Elogio del Caos
Mi sono fatto due buchi sulle chiappe.
Anni e anni di strada col mio zaino Invicta del 2000 e cio' nonostante mi sono fatto fare due buchi sulle chiappe.
Uno per parte.
Il mio zaino era pieno, 22 Kg, e qualche settimana fa avevo avuto la bella idea di alzare il sacco rispetto alla struttura per bilanciarlo.
Purtroppo lasciavo scoperti due pezzi di plastica che, piegandosi per il peso, si andavano a infilare proprio nella parte piu' morbida delle morbide chiappe.
Ad ogni passo, 22 kg di pressione sul culo.
Risultato: due abrasioni simmetriche. Quasi esoteriche nel loro mistero.
Ora la mia stanza e' piena del contenuto dello zaino. E' tutto sparso sui letti, sul pavimento e sul tavolo.
Una persona seria, dopo essersi fatta la doccia e riposata, si rimbocca le maniche e comincia a sistemare il tutto: i vestiti negli armadi, le carte nei cassetti, i cavi e cavetti al loro posto. Poi va avanti con la sua vita.
Io non ce la faccio mai e di solito ci metto almeno una settimana a sistemare tutto.
Ci provo ma non ci riesco. Mi stanco subito e vado a controllare le mail o il forum.
Questa volta volevo risparmiarvi le auto interpretazioni psicologiche sulle motivazioni di tale comportamento, ma e' da notare che quasi sempre prima che riesca davvero a sistemare il tutto sono di nuovo in viaggio.
Il viaggio precedente non deve finire prima che inizi quello successivo.
Forse semplicemente non voglio sistemare il tutto. Il caos genera instabilita' che genera movimento che genera vita.
E poi, possiamo davvero sistemare tutto?
Ho in mente quelle case perfette, dove ogni cosa e' al suo posto e la posizione dei soprammobili e' calcolata al millimetro.
Mi piacciono e le invidio, pero' mi fanno anche un po' paura.
In fin dei conti quando tutto e' al suo posto, nulla e' al suo vero posto.
Mi spiego: qual'e' il posto giusto per un libro? Nello scaffale con gli altri libri? Vero, pero' li lo trovi solo se lo vai a cercare, mentre se lo lasci in giro, magari in cesso, ecco che forse ne leggi qualche pagina in un momento di grande ispirazione.
Immagina, sei in bagno e invece di guardare le piastrelle, leggi qualche riga del Processo di Kafka.
Vedi come la tua vita si arricchisce grazie al caos.
L'esistenza e' basata nel caos, l'unico ordine vero ci sfugge quando siamo troppo concentrati nella ricerca di un ordine effimero.
Mentre sei siamo nel caos, riusciamo a cogliere le linee generali di un ordine superiore.
Quindi quando stai mettendo quel soprammobile al suo posto, in realta' tradisci una nostalgia di un altro tipo di ordine.
Ricordi quando eri bambino e lasciavi sempre le cose in giro? Non vivevi pero' in un mondo molto piu' semplice e ordinato?
Quindi la mia stanza la sistemero' pian piano, una mutanda oggi, un cavetto domani, a maglietta gialla del Re della Thailandia dopodomani, fino al 24, quando risaliro' su di un aereo.