Riflessi - capitolo 2.6
10 anni fa ho scritto un breve romanzo ispirato ai miei anni parigini (1994/5).
L'altro giorno l'ho trovato nei reconditi delle mie cartelle. Ho iniziato a leggerlo e...mi é piaciuto. E' roba vecchia, un Luca pre-Trip, ma già viaggiatore anche se solo in Europa.
Ve lo propongo intero, a piccole dosi, da leggere 5 minuti alla volta...
RIFLESSI
CAPITOLO SECONDO, parte sesta
IL SOGNO
Ci sono i colombi, a Parigi. Quella notte uno di loro entrò nei sogni di Francesco, si appoggiò al davanzale di una finestra d'albergo e dentro vide due corpi vicini nella notte, chiamò Francesco e gli disse: -"Vieni, dobbiamo andare..." Francesco si alzò, guardò la ragazza che dormiva, la baciò in fronte ed uscì dalla finestra. Prima di spiccare in volo la guardò ancora. Saltò ma si accorse di non saper volare, allora atterrò in strada. Vide il colombo volare via e cominciò a rincorrerlo gridando: -"Aspetta! Dove dobbiamo andare?", ma ormai era sparito. Credette di vederlo su di un cornicione ma c'erano talmente tanti colombi che decise di lasciar perdere. Si guardò intorno sperduto e ad un tratto vide un biglietto aereo per terra, lo raccolse. Era un biglietto per l'Australia. Corse all'aeroporto e fece appena in tempo a salire sull'aereo che era in partenza. La hostess gli chiese se volesse del thé o del caffé. Non le rispose perché vide degli amici che lo chiamavano. Erano nel reparto fumatori e ridevano. Andò da loro che gli chiesero dov'era stato la sera precedente. Loro stavano appunto tornando a casa. Si accorse allora di essere nel métro. Gli amici scesero uno ad uno e rimase solo.
Si addormentò. Fu svegliato dalla hostess che nel frattempo gli aveva portato il caffé.
-E' il capolinea, signore", gli disse.
Francesco scese, prese le scale ed uscì. Non conosceva quella fermata. Poi vide un canguro che leggeva il giornale seduto in un caffé.
-"Sono in Australia", pensò. Era notte e faceva freddo.
-"Per forza", pensò "qui ora é inverno".
Entrò in un albergo e si accorse che era lo stesso di Parigi, chiese una camera, il ricezionista gli diede le chiavi e Francesco salì.
Entrò nella camera, era molto spaziosa e con un gran letto matrimoniale. Si buttò sul letto quando sentì cantare, era una voce femminile che proveniva dall'altra stanza. Si avvicinò al muro per ascoltare meglio. Si accorse che c'era un buco e guardò dentro.
C'era lei! La chiamò, ma lei non sentì. Allora uscì dalla finestra, camminò sul cornicione ed arrivò davanti alla finestra di lei, c'era il colombo che lo aspettava.
"Ecco, siamo arrivati", gli disse. Poi volò via.
Francesco guardò dentro e vide un uomo con lei. Bussò alla finestra angosciato, ma non lo sentivano. Provò a rompere il vetro, ma non ci riuscì e inoltre non produceva alcun suono.
Vide l'uomo uscire, era ancora notte. Lei lo salutò con un bacio. Riuscì ad aprire la finestra e, senza fare domande, si buttò sul letto accanto a lei e si addormentò.
1 commenti
david lynch · 1 febbraio 2008
e all' improvviso il romanzo vira sull'onirico e nn ci si capisce + nulla!!