Il Konex e la night life di Buenos Aires
Ieri ho chiamato Manuel, il ragazzo degli appartamenti, perché dovevamo parlare di una possibile cooperazione.
Mi ha dato appuntamento al Conex, per un concerto di percussioni, e mi sono avviato verso il più strano incontro di affari della mia storia.
Il Conex altro non é che un centro sociale occupato dove girano molte belle figliole, birra e canne.
Mentre mi aggiravo per le orde giovanili in cerca di una serata spensierata, cercavo di non far trasparire dal mio sguardo l'avidità del businessman che va a una riunione di lavoro.
In mezzo alla folla ad un certo punto é spuntato Manuel e siamo andati a prenderci due lattine di birra in un negozio.
C'era gente seduta un pò su tutto il marciapiede.
Poi siamo entrati e ci siamo uniti a dei suoi amici trovati per caso.
Dopo un pò é iniziata la musica. Come potete vedere nella foto (fatta col telefonino), i percussionisti erano su di una specie di palco e noi attorno.
Dato che tutti si erano messi a seguire il ritmo africano, anch'io, dopo un sorso di birra per aiutarmi ho iniziato a fare finta di essere un uomo di ritmo.
Non lo sono, mi serve molta birra per esserlo.
Allora sono andato a comprarne ancora.
Poi hanno iniziato a girare delle canne.
A un certo punto uno di loro mi passa una canna che era lunga mezzo millimetro e ho passato, per non bruciarmi le dita.
L'amico, un pò sorpreso e deluso, ha chiesto a Manuel
- "Non fuma il tuo amico?".
A quel punto ho capito che avevo due scelte:
1) Non fumare ed essere un emarginato a vita.
2) Fumare ed iniziare la discesa nel tunnel della droga.
Ho optato per la seconda. Meglio morire in compagnia che vivere soli.
Con birra e fumo in corpo ero ormai un bahiano e, se non fosse stato per la maglietta dell'esercito thailandese, mi sarei mescolato per bene nella folla.
Una ragazza vicino a noi a un certo punto mi passa una canna. La passo a un altro che la fuma e la ripassa.
Lei dice "passa al tuo amico". L'amico fuma e gliela ripassa. Le dice "passa all'altro amico".
Intanto la povera canna stava finendo, per cui le chiedo:
- "Ma tu non fumi?".
- "Si, si, ma falla girare".
- "Ma sei amica loro?".
- "No, non li conosco".
- "Ah, strano, perché da noi in Italia difficilmente la canna esce dal gruppo".
- "si, bueno, pero hoy hay buena onda". (there is a buona atmosfera).
Ok. Que rico. Simpatici questi argentini.
Alla fine del concerto, quando ormai i miei piedi sanguinavano, andiamo alla riunione di affari.
Ormai ero talmente cotto che avrei accettato qualsiasi condizione.
Ci siamo seduti in un ristorante a mangiare delle empanadas e abbiamo concluso un accordo del quale ricordo solo che quelle alla caprese erano buone.
6 commenti
claudio · 22 gennaio 2008
boludo vedo che sei conquistato dall'argentinidad al palo
darioca · 22 gennaio 2008
effettivamente... ho un vago ricordo di quelle tue movenza felpate nell'hard rock di bangkok :) dico vago ricordo perchè la birra era in circolo da un bel pezzo!!
(se provi a negare porto il bracco sul banco dei testimoni)
potresti appprofittare per un corso accelerato.. :) vedi link..
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/tango-in-strada/1.html
stame ben
starsailor · 22 gennaio 2008
a la mierda, Buenos Aires..comunque si, sono in buona compagnia, ma Taipei manca un po' di sangre che invece scorre copioso in (te quiero) Argentina
ValeriaTripMaiTrop · 22 gennaio 2008
He he he..e poi dici che siamo noi i drogati!!!
Botulino · 23 gennaio 2008
Pensa se avevano l'arak....
Cri e Roby da Cremona · 11 ottobre 2009
Mi Buenos Aires Querido!!!!!