TriplucaVivere viaggiando

25 marzo 2008 · I miei libri Riflessi

Riflessi - Capitolo 6.2

Riflessi10 anni fa ho scritto un breve romanzo ispirato ai miei anni parigini (1994/5).
L'altro giorno l'ho trovato nei reconditi delle mie cartelle. Ho iniziato a leggerlo e...mi é piaciuto.
E' roba vecchia, un Luca pre-Trip, ma già viaggiatore anche se solo in Europa.
Ve lo propongo intero, a piccole dosi, da leggere 5 minuti alla volta...

RIFLESSI

CAPITOLO SESTO, parte seconda

 Ormai non capiva più nulla ed era terribilmente sensuale. Cantarono le canzoni degli U2, Jerry credette di vedere Bono e cominciò a gridare come una pazza ma per le strade non c'era nessuno. Francesco la trascinò all'ostello e pensò che la ragazza australiana non si sarebbe mai comportata così. Questo fu la prima di una lunghissima serie di riflessioni pericolose con le quali aveva cominciato a costruire un idolo, il simbolo della donna perfetta, allontanando così tutte le altre. E lei non era lì per impedirlo....

Dormirono nello stesso letto, nonostante non fosse permesso, e si svegliarono con una gran fame.
A colazione c'erano caffè, latte, tè, pane, burro e marmellata. Mentre mangiavano decisero di andare alle scogliere, le più alte d'Europa. Pagarono le due notti e Francesco si accorse di non avere quasi più soldi. Jerry ne aveva abbastanza per tornare a Londra, così decise di partire.

La accompagnò alla stazione e passò il resto della giornata a cercare lavoro. Lo presero in un ristorante italiano, dove gli avrebbero dato anche da dormire. Gli ci volle una settimana per mettere da parte abbastanza per continuare il viaggio, ma ormai doveva tornare a Parigi.
Salutò, e invitò tutti ad andare a trovarlo.

Gli ci vollero due giorni per arrivare a Parigi. Arrivò a casa verso le undici di sera e trovò il suo appartamento pieno di gente. Aveva lasciato le chiavi agli amici e loro stavano facendo una festa. Gli aprì la porta una ragazza che non aveva mai visto. Gli altri non si erano accorti del suo arrivo. Si guardò intorno e si rese conto che non conosceva nessuno. Dovette andare fino in cucina per trovare delle facce familiari. Strinse la mano a tutti e poi andò a farsi una doccia. Quando ne uscì preparò una pasta e tutti gli fecero i complimenti, anche quelli che ne avevano lasciata metà.
Fece conoscenza con tre ragazze tedesche, fu sorpreso di come parlavano bene il francese pur essendo arrivate da poco. Erano ragazze alla pari. Decise di invitarle per il giorno dopo a mangiare a casa sua. Prima dell'una metà delle gente se n'era andata con l'ultimo métro.

Gli altri sarebbero restati fino a mattina. Verso le tre, buttò per terra qualche coperta e si mise a dormire, accanto a lui si stesero le tedesche. La musica continuava e due coppie ballavano ancora, Bob Marley li accompagnava. Era buio ma si potevano intravedere le loro sagome.

Parlò ancora un po' con la ragazza che gli stava accanto, le raccontò qualche barzelletta.
Poi chiuse gli occhi e si addormentò pensando che era impossibile essere tristi.