Un 2009 firmato
Cosa? Lo schermo e il 2009.
Il mio fluttuare tra i diversi sistemi ha, oltre ai soliti vantaggi, ne ha anche un altro: mi permette di considerare il nuovo anno come un foglio bianco da riempire.
Vi ricordate quando da bambino vi chiedevano "cosa vuoi fare da grande?".
Tutte le possibilità erano aperte.
Volevate fare l'astronauta, il pompiere o il bagnino.
Poi, man mano che facevate le vostre scelte (o le non-scelte per la maggior parte della gente), le possibilità si riducevano.
Da un approccio attivo (posso decidere cosa fare in base al mio desiderio), siete passati a un approccio passivo, di difesa...il tirare avanti.
Oggi i problemi spuntano fuori da tutte le parti e tra la fine di uno e l'inizio di un altro si cerca di assaggiare un pò di quel che resta del frutto dolce della vita.
Ma spesso non c'é più nemmeno la voglia.
Io, residente fisso da Giugno 2008, mi sento un pò come Gesù che scende sulla terra per condividere la sofferenza dell'uomo, ma solo temporaneamente.
Anch'io ho un Messaggio, e in questo sito ho scritto l'equivalente di qualche Vangelo in questi anni.
Devo dire che é dura: se ci sei dentro é dura.
Non me la sento più di dire che uno sforzo di volontà, psicologico, possa avere successo.
C'è qualcosa di più grande di te che determina troppe delle tue scelte.
Il foglio del 2009, oggi, il primo di gennaio, é già scritto.
Restano pochi spazi liberi: dove fare le ferie, che libri comprare, da chi andare a cena.
Alcune macro scelte ti permettono di allargare un pò lo spazio: cambiare lavoro, cambiare casa, avere un figlio, trovarsi un'amante.
Spesso trovarsi un'amante, é una reazione al soffocamento, un tentativo di dare vita a una vita non più viva.
Non solo voglia di trombare.
Apologia delle corna.
Ma non é un'apologia che giustifica: é come cambiare il sapone in una vasca di acqua sporca.
E' l'acqua che devi cambiare.
Prima di essere sommerso da insulti da parte di persone che si sentono toccate nel vivo devo fare il solito, classico, distinguo: queste mie analisi non sono per le persone felici, ma solo per quelle che sentono un disagio.
E tra quelle che sentono il disagio, non per tutte, ma solo per quelle che hanno un desiderio, conscio o inconscio, di mollare tutto.
E fra quelle che vogliono mollare tutto, solo per quelle che lo vogliono davvero.
Scrivo per pochi, ma molto ricettivi.
Il 2008 ha avuto, diciamolo, la meglio su di me: mi sono sposato (regola del sistema) per avere Lek (mia scelta). Sono stato a casa (immerso nel sistema), per stare vicino a mio padre (mia scelta).
Il sistema, come se avesse una vita propria, ha approfittato delle mie debolezze e sentimenti, per avvolgermi.
A volte avrei voluto salire sulla montagna e gridare "solo da solo posso essere libero?".
Ogni avvicinamento comporta una perdita di libertà, questo si sa, ma anche, ho scoperto, un'immersione più profonda nel sistema.
E questo ho fatto fatica ad accettarlo. Molta.
Fortissima la sensazione di una perdita di visibilità, legata al non movimento.
Miopia da stanziale.
Però oggi mi trovo oggi davanti a un foglio bianco, il mio, very personal, 2009.
Guardo fuori dalla finestra e vedo la neve cadere, ma intravedo un sole albeggiante.
I primi 3 mesi sono scritti: pantofole, caffé e MacBook.
Poi mi ributto nel mondo, mi rimetto in cammino e spero di riacquistare le diottrie perdute.
Il parabrezza della mia vita, oscurato da fumi, pioggia e fango, appena mi metterò in movimento, si pulirà e vedrò di nuovo chiaramente.
Forse sarà un 2009 schifoso, doloroso e triste.
Ma sarà mio, non un 2009 confezionato da scaldare al microonde, con tre salse tra le quali scegliere.
Un 2009 fatto con farina, lievito, olio e acqua, impastato con le mie mani, fatto lievitare, lavorato, lasciato risposare, cotto in forno a legna, decorato tra una risata e una lacrima.
Cosa importa se poi salterà fuori salato, bruciacchiato e magari non soddisferà tutta la fame? Cosa importa? Davvero. Non importa perché poi ci sarà il 2010, per provare ancora.
E il foglio, oggi bianco, alla fine forse sarà tutto sporco, rotto e illeggibile.
Ma almeno, sotto, alla fine delle righe, ci sarà una firma sola e inconfondibile, la mia.
Non un codice a barre.

9 commenti
Andrea Trevisan · 2 gennaio 2009
Bravo, spero per te che ci riuscirai!
Tripluca · 2 gennaio 2009
Giordana,
perdona il Monkey, é giovane e non sa quel che fa :)
Comunque se é stanco di stare in mezzo ai backpackers, perché ti ha fatto arrabbiare?
Poi, dato che non era chiaro, lo ripeto per tutti: io non sto denigrando chi non fa le mie scelte.
Rispetto la vita "normale", sto solo cercando di dare delle risposte a chi prova un disagio ad adattarsi a questa "normalità".
No, visto che non sembrava chiaro a te, lo dico anche agli altri.
Siamo già abbastanza provocatori con quello che facciamo, non serve esserlo anche scrivendo.
Buon anno!
Il mitico Monkey che non sa quello che fa · 3 gennaio 2009
Bello scritto, davvero. Mi fa piacere che condividiamo l'idea della pagina vuota della vita da scrivere come due Byron e Keats del cazzo. ahahaha... riguardo alla Giordana, ci stiamo sentendo e non serbo rancore ma dico questo:
"e me ne dispiace da morire, perchè significa che nel suo viaggiare non ha imparato un cazzo. sanno tutti viaggiare come morti di fame come lui e dopo gonfiare il blog. che peccato, davvero che peccato."
probabilmente e' vero. Ma ditemi ora cosa impara uno che si fa un rtw e sta in ogni paese 10/15 giorni, soprattutto poi se e' inglese o australiano e mangia vegemite... fatemi il piacere. Ricordate che non sono nemmeno piu' tanto giovane, se e' per questo, ma se vi tocca nel profondo quel che dico e vi fa anche incazzare o dispiacere, vuol dire che ho raggiunto lo scopo che mi prefiggo con la scrittura.
Cosa vuol dire "gonfiare un blog"? :-)
... e alla fine, buon rinato viaggio a Luca, e mi spiace che non ci vedremo perche' non saro' in Asia quando arriverai.
Francesco · 1 gennaio 2009
Tutto molto condivisibile.
In effetti, il discorso è riferito non solo all'alternativa stanziale-in viaggio, ma alla necessità di non lasciarsi scorrere addosso la vita, mai. Viaggiare è un modo speciale di prendere l'iniziativa, non certo l'unico: ma comunque tutti dovremmo avere la forza di spendere ogni istante con consapevolezza.
Auguro a tutti di riuscirci, almeno nel 2009...
Gianni · 2 gennaio 2009
Ti auguro per il 2009 di riacquistare la vista! :-)
Comunque la tua disanima è corretta e i compromessi dovuti alle relazioni limitano per forza la libertà.
Buon viaggio ResidentLuca!
Paolo76 · 2 gennaio 2009
Io ti auguro di riacquistare il "visto".......belle parole ma credo anche io che scrivi per pochi.
Giordana · 2 gennaio 2009
stasera leggevo il blog di marco ferrarese e ad un certo punto dice:
...ho bisogno di storie e spettri, fantasmi e mostri, non più di natura e realtà e viaggiatori e backpackers, lasciamoli ai loro round the world tickets o ai loro gap years quelli, non fatemeli vedere più. Sono stanco. Stanchissimo!! Questo 2008 è stato l’anno migliore e peggiore della mia vita, in ogni senso. Voglio lanciare la mia testa nella notte, ad alta velocità, alla ricerca del sangue fresco che però sgorghi tra le gambe di una qualche donna, non da un puzzolente cestino pieno di kleenex....
e me ne dispiace da morire, perchè significa che nel suo viaggiare non ha imparato un cazzo. sanno tutti viaggiare come morti di fame come lui e dopo gonfiare il blog. che peccato, davvero che peccato.
Giordana · 2 gennaio 2009
scusa Luca non era il luogo adatto per questo mio commento, ma l'ho buttata li in preda ad una feroce rabbia. scusa per aver occupato spazio tuo.
a presto.
www.myspace.com/odeicapitali · 8 gennaio 2009
...cos'è il viaggio se non la pausa tra uno stare e un partire?
Buon 2009 a tutti!