TriplucaVivere viaggiando

13 gennaio 2005 · Asia Diari di viaggio Giro del Mondo Paesi Thailandia

Don Carlo di Patong

Alcuni sfollati dallo Tsunami13 Gennaio 2005, Karong Beach, Phuket, Thailandia

Ieri non sono riuscito a finire il report, e oggi e' un altro giorno. Molte cose sono cambiate.
Eddy mi aveva detto di andare da Don Carlo, un frate "stimmatino" italiano che si occupa di adozioni a distanza.
Ci sono andato e mi ha spiegato come fa, piu' avanti vi spiego meglio.

Ieri, da Don Carlo, ho conosciuto uno svizzero/catanese che e' sceso apposta per aiutare ed e' venuto a sentire Don Carlo.
Oggi abbiamo preso i motorini e siamo andati a Kao Lak, sopra l'isola di Phuket, in terraferma. E' in quella zona che sono morte la maggioranza delle persone.
Gia' a Kamala, a Phuket, vediamo che l'onda ha distrutto parecchio piu' che a Patong o altre zone. Tutto e' ancora a terra, gente che lavora, pescatori che non pescano, parecchi falang (stranieri) che avevano attivita' e le stanno sistemando.
Vediamo il primo gruppo di aiuti, gente che parla attorno a un tavolo, probabilmente volontari che vengono istruiti.
Continuiamo verso Nord e usciamo da Phuket, passiamo il ponte e andiamo.
Arriviamo alla prima spiaggia di Kao Lak, scendiamo in spiaggia e c'e' un resort bombardato. Non credo di poter riuscire a spiegare senza usare le parole dei telegiornali per cui lascero' alle foto l'arduo compito di descrivere quello che sapete gia'. Non ero mai stato in quei posti per cui non provo alcuna emozione, guardo e cerco di immaginare, ma non riesco a visualizzare un'onda alta sei metri che entra in terraferma per un km e porta via gente e cose. Nemmeno una scarpetta di un bambino buttata li riesce a rendere reale la situazione. E' colpa del mare calmo e del sole e dell 'aria fresca e del cielo blu, non c'e' tragedia. Le rovine assomigliano a un cantiere. Quella volta a Bali, dopo la bomba, vedere le discoteche a terra, mi riempi' di una gran tristezza. Ma li ero stato varie volte.
Continuiamo il viaggio in motorino e ogni volta che accostiamo la spiaggia e' la stessa scena, distruzione dopo distruzione. Dove c'erano alberi e verde adesso c'e' solo terra e a un certo punto la terra e' anche dal lato destro della strada, verso le montagne.
In alcuni punti il mare e' a un km e la distruzione continua a destra per uno o due km. Ma come ha fatto a arrivare fin li'? Sembra davvero impossibile.
verso l'una, mentre cerchiamo un posto per mangiare, arriviamo ad uno spiazzo con delle tende e ci fermiamo a guardare.
E' gestito dall'esercito e ci sono le foto dei dispersi e dei morti non riconosciuti. Non avevo mai visto un morto annegato e mi rendo conto del perche' sia difficile riconoscere un cadavere in quelle condizioni. Non mi dilungo, cercate in internet e vedrete.
In lontananza, a circa tre km dal mare c'e un vascello militare arenato ai piedi della collina. Assurdo, ma e' Così
Il pomeriggio e' verso la fine e decidiamo di tornare, ci fermiamo a bere qualcosa e discutiamo un po'. Neanche oggi abbiamo trovato persone da aiutare. Allora chiediamo a una ragazza se ci sono degli sfollati. Dice di si, due km piu' avanti. Ce ne sono tanti? Migliaia. E di cosa hanno bisogno? Cibo? no cibo no, glielo porta la gente di qua. Sono senza casa. Ok, perche' noi vorremmo aiutare. Allora vi conviene andare piu' avanti a Nam Kem dove c'e' gente povera che a perso tutto. Qui e' zona turistica e chi ha perso la casa magari aveva soldi messi via. Vi conviene li. Io ho perso lo zio e una cugina. E un motorino.
Insomma sembra che abbiamo trovato i nostri beneficiari, domani si torna.
Ci spariamo altre due ore sotto il sole e arriviamo a casa alle sette e mezza. Alle otto siamo da Don Carlo che ci ha organizzato una serata con le famiglie adottate Così posso conoscerli e scattare delle foto da far vedere ai miei fan.
Durante le donazioni Sono tutte persone che hanno perso il lavoro in seguito allo Tsunami.
Don Carlo chiede se abbiamo intenzione di donare qualcosa e io decido di stanziare 20.000 bath (400 Euro) a fondo perduto. 1000 bath (20 euro) a testa e siamo a posto. Don Carlo richiedere che firmino un quaderno e loro firmano. Io elargisco e mi sembra la cerimonia del premio Nobel, tanto che non sono molto a mio agio, e immagino nemmeno loro, ma sei soldi li volete mica ve li posso mettere in tasca di nascosto no? E comunque Don Carlo ha detto che e' il sistema migliore, nessuno si offende. Accettano con un sorriso veloce e se ne vanno. Non e' la scena del mio sogno ma ci siamo quasi.

Il rapporto dettagliato sugli aiuti per le vittime dello Tsunami