TriplucaVivere viaggiando

24 giugno 2007 · Asia Diari di viaggio Laos Paesi

Verso la 5 de la tarde en Laos

Savannaketh, 24 Giugno 2007
Ieri pomeriggio siamo tornati sulla strada principale di Savannaketh.
Andavamo, of course, verso internet.
A Savannaketh c'é poco o niente da vedere; qualche fatiscente costruzione retaggio del passato coloniale francese, una piazza vuota e senza panchine, e una chiesetta cattolica oggi probabilmente usata per riti satanici o come forno per le baguettes.
Andavamo dunque verso internet percorrendo a piedi questi Champs Elysées laotiani che non hanno nulla da offrire se non qualche negozio di vestiti importati dalla Cina, dei ristorantini, una marea di negozi di fotocopiatrici (!), un paio di panifici e degli internet café.
Ne avevamo visto la versione "daily", verso le due del pomeriggio, caldi, addormentati e abbandonati come un paesino di frontiera venezuelano.
Poi li avevamo percorsi la sera, con l'aria fresca, i negozi aperti, le luci, la gente che se ne usciva dal letargo pomeridiano per dedicarsi alle attività più disparate: tostare le baguette, vendere frutta, giocare per la strada e sfrecciare in motorino.
Ma é ieri pomeriggio, verso la cinqo de la tarde (5 del pomeriggio), che mi hanno comunicato il messaggio divino.
Ho avuto la classica "epifana joiyciana", cioé quell'attimo di consapevolezza superiore alla media, che ti permette di vedere le cose con una chiarezza maggiore.
E' una sensazione intensa perché ti fa una promessa che in parole povere suonerebbe più o meno come un "non ti preoccupare, non é tutto qui, guarda....".
E tu, per 5 secondi, guardi e vedi. Poi si chiude il sipario e torna la nebbia.
Ora, prima di accusarmi di voler fondare una nuova religione e guadagnare con i click di adsense sugli annunci del sito www.tripreligion.org, pensateci bene e vedrete che capita anche a voi. Sono attimi, e tendiamo a dimenticarli in fretta, ma sono abbastanza comuni.
In realtà viviamo in stati di consapevolezza variabili. Oscilliamo dai momenti buii, quelli in cui non sappiamo più bene cosa stiamo facendo, a quelli più chiari, quando cogliamo lo scopo delle nostre azioni e delle nostre scelte (oppure ci rendiamo conto che lo scopo manca).
E in mezzo c'é ma quotidianità, il più grande nemico, quando agiamo come automi, senza porci domande, ma seguendo semplicemente uno schema.
Occhio, questo vale per tutti, non solo per chi ha una vita regolare ma anche per i viaggiatori, i criminali e gli eroi. Basta entrare nella propria routine.

Ma cosa ho visto ieri nel mio flash?
Il cielo si tingeva di rosso (in ovvia ode al governo del popolo socialista) e la gente cominciava ad affacciarsi alla strada.
Lek ed io abbandonavamo la strada laterale per entrare in quella principale (dovete immaginare tutto come in un film al rallentatore).
Il mio sguardo ha coperto tutta la strada, fino in fondo, cogliendo quindi l'immagine completa di quello che sarebbe potuto essere un quadro intitolato "scorci di vita laotiana".
Poi, la sensazione. E' difficile spiegarla a parole. Potrei forse dire che ho capito cosa ci attira del Laos.
Qui, in questo paesino di frontiera, che tenta disperatamente di valorizzare delle case fatiscenti come architettura coloniale da un lato, e di diventare ricco e consumista come la Thailandia dall'altro, ho provato qualcosa di simile all'invidia.
Avete presente quando avevate 15 anni, presi dal turbinio di emozioni legate al passaggio verso l'adolescenza, in piena tempesta ormonale, disperati di capire cosa stavate diventando, spaventati del futuro, incapaci di gestire il presente...e vi trovavate davanti dei bambini che giocavano?
L'avete sentito quel grido dentro di voi: "cazzooo, voglio tornare bambino!! Non ce la faccio più!!". Nostalgici di un passato recentissimo, più semplice ed innocente?
Ecco, forse é questo.
Vedevo i laotiani, ancora semplici, che vogliono crescere e diventare come gli altri paesi moderni, ma che non sanno cosa vuol dire, che dovranno passare per molte sofferenze e che poi forse vorranno tornare indietro, quando sarà troppo tardi, come lo é per noi.

E vedendo loro, vedevo anche noi europei. Non possiamo tornare indietro. Non possiamo andare avanti in questa maniera. E siamo in crisi.
Cerchiamo una svolta, ma non esiste. Abbiamo già provato tutto.
Eppure credo che siamo più vicini alla soluzione noi, di qualsiasi popolo "arretrato", proprio perché abbiamo già provato tutto.
Non servono rivoluzioni, dobbiamo trovare un nuovo equilibrio.
Grazie Laos, adesso posso diventare Primo Ministro e portare l'Italia nel 4 millennio.