La Singaporizzazione di Bangkok
Bangkok 17 Marzo, 2007
E' solo quando vai in un posto varie volte che puoi coglierne le tendenze.
Io a Bangkok ci sono venuto regolarmente dal 2000 e anche se non ho visto molti "must", tipo il famosissimo Floating market (bisogna alzarsi troppo presto), posso dire di averne colto alcuni aspetti in cambiamento molto interessanti.
Uno di questi é la Singaporizzazione di Bangkok.
Per i neofiti: Singapore é l'inferno o il paradiso a seconda dell'atteggiamento che avete nei confronti della vita.
a) Se consumate per vivere: mangiate perché avete fame, vi vestite perché fa freddo, lavorate per avere i soldi necessari a soddisfare le due necessità di cui sopra e nel resto del tempo cercate di vivere la vita in maniera piena, gustando le cose che non si possono comprare e che sono le più belle...Singapore é un inferno.
b) Se vivete per consumare: mangiate perché quella cosa l'avete vista in tv, vi vestite seguendo la moda, lavorate per poter consumare di più e nel resto del tempo cercate di vivere la vita in maniera piena, gustando le cose più care da comprare che sono le più belle...Singapore é un paradiso.
Ora, Bangkok.
E' da molto tempo che vedo questi mega centri commerciali spuntare dalla giungla di cemento.
Oggi però ne sono stato particolarmente colpito perché ho appena visitato quello che avevo visto costruire dalla finestra del mio appartamentino al Victory.
L'ho visto crescere.
E' il King Power
Nel frattempo ne avevano appena terminato uno a 200 metri, tanto per farvi capire quanti ne stanno facendo.
Ora questo é terminato e aperto.
Sono entrato. Mi ha accolto un personaggio e mi ha chiesto di registrarmi.
- "Non é un centro commerciale?".
- "Si, ma si deve registrare", mi dice gentilmente con un mezzo inchino.
Andiamo alla reception, riempio un foglietto e mi registro.
- "Così può comprare qui Duty Free e ritirare all'aeroporto".
Poi mi lascia andare.
- "Sopra ci sono le firme straniere, sotto il prodotti tipici thailandesi. L'entrata é di sopra".
Vado di sopra. Mi sento controllato.
Salgo e inizio la camminata virgiliana nel Girone dei Consumatori.
Passo tra Gucci e MontBlanc e mi rendo conto che non ho scelta. Devo sempre seguire la stessa strada. Sembra molto spazioso e libero, ma puoi solo seguire dritto.
Seguo dritto, passo Adidas e Salvatore Ferrigno.
Poi Svaroksi. Poi Prada.
Arrivo alle scale mobili e scendo.
Prodotti tipici thailandese.
Caffé delle tribù equo e solidale a 10 euro i 250 grammi.
Cibi confezionati di lusso. Statuine a 200 euro.
Guardo la gente.
Sono cinesi e giapponesi.
Ma cosa sono venuti a fare a Bangkok? Per entrare qui?
Comincio a respirare male. Voglio uscire.
Non trovo l'uscita.
Sono in trappola?
Intravedo un ascensore.
Una tipa mi sorride. Mi sembra di essere nel Matrix.
- "Scende o sale?"
- "Ehmm..scendo"
Mi sorride e mi sembra di notare che i pixel dei suoi denti tremino un pò. Un dejà vu.
Cazzo. Fatemi uscire.
L'ascensore si ferma. Si apre la porta.
Faccio per uscire ma vengo travolto da un gruppo di cinesi (se ti sbattono contro sono cinesi). Non riesco a uscire.
Spingo i cinesi.
Raggiungo l'uscita.
Vedo l'uscere.
Mi dice "you can check out anytime you like, but you can never leave".
Esco. Mi assale l'aria calda e umida di Bangkok.
La benedisco e mi rifugio al Seat2Cup dove mi collego e scrivo.