Distribuendo gli aiuti per le vittime dello Tsunami
Domenica 16 Gennaio 2005
Ieri siamo tornati Phangnga, siamo andati piu' in la' e siamo arrivati a Nam Khem. Si tratta(va) di un paese di pescatori e ferrivendoli. La prima cosa che abbiamo visto in lontananza e' un peschereccio parcheggiato davanti a una casa. Il paese praticamente non c'e' piu'. E' tutta sabbia, qualche scheletro di casa, barche e barconi in giro per le strade.
Vedo una ragazza occidentale in divisa da protezione civile e mi avvicino in motorino. Fuma, aria da macho, occhiali da sole. Le chiedo dov'e' il campo profughi. Il campo profughi? Ce n'e' diversi, un po' dappertutto. Mentre mi spiega dov'e' il piu' vicino si avvicina un suo collega e si mette ad ascoltare. Gratta in terra col piede e dice:
- "Siamo in cucina"
- "come?"
- "Siamo in una cucina, guarda, le piastrelle"
Sotto la polvere ci sono delle piastrelle blu. Non ci eravamo accorti di essere dentro una casa.
Prendiamo i motorini ormai che e' tardi e andiamo al campo profughi. C'e' parecchia gente che rovista in ammassi di vestiti. Bambini che vanno e vengono, e' abbastanza pulito. Sembra un campeggio.
Ci sono delle tende, andiamo in mezzo e vediamo una signora con una bambina, il papa' dorme. Non abbiamo fatto in tempo a trovare un traduttore. Mi avvicino, saluto, le do' il mio biglietto da visita, ci scrivo sopra tripluca, e gli do' 5000 bath (100 euro). Parliamo un po' senza capirci molto, due foto per i posteri, poi vedo che non abbiamo tempo e gliene do' altri 5000. Ringraziamenti pacati, grandi sorrisi. Giustamente Thailandesi si tengono dentro le emozioni. Andiamo.
Cerchiamo un po' e troviamo un'altra famiglia non troppo in vista e ripetiamo la stessa scena, a questi solo 5000 che li ho finiti. Ce ne andiamo e ci spariamo altre dure ore sotto il sole in motorino.
Ho portato i vostri soldi, direttamente, alle persone bisognose. Non abbiamo fatto molto ma abbiamo fatto qualcosa e siamo sicuri di averlo fatto. I soldi non sono andati nel mucchio e mani ormai non piu' emozionate non hanno pescato nel mucchio.
I tuoi soldi sono andati direttamente dalle tue tasche alle mani di gente che ha perso tutto o qualcosa.
E' stato un lavoraccio e non sono riuscito a portare i 50 euro di Toni alla famiglia Aniong, per cui Toni non ti posso dire che i tuoi 50 euro sono andati alle persone di quella foto. Pero' posso dire a voi tutti che i vostri soldi sono andati alle persone delle foto e vi do' anche la possibilita' di rintracciarli.
Adesso mi sono rimasti dei soldi, spero di raccoglierne ancora e portarli al campo profughi e questa volta prepararmi bene e dire alla famiglia Aniong che Toni di Udine gli dona questi soldi.
Non vedo i telegiornali italiano ma credo che ormai lo Tsunami sia storia vecchia, per cui chi ha dato a dato. Pero' se qualcuno vuole continuare, sono ancora a disposizione.
Il rapporto dettagliato sugli aiuti per le vittime dello Tsunami