Venezia - Cracovia in bicicletta : dalla ridente Maribor alla piangente Kormend (Ungheria)
15 Agosto 2008, Kormend, Ungheria
Quinta tappa 155,57 km, 7:51 di corsa, 9:48 totali (549,54 km da Venezia)
Ieri ci siamo concessi una giornata di risposo a Maribor.
Dico concessi, ma in realtà per gli altri é stata il solito immorale dolce far niente, mentre a me ha permesso di riposare chiappe e muscoli.
Mi sono reso conto del lusso di una giornata oziosa, godendomi ogni minuto di non pedalata.
Maribor é carina, anche se non paragonabile a Ljubljana e nemmeno alla Tatjana, e ci ha deliziato con i suoi caffé e il people watching.
Gente non ce n'era molta, probabilmente infatti la crème de la crème era già in vacanza.
La sera ci siamo uniti a due coppie australiane che alloggiavano nel nostro stesso alberghetto e abbiamo passato la serata in un ristorante serbo a parlare di espulsioni dall'Australia (la mia del 2000 e quella di Paolo del 2004) e del loro viaggio in Italia in bicicletta (3000 km percorsi).
Insomma, non sono nessuno.
This morning la tappa teorica era di 120 km, passando per l'Austria e arrivando in Ungheria.
Tutto perfetto in Austria: piste ciclabili dappertutto, perfino dal marciapiede al bagno, colline messe lì in maniera ordinata dalla mano di Dio (Gruss Gott), castelli, alberi di prugne e mele (che hanno subito vari miei test di qualità), more mature in collina (non sto parlando di signore 50enni), e praterie sterminate di zucche.
Se fosse venuta Lek sarebbe impazzita, dato che il suo ultimo amore sono le zucche (oltre ai pinoli).
Insomma, eine Godurien.
Verso mezzogiorno inizia una pioggerella che pian piano mi preoccupa: non ho portato via il K-way super tecnico, concepito apposta per riparare la gente dalla pioggia, anche se il mio maglioncino d'avanguardia Dr. Gibbot grigio del 1986, mantiene l'acqua lontano dalla mia maglietta impregnata di sudore.
Sms al Gruppo di Supporto e, incredibile, appaiono all'orizzonte in meno di mezz'ora.
Forse li ho finalmente addomesticati.
Dal furgone esce la squadra in maniera sincronizzata che sembra un pit stop della Ferrari.
Mi vengono attorno efficientissimi: Valeria mi riempie la borraccia con riverenza, Paolo Beast chiede dettagli tecnici e li esamina in tempo reale col suo I-Pod, Paolo Human prende la sua bici per iniziare la staffetta e Claudio...adesso che ci penso...Claudio non fa niente, ma é giusto così, in quanto il giornalista non deve "fare", ma assistere, per poi scrivere.
E infatti adesso sta scrivendo il blog (che non pubblicherà).

I guai iniziano in terra Magiara (Ungheria per gli ignoranti...ma Bruno Pizzul non vi ha insegnato niente?).
Passiamo il confine (Paolo Human é con me) e l'unica strada per Kormend é vietata alle bici (oltre che ai carretti, i trattori e le battone con i pattini), quindi chiediamo al benzinaio che dice "o quella o niente".
Vabbè, soliti disfattisti post comunisti.
Ne prendiamo un'altra e finiamo in un ridente centro cittadino, seguiamo i cartelli della pista ciclabile che indicano Kormend a 32 km (io sono già a 110), continuiamo, Paolo prova l'emozione del furto di prugne mature, arriviamo a un incrocio e i cartelli, orfani di Kormend, ci fanno sorgere il dubbio: dove cacchio stiamo andando?
Passano due ragazzini, chiediamo, ci rimandano indietro.
Torniamo nella ridente cittadina, ritiriamo dei soldi, mi scolo uno yogurt da bere e mangio una pastina confezionata con un sacco di sigle E55, E54, sull'etichetta e torniamo verso la strada di prima.
A un certo punto un cartello della comunità europea ci indica il percorso che stiamo facendo: un giro molto largo.
Alla prima occasione prendiamo la strada vietata (Fausto aveva ben attraversato tutta l'Ungheria così nel 1999) e pedaliamo verso Kormend.
Al km 155 arriviamo in una piangente cittadina ungherese, troviamo la Panziò, chiediamo di Claudio (che si fa passare per Gustavo), ci indicano la stanza 4, saliamo, apriamo la porta e lo troviamo spaparanzato a guardarsi le olimpiadi, gara di 10.000 m femminile, tutte le nere in testa e le bianche dietro.
Stretching, doccia, cappuccino, sensazione di grande stanchezza fisica e attesa del goulash di questa sera.
1 commenti
ilcujo · 17 agosto 2008
belin....
meglio di clapton negli anni '60 à londra...sei un dio...
...coraggio al gruppo di supporto per supportare un tipo così...