Pioggia e Php
Ubud, 21 Aprile 2007
Piove a Ubud.
Ci stavamo preparando ad uscire quando il cielo ha iniziato ad oscurarsi e l'aria si è fatta più fresca.
Dal balcone del Warini ho guardato le nuvole avvicinarsi, nere e cariche di pioggia.
Sono rimasto a petto nudo, non fa freddo, a guardare il cielo e le nuvole.
Avevo passato la mattinata al computer a programmare, perso nel mondo di Php, con le sue belle logiche, dove se vuoi che qualcosa accada, devi solo capire come farlo accadere.
Ero in fase Divina. Il mondo di internet aspettava solo un mio comando.
Onnipotente col solo limite della mia conoscenza.
Insomma ero rintronato come tutti i programmatori.
Quindi ho chiuso il portatile e sono uscito in terrazza.
Le nuvole che si avvicinavano erano immense e avevo fame.
Volevo uscire a mangiarmi un padang (promosso da Lek a cibo di riferimento di Ubud).
Ma ha iniziato a piovere.
Prima qualche goccia, poi gli uccelli che se ne vanno sotto qualche terrazza, poi il vento e il diluvio.
Dopo due minuti la terrazza era inondata e gli schizzi entravano in stanza.
Il mio cervello bacato ha iniziato a proporre delle soluzioni logiche e assurde allo stesso tempo.
E' durato un millesimo di secondo, ma é stato abbastanza per farmi preoccupare.
Ho visualizzato, involontariamente, la seguente stringa di codice:
if (rain == 0) { $food = "padang }
else if (rain == 1) { $food = "padang"; $umbrella = "yes";}
else if (rain > 1) { $food = "chocolate cake from yesterday"; $writeblog = "yes" }
Non è codice pulito e tremo già ai commenti di Marco&Laura, ma in definitiva vuol dire: se non piove esci e mangi padang, se piove un pò prendi l'ombrello e esci a mangiare padang, se piove molto mangi il dolce al cioccolato di ieri e scrivi il blog.
Ora, la cosa che mi ha fatto sentire il vuoto dentro é stato non tanto il fatto di aver visualizzato il codice, quanto l'aver desiderato e non aver trovato una soluzione alternativa.
Cioé, piove e basta. Avrei dovuto accettarlo.
Nel mondo reale i miei poteri sono limitati e non ho accesso al database per cambiare le costanti.
Quelli li ha Dio e non mi darà mai la password.
Piove, stai a casa.
Al computer il cervello funziona in maniera diversa. Ad ogni input c'é, immediata, una reazione della macchina.
La cosa grave é che appena lo spegni e ti rituffi nel vecchio e ormai datato mondo reale, il cervello non si adatta subito.
Vorrebbe delle reazioni immediate e se non le ottiene, é frustrante.
Capita allora che mi alzo dal computer, vado in bagno, e all'input "spinta" non corrisponde un flusso immediatato. Insomma il download non inizia subito.
E mi innervosico.
Allora per rilassarmi penso che é un FIFO (First In First Out), e che i dati in coda per l'uscita sono il Padang di due giorni fa, ormai indurito.
Forzo il download, soffro un pò, parte la ventola.
Download completed. Flush.
Ora ha smesso di piovere, il cielo manda ancora qualche tuono, la ragazzina che lavava i vestiti sotto la pioggia sarà tornata a casa e ritornano gli uccellini (li sento cantare in mp3).
Il mondo assorbe lentamente il dono dell'acqua e la vita riprende a vibrare.
Gli dei hanno dato, l'uomo ringrazia.
Io vado in Birmania a meditare per un mese, lontano dai computer.
Prima però faccio un backup della mia memoria così al limite poi la ripristino.
if ($buddha == true ) { $meditation = "good"Wink
else if ($buddha == false) { $meditation = "bad"Wink