui.
Invece ora é nel mezzo della sua storia, e lei lo sbatte di quà e di là, facendogli anche male.
E in questo momento è in un guado, che deve cercare di oltrepassare senza affondare.
Perché scrivo di questo? Perché Monkey in questo momento rappresenta il viaggiatore in crisi, non solo sé stesso.
E il viaggiatore in crisi é solo, maledettamente solo, e io volevo dirgliene il motivo: sei solo perché sei più avanti.
7 commenti
Gianni · 30 ottobre 2008
Anch'io ho avuto la stessa impressione, sia quando l'ho conosciuto al tripraduno, che leggendo ora i suoi post.
Ma anche tu Luca hai avuto una crisi di questo tipo?
Tripluca · 30 ottobre 2008
non uguale...ma sono passato per il "che ci faccio qui"?
E ogni volta ho trovato una risposta.
claudio · 30 ottobre 2008
e con questo anche tripluca esce finalmente dalla sua crisi di blogger che durava dal post venezia-cracovia :)
psp: quando on line l'ultimo cobretti-porchetti-ramones-ramires?
ps2: pure io attraverso una nuova forte crisi del viaggiatore, ma un paio di livelli avanzati alla scimmia
Tripluca · 30 ottobre 2008
manca una scenetta che devo girare con Lek e poi passo tutto al Trip-Mont in Vietnam per il montaggio.
Te hai la crisi dell'India :)
Monkey · 5 novembre 2008
Che dire, che onore leggere questo posto. Parla proprio di ME, su questo supertripblog seguito dal popolo viaggiante italico... che bello. Diciamo che quel giorno a Ko Tao ero davvero stanco di tailandia, questa tailandia decantata come sogno fantastico, e invece risultata (per me, dico PER ME) veramente una bieca attrazione turistica, perlomeno, le isole del sud. Non mi son mai veramente visto col secchiello e la paletta, e cmq, non odio la Tailandia, per niente. Ho odiato me stesso e garantisco che tali pensieri sulla razza umana li covo sempre, da mesi, da anni. Li ho sempre covati. Altrimenti non avrei mai fatto parte della nicchia metallara di cui Luca, simpaticamente, parla. E ha ragione, quella frangia molto antiumanitaria dello spettro musicale.
Mi hanno fatto piacere le sue parole sui commenti del mio blog, non nascondo che Luca e' stata una bella sorpresa quando l'ho scoperto, altrettanata sorpresa quando l'ho conosciuto, e spero di passare altro tempo con lui presto per confrontarsi di piu' e parlare.
Voglio solo ringraziare e dire che sto mentalmente bene, ma non posso non incazzarmi con un mondo che immaginavo diverso. E allora mi incazzo con me stesso e ogni tanto mi sfogo in tali "talenti" blog-letterari. Ma sono desto.
Oggi sono arrivato in Malesia, e questa penang mi emoziona gia' di piu'... e ho piu' fiducia nei prossimi mesi. Piu' fiducia nel fatto che ci vuole sempre una piccola caduta per sbattere la faccia, e dire, cazzo, e' successo. Ma se non fossi incazzato come sono, non sarei il vostro Monkey che dite cammina con le sue gambe.
Sono veramente felice che qualcuno mi descriva cosi', davvero. Grazie, e' quanto di piu' dolce e azzeccato mi potevate sussurrare all'orecchio.
E Luca, tuo fratello lo incontro volentieri, quando ci sara' un'occasione di ritorno, che ora son preso a decidere dove approdare in Australia, e a godermi questa malesia e la prossima indonesia che mi paiono molto promettenti. Chiudo, che ho scritto un post, abbracci e amore per tutti (ovviamente scherzo: sono sempre Monkey Motherfucker, e quindi seppur placido, non posso che non essere incazzato, sotto sotto :-))
giordana · 20 novembre 2008
e così anche io ho scoperto l'universo di Monkey. Io sto appena uscendo dalla peggiore crisi dei miei ultimi 8 anni e sono a Dubai. crisi perchè la gente ha una educazione-cultura profondamente diversa dalla mia, e il mancato equilibrio con indiani, arabi e pakistani, mi ha fatto piangere per 20-30 gg di fila... e crisi perchè la vita d'ufficio non fa per me, ma...ho bisogno di soldi, per viaggiare viaggiare e viaggiare....
luca e lek, il portachiave con le chiavi di casa di dubai, porta due cuoricini rosa....
Tripluca · 22 novembre 2008
mi fa piacere che il portachiavi ti accompagni...tieni duro!