Venezia - Cracovia in bicicletta : da Vitnyed a Bratislava a Straznica, into the Horror
18 Agosto 2008, Straznica, Repubblica Ceca
...purtroppo eravamo finiti, il 16 di Agosto, in una zona turistica, per cui tutti gli alloggi erano occupati o molto cari.
Dopo aver lasciato perdere la città di Sopron, ci siamo diretti verso il lago.
Dalla padella alla brace. Era tutto pieno e il ricordo di questa giornata per noi é un Paolo (human) che scende dal furgone, va verso un albergo/pensione/guest house e torna con la faccia triste e la frase "no ghe xé el campaneo", frase che perfino Valeria ha imparato.
A un certo punto un proprietario di Panziò (Guest House) forse gay ci ha invitato a bere un caffé, faceva freddo e tirava il vento dell'est, nella sua cantina.
La scena era molto "il silenzio degli innocenti", ma é andato tutto bene.
Dopo vari tentativi abbiamo deciso di lasciare la zona e cercare l'angolo meno turistico dell'Ungheria.
Dopo circa sette "no ghe xé el campaneo" distribuiti in 23 km, passando per FertoMinkios e non girando verso il paese natale di Cicciolina Pornapati, abbiamo finalmente trovato una bella baita di montagna in pianura.
Non é la solita battuta, l'impressione era proprio quella, perché attorno non c'era nulla, tirava il vento e si vedevano solo campi di sorgo con l'occasionale nido di cicogna.
Settima tappa Vitnyed - Bratislava 93,71 km, 4:44 di corsa, 6:25 totali (dalla partenza all'arrivo), Km totali: 744,17
Il giorno dopo sono partito preoccupato dalla pioggia e dal vento, ma è andato tutto bene.
La meta era Bratislava, il tragitto comprendeva, per la terza volta, l'Austria sempre luogo di passaggio e mai di fermata, e nel primo pomeriggio io e Paolo (che si era aggiunto a metà strada) abbiamo iniziato la lenta e terrificante entrata nella capitale Slovacca.
La prima cosa che ho visto é stata una siringa piena di sangue sul viadotto, e 300 metri più in là, una giovane sdraiata sull'erba al lato della strada che faceva il suo viaggio ad occhi chiusi.
Dopo vari km di strada a molte corsie, siamo passati per una fermata di autobus in disuso da dove alcuni zombi super scoppiati ci hanno salutato con occhi spenti e facce smorte.
Sembrava una scena di "28 giorni dopo", e abbiamo aumentato l'andatura nonostante la stanchezza. Dopo un pò mi sono girato. Avevo paura che ci seguissero.
Veramente.
Nel frattempo gli altri ci avevano trovato The Hostel, una specie di Domo Studenski (Casa dello Studente) in centro, a solo 14 euro a testa per la stanza singola con bagno in comune.
La ragazza alla reception era giovane, dolce e sensuale, e Claudio é subito caduto vittima dei suoi occhi da cerbiatto e movenze sensuali.
Io e Paolo la guardavamo con piacere ma da spettatori esterni.
Paolotrip, sotto il controllo ferreo di Valeria, faceva finta di non guardarla e puliva l'obiettivo della macchina fotografica, attraverso il quale però le scansionava le curve.
Il matrimonio, si sa, affina l'uomo.
Dopo questo welcome incoraggiante ci siamo resi conto che il The Hostel era frequentato da tipacci poco raccomandabili.
Non riuscivo a catalogarli nonostante il mio occhio clinico, credo però fossero lavoratori immigrati da lontane repubbliche ex sovietiche alla ricerca del sogno slovacco.
Durante il tragitto verso le nostre sistemazioni siamo passati di fronte a varie stanze aperte con anime in pena sedute tristemente sul letto come in un'altra scena del "Silenzio degli Innocenti".
Un veloce giro per il bel centro della città e poi qualche minuto seduti sulle rive del Danubio marrone, ad osservare il nuoto grazioso di una pantegana (Rattus rattus), una cena al Potrefena Husa (come quello di Praga) con zuppa di patate nel pane, poi tutti a letto, in stanze singole. L'unica volta che avrei voluto dormire in gruppo.
Ottava tappa Bratislava - Straznica 107 km, 5:13 di corsa, 7:43 totali (dalla partenza all'arrivo), Km totali: 851,17
Questa mattina toccava a Claudio fare da staffetta e siamo partiti verso le 6 e 40 del mattino.
Quello che non sapevo é che oggi aveva deciso, probabilmente in accordo col Gruppo di Disturbo, che doveva assolutamente boicottare la tappa.
Dovete infatti sapere che lui é l'agente più efficiente, medagliato e tutto.
Proprio un passo avanti rispetto agli altri.
Anyway, ecco la cronologia dei boicottaggi:
- Km 0,6: prende una strada in salita e mi stacca. Riesco a raggiungerlo solo quando la pendenza supera il 33% e scende dalla bici. Gli chiedo di verificare la mappa e scopriamo che dobbiamo tornare indietro.
- Km 1.5: si ferma in salita, cambia marcia, riparte e, ovviamente, cade la catena. Per un paio di minuti fa finta di ripararla con dei bastoncini, poi su mio suggerimento si sporca le mani addirittura toccandola, ma si vede che fa finta e cerca di perdere tempo. Faccio io e in 30 secondi é di nuovo in sella.
- Km 3,7: fa cadere la mappa, mi fermo per raccoglierla in mezzo alla strada a rischio della vita.
- Km7: vedo che si é messo il maglione alla vita e penso che cadrà. Dopo due minuti cade. Ci fermiamo per raccoglierlo.
Dopo un pò lo vedo messaggiare il gruppo. Riesco a leggere l'sms: "operazione tripboicot successo. 35 min ritardo in 10 km. Passo al prossimo agente. Avvisare Carlt. Stop".
Sono stupito. Il capo di tutte le operazioni é proprio Carlotta, che dirige il gruppo da qualche villaggio in Cina. Terribile.
Finalmente tocca a Paolo, un novellino nel mestiere, che cerca di correre quando sono stanco e rallenta quando vado bene.
Nessun problema con lui, credo infatti che abbia abbandonato l'idea del boicottaggio.
Verrà probabilmente incarcerato per il suo fallimento.
Rimangono i fattori ambientali, che anche questa volta riescono a rendere una tappa teoricamente facile, un calvario:
- L'attacco dei moscerini: all'entrata di Holic, un paese di frontiera slovacco, siamo letteralmente assaliti da milioni di moscerini che ci entrano in tutti gli orifizi.
- Strada dissestata: 2 km fatti a piedi nel centro del paese tra operai, pietre e polvere.
In un paesino strano poi, appena entrati, é partita una musica tipicamente comunista che dagli altoparlanti ci ha seguito per tutto il tragitto.
La gente era uscita ad ascoltare.
Dopo la musica una voce mesta che usciva dagli altoparlanti mi ha fatto pensare alla messa.
Quindi cos'era? Comunismo o Cristianesimo? Una cosa strana di sicuro, ci é sembrato di vivere in un'altra epoca.
Ora siamo in campeggio con piscina, ma orfani di Wifi per cui questo report lo leggerete tra qualche giorno.
1 commenti
luca · 21 agosto 2008
si si, ma una foto della receptionist???????? omettete il meglio, ho capito