Natal, Ponta Negra, il surf a la vita da nababbo
Natal, Rio Grande Do Norte, Lunedi 26 Agosto 2003
Canoa Quebrada (canoa rotta) e´ un nome abbastanza famoso in Brasile. Il fascino del posto sta nella lunghissima spiaggia con le falesia di terra alle sue spalle, nelle belle zone circostanti, nel fatto che la stradina principale del paese non é asfaltata (ma ci stanno mettendo le pietre) e nel fatto che ci vivono un sacco di stranieri che hano aperto ristoranti e posadas. Gira un sacco di droga pesante (retaggio del passato hippy di Canoa) ma non si vede per cui mandateci pure le famiglie.
Io ci sono arrivato con la mia tavola da surf e per la prima volta in Brasile sono stato accolto da persone che mi proponevano alloggi appena sceso dal bus.
Io sono finito in una bella posada a 6 euro con piscina e ottima colazione (la prima marmellata e il primo burro del viaggio!!!) gestita da un italiano e una brasiliana.
Lí ho conosciuto tre piemontesi (anche se uno era olandese) in viaggio breve disorganizzato.
Uno di loro era insieme a una brasiliana che secondo me, a parte il nome, Tania, era estone piú che brasiliana sia per viso che vestiti. Poverina, noi parlavamo in Italiano e lei se ne stava zitta. É il solito difetto nostro.
Comunque dato che Canoa non offriva le onde di 15 metri che sono abituato a surfare prima di colazione mi sono spostato a Natal, dove intanto erano andati i tre piemontesi.
Per caso sono finito a Ponta Negra, per caso in un albergo a 50 real (15 euro) e per caso loro erano lí.
La stessa sera, tramite della gente che avevano conosciuto, siamo finiti ad una festa in una casa nel paese dove abitano delle ragazze, diciamo cosí, originali.
La situazione ci é piaciuta subito perché abbiamo respirato l´atmosfera-non-turista. Eravamo nel mezzo del villaggio in una casa senza mobili (si dovevano trasferire il giorno dopo) e ad un certo punto é arrivato un camion con delle mega-casse che ha fatto partire la musica.
Mentre il frango (pollo) sfriggettava sulla griglia improvvisata noi ci scolavamo le birre fresche e riflettavamo sulla situazione. Il villaggio attorno sonnecchiava e delle bambine stavano fuori dal cancello a sentire che succedeva.
Sul fronte surf sono orgoglioso di annunciare di essermi fatto la prima ferita da surfista: un´ondqa troppo vicina alla spiaggia mi ha sbattuto conto il suolo sabbioso e la mia fronte a sfregato violentemente contro milioni di milioni di particelle sabbiose che hanno provocato una ferita sanguinolenta. Mentre me ne tornavo all´hotel mi immaginavo di lasciare una scia di sangue alle mie spalle e che la gente mi guardasse ammirata. Sono stati 300 metri eroici, passati quasi con la caratteristica lentezza e rarefazione di un sogno. In camera si sono guardato allo specchio ma quasi non si vedeva e mi sono reso conto di avere fatto una brutta figura con mé stesso.
Comunque per fortuna nei giorni seguenti la ferita ha preso un pó di colore e la gente mi chiedeva cos´era permettendomi cosí di rispondere come se nulla fosse che era una ferita da surf.
Tutto questo con lo sguardo verso la spiaggia dove dei bambini si tuffavano incolumi nella stessa onda che quasi mi aveva spezzato il collo. Triste.
Per i tecnici comunque sono riuscito a prendere due onde senza alzarmi e la sensazione di energia
e´ stata forte. Non ti rendi conto del potere di un´onda finché non ti spinge violentemente senza che tu possa fare niente per fermarla. E stiamo parlando di ondine di 1 metro, 1 metro e mezzo.
Il mio corpo e´ sempre piú in forma ed entrare nell´acqua é sempre piú bello, con meno paura e piú familiaritá. Passare due tre ore in ammolo (si, si mi metto la magliettina) osservando il colore del cielo e dell´acqua cambiare, la costa lontana, le montagne in parte e´una cosa speciale.
Ieri mentre tentavo di alzarmi in piedi mi é venuto un crampo al polpaccio (´il mio corpo é sempre piú in forma´ diceva qualcuno) e sono dovuto tornare a riva dove prima Tatiana (una delle ragazze della casa di Babylon) e poi uno sconosciuto me lo hanno massaggiato gentilmente. Brava gente i brasiliani.
Nel frattempo mi sono spostato in un appartamento con aria condizionata, piscina, acqua calda, due camere, due bagni, cucina/entrata grande, balcone con amaca vista mare, tutto completamente nuovo a 12 euro al giorno e mi ci trovo talmente bene che ho deciso di fermarmi qui dato che e´ comunque uno dei posti migliori per imparare il surf. Mi sono un pó imborghesito ma ogni tanto fa bene fermarsi, no?