La distanza orbitale ideale

L'altro giorno ho esposto una mia teoria sulla distanza dal centro della società.
Come metafora ho utilizzato la forza centripeta.
Sembra cioè esserci una forza che ti spinge verso il centro della società, quando per centro si intende la normalità.
Ripensandoci la metafora non è calzante e ieri mi è venuta un'idea migliore: l'orbita.
Ogni persona deve trovare la propria orbita e cioè la distanza ottimale dal centro che gli permette di girare attorno alla società senza sforzo assumendo un ruolo costruttivo, di persona che viene vista lí in alto da chi è ancora sulla terra.
Trovare l'orbita esatta è importante perchè se sei troppo vicino diventi parte del nucleo e non porti innovazione, se sei troppo lontano ti perdi nello spazio siderale.
Quando una persona prende una decisione di rottura e indipendenza (mettersi in proprio, partire per un lungo viaggio, diventare artista ecc..) sta facendo un salto in alto e cercando di raggiungere la propria orbita.
Se il salto non é sufficiente ricade a terra ("Snap back to reality, Oh there goes gravity"), ma se poi riprova e salta abbastanza in alto entra in orbita e inizia a girare.
Se salta troppo invece, si perde.
Poi, come un satellite che viene colpito da un meteorite, si può essere spinti fuori dalla propria orbita.
Ma una volta scoperto che c'è e registrate le coordinate, si farà di tutto per tornarci.
Perchè orbitare cosí senza sforzo nel vuoto non ha prezzo.
Mi piace pensare che ognuno di noi abbia una propria orbita ideale e personale, una distanza dal centro che gli appartiene e che il gioco della vita sia trovarla.
Aggrapparsi invece alla massa (terrestre, umana, sociale) è spesso invece una triste rinuncia dettata dalla paura.
6 commenti
Michele · 28 febbraio 2014
Luca, hai centrato meravigliosamente la causa del 90% dell' infelicità delle persone: La Paura.
Del rimanente 10%, invece, possiamo metterci i problemi di salute (e di questi purtroppo spesso non si può far nulla..);
La cosa sconcertante è che è proprio la "paura" quella forza invisibile che ci tiene incollati verso il centro della "normalità";
e (forse) mai come ora la sentiamo così forte nel nostro paese; ho la strana sensazione che qualcuno "lavori" per diffondere questo sentimento inibitorio: potere di pochi? Lobby? controllo sociale? una cosa è certa, i principali mezzi di comunicazione non fanno altro che diffondere questo, dalla mattina alla sera; d'altro canto per i potenti, il mondo è sempre più piccolo e sempre più (troppo) affollato.
Quante cose "straordinarie" potrebbero emergere dalla creatività delle persone se non fossero inibite dalla paura? Tante.
Quanti benefici porterebbero per tutti? Tanti.
Qual è il perno su cui fa leva la paura?: la perdita della sicurezza... Maledetta sicurezza!
Nick · 28 febbraio 2014
Luca... c'è un problema di visualizzazione del blog... leggo gli ultimi post tramite rss... ma su www.tripluca.com l'ultimo articolo risulta quello del 4 febbraio
Tripluca · 28 febbraio 2014
a posto grazie, era la solita maledetta cache :)
Pier · 1 marzo 2014
Anyway, for my opinion, per alcune persone "l'orbita ideale e personale, una distanza dal centro che gli appartiene" è proprio il nucleo, a prescindere dalla "paura" o dalla ricerca della "sicurezza".
Walter · 3 marzo 2014
Mi piace di più questa metafora rispetto all'altra.
Tiene conto dei due estremi, mentre l'altra solo di uno.
Ripropone l'idea che la via sta nel mezzo tra gli estremi, intesa come proprio equilibrio.
Mi piace la frase:
Perchè orbitare cosí senza sforzo nel vuoto non ha prezzo.
Ma la scriverei:
Perchè orbitare lungo la propria orbita non a prezzo. In quanto la traiettoria è precisa e non facile da mantenere.
Tripluca · 3 marzo 2014
ammazza Walter, pedalare ti fa bene!! :)
Vero che andando in bicicletta per lunghi percorsi si pensa molto?