Riflessi - Capitolo 6.1
10 anni fa ho scritto un breve romanzo ispirato ai miei anni parigini (1994/5).
L'altro giorno l'ho trovato nei reconditi delle mie cartelle. Ho iniziato a leggerlo e...mi é piaciuto. E' roba vecchia, un Luca pre-Trip, ma già viaggiatore anche se solo in Europa.
Ve lo propongo intero, a piccole dosi, da leggere 5 minuti alla volta...
RIFLESSI
CAPITOLO SESTO, parte prima
Restò un paio di giorni a Londra ma ormai gli amici che aveva conosciuto non c'erano più, e Luciano lavorava, così decise di andare in Irlanda. Propose a Jerry di andare con lui e il giorno seguente partirono. Passarono per Liverpool e dormirono a casa di lei. I suoi genitori furono molto sorpresi di vederla arrivare con un italiano. Mangiarono qualche verdura bollita con del pesce lesso e, molto anglosassoni, passarono la serata a rispondere: "Fantastico", "Notevole", "Molto interessante" ogni volta che Francesco apriva bocca. Una volta capito il gioco cominciò a parlare di cose sempre meno fantastiche notevoli e interessanti e si accorse con sorpresa che le loro reazioni erano inversamente proporzionali. più le cose di cui parlava erano noiose, più il "very interesting" era accentuato. E, al contrario, più erano interessanti meno commenti sentiva.
Francesco si accorse così di trovarsi nel bel mezzo di una disperata lotta per il mantenimento della normalità!
L'equilibrio era il loro bene supremo. Come se qualcosa di troppo interessante o speciale potesse sporcare i loro bei muri o la moquette nuova. Andò a letto pensando "molto inglesi" e sorridendo tra sé, ma allo stesso tempo angosciato di trovarsi nel tempio della borghesia, dove esiste un modo giusto e uno sbagliato per fare qualsiasi cosa, dove le linea di separazione tra il bene e il male é talmente netta da essere visibile.
La mattina partirono dopo che Jerry ebbe rifiutato per l'ennesima volta i soldi per il biglietto del treno che i suoi genitori le offrivano. "Non ci provo nemmeno a spiegargli che preferisco andare in autostop, non capirebbero", disse.
E rise.
Verso le tre del pomeriggio erano già a Holyhead, al di là c'era la verde Irlanda.
Francesco la guardò mentre lei osservava il mare, e pensò che era attraente.
Aveva sempre avuto un gran rispetto per la bellezza femminile, la sentiva come una legittimazione della libertà. E ora la vedeva, libera e bella, col vento freddo che le faceva chiudere gli occhi.
Attraversarono lo stretto grazie ancora a degli anziani inglesi in cambio dei soliti biglietti per il Duty Free.
Arrivarono a Dùn Laoghaire verso sera e dormirono a Dublino in un ostello dove Francesco passò metà nottata cercando di far star zitti gli immancabili russatori, facendo rumori strani con la bocca. Il giorno dopo passeggiarono per Dublino, "niente di speciale" pensò Francesco che di città ne aveva ormai viste tante. La sera andarono al Temple Bar, ad ascoltare musica dal vivo e bere birra. Jerry si ubriacò.
-"Reazione allergica ad un eccesso di borghesia", disse ridendo Francesco ma lei non capì.