Tribute Life
Fate partire questo video prima di leggere, non disturba.
Quando quest'estate sono andato a farmi un giro in bici fino a Bologna per strada ho raccolto idee per i prossimi 100 articoli del blog.
Uno in particolare mi era rimasto in testa e ormai ho imparato che se una cosa ti resta in testa vale la pena approfondirla e scriverne.
Mentre pedalavo, vedevo i cartelli dei concerti in programma nelle varie sagre del pomodoro e della porchetta ferrarese, attaccati ai platani.
C'erano i soliti poster degli omaccioni cinquantenni brizzolati-forever-fighi e le belle e simpatiche donne del liscio che ormai fanno parte del DNA dei platani stessi tanto che credo che non li attacchino neanche più ma che si sviluppino naturalmente assieme alla clorofilla, la corteccia e le foglie.
Ma erano in minoranza, e credo che questo non sia mai successo nella gloriosa storia del liscio.
C'erano un'infinità di Tribute band: Ligabue, Queen, ovviamente Vasco e perfino Nek (qui mi si é aperta la bocca e mi si é riempita di zanzare).
Pedalando fai pensieri strani e mi immaginavo una battaglia Galattica tra l'immenso Raul Casadei (quante ne avrai trombate di avvenenti cinquantenni nel camerino mitico Raul!!!) e la Tribute band N.234 di Ligabue, per la supremazia dell'intrattenimento da sagra del fagiolo.
Raul, l'imperatore da sempre, si vedeva attaccato da tante piccole navicelle spaziali fresche e giovani con i loghi delle varie band.
Ora, diciamolo subito subito: vedere le Tribute band é una figata.
Di solito suonano talmente bene che ti chiedi come mai avevi messo sul piedistallo Bono e The Edge quando anche Ugo Manente di Cason del Piave (voce) e Tony Sguantamera di Favaro Veneto (chitarra) riescono a riprodurre gli stessi suoni.
E un'altra cosa: é uno show e i Tribute sono attori e in quanto tali vanno rispettati.
Riflettendo su quanto detto sopra però mi restava una perplessità e un che di tristezza leggera.
Il tutto nasceva da una domanda, un dubbio al quale non possiamo rispondere:
ma se Ugo Manente, visto che é bravo, invece di fare il Tribute avesse fatto l'Ugo Manente?
Lo so, la frase non rende. Ecco qua quella forte: E se Bono invece di fare Bono avesse fatto il tribute dei Pink Floyd? Ve li immaginate gli U2 a cantare "Comfortably Numb?"
Orrore. O forse fantastico. Non lo so.
Ma se il giorno in cui Bono disse "dai facciamo una band e suoniamo qualcosa di nostro", The Edge gli avesse risposto "no, non ci caga nessuno, facciamo cover dei Pink e suoneremo ovunque", e si fossero messi a provare "The Wall", cosa avremmo perso?
Non se ne sarebbe accorto nessuno ma in quel momento si sarebbe decretata la morte di canzoni come October (grazie Marek per averla postata in FB, ottimo momento!)
o "One", "I will follow" e tutto il resto.
Cosa sarebbe stato di noi senza quelle canzoni?
Non dite che non sarebbe cambiato nulla se invece di avere "Wish you were here" e "The Unforgettable Fire" avessimo avuto due versioni di "Wish you were here", una dei Pink e una dei "Pink 2".
Non ditelo perché canzoni del genere ti aprono l'anima e ti fanno capire cose alle quali altrimenti non saresti mai arrivato.
Sono suoni che provengono da altri universi e quando li sentiamo vogliamo andarci ed é nel momento delle scelte importanti che l'emozione rimasta dentro ci fa decidere di andare da una parte o dall'altra.
"Tequila Sunrise" degli Eagles mi ha fatto sognare di andare verso un tramonto e quel tramonto l'ho sempre cercato nei miei viaggi. Forse ho viaggiato per cercarlo, non lo so. Ma é stata importante per farmi vedere degli spazi aperti che nemmeno immaginavo a 14 anni.
Ero un ragazzino sfigato che andava ai gruppi parrocchiali a sentir parlare di Gesù e l'Immacolata e quasi quasi ci credeva ragazzi! Che ne sarebbe stato di me senza Tequila Sunrise?
Ieri sera Roberto mi ha trascinato a vedere Max Pianta a Marghera.
E' Tribute di Renato Zero e Roberto lo ama con una passione viscerale.
Max é di Spinea ed era lì sul palco a parlare in romanesco vestito da Zero degli anni 70 stile Bowie.
Ha dato un bellissimo spettacolo, professionale e toccante.
E alla fine ha fatto una cosa bella: dopo aver sfoggiato varie parrucche durante il concerto si é tolto l'ultima ed é rimasto pelato.
Di colpo era finita la recita e avevamo davanti solo Max Pianta di Spinea.
Gran gesto. Ci ha detto, senza dirlo, "amo Renato e non sono degno di lui. Ma non é lui che ha cantato stasera, sono io. Max di Spinea".
Ora, per concludere, sarei voluto andare da lui e dirgli:
- "ma se tu invece di fare Renato facessi Max Pianta che canta le sue canzoni?"
e lui
- "non mi si cagherebbe nessuno"
e io
- "si, ma anche se c'é lo 0,001% di possibilità che tu faccia successo, non ne varrebbe la pena?"
- "ma io non so scrivere canzoni"
- "sicuro? A me pare tu abbia la sensibilità necessaria per farlo".
E così via.
E se la conversazione fosse arrivata allo stallo, gli avrei tirato la bomba:
- "E se Renato invece di fare Renato avesse fatto il Tribute di Claudio Villa?"
Orrore. O forse fantastico. Non lo sapremo mai. Ma nessuno avrebbe scritto "Il Carrozzone".
Ora, voi credete che io vi stia parlando di musica ma in realtà basta portare il concetto un attimo più in alto e vi sto parlando di noi:
vogliamo essere Tribute di qualcuno o noi stessi?
Essere Tribute, glorificare un eroe e cercare di assomigliarli il più possibile, é la strada facile. Già sai che alla gente piace, é un modello provato.
Vuoi fare il biker? Compra l'Harley, fatti crescere le basette, indossa l'uniforme da biker e via. Hai già un manipolo di fan.
Ma essere té stesso non é così facile, non c'é nulla da copiare e non sai se poi piacerai. E sei solo, immensamente solo.
Ma se c'é lo 0,001% di possibilità che tu faccia successo, non ne vale forse la pena?
7 commenti
Dario · 28 ottobre 2012
Questo e' uno degli articoli migliori che hai mai scritto... complimenti!
Valentina · 22 ottobre 2012
Orcaloca.
Credo che da oggi seguirò questo blog quotidianamente per il resto della mia vita.
Complimenti sinceri,
v.
Marco · 22 ottobre 2012
Io lo dicevo che pedalare non fa bene soltanto al corpo. ;-)
Lucia · 6 novembre 2012
Ieri sera ho visto il film "Rock Stars" e ho pensato al tuo articolo.
"Ma essere té stesso non é così facile, non c’é nulla da copiare e non sai se poi piacerai. E sei solo, immensamente solo.
Ma se c’é lo 0,001% di possibilità che tu faccia successo, non ne vale forse la pena?"
Aggiungo: magari non avrai lo stesso successo ma probabilmente sarai più soddisfatto e felice.
Questo è il succo del film (in youtube c'è il film completo)
Auguri! :)
Stefano De Giglio · 28 ottobre 2012
bel post Luca,
finalmente scrivi più spesso. bello eh, meglio che stare a fare business su tastiera (noti la nota nostalgica sotto ai miei polpastrelli?).
Torno a riprendere il mio Karaoke interrotto.
Buona Domenica
Tripluca · 29 ottobre 2012
ah ah vi ho fregati facendovi ascoltare la musica e vi siete emozionati.
Articolo dopato :)
giredue · 23 novembre 2012
Grande Luca, bello leggerti