TriplucaVivere viaggiando

29 giugno 2008 · I miei libri Riflessi

Riflessi - Capitolo 9.5

Riflessi10 anni fa ho scritto un breve romanzo ispirato ai miei anni parigini (1994/5). L'altro giorno l'ho trovato nei reconditi delle mie cartelle. Ho iniziato a leggerlo e...mi é piaciuto. E' roba vecchia, un Luca pre-Trip, ma già viaggiatore anche se solo in Europa. Ve lo propongo intero, a piccole dosi, da leggere 5 minuti alla volta...

 

RIFLESSI

 

CAPITOLO NOVE, parte quinta

-"Che caso", disse lei. -"Non sapevo neanche se fossi partita o rimasta", rispose Francesco. -"Sono rimasta" -"Che programmi hai?" -"Niente di preciso" -"Resti tutto il tempo a Barcellona?" -"Non lo so, forse no" Ci fu una pausa, poi Francesco riprese:

-"Che fai a Parigi?"
-"Studio architettura, e tu?"
-"Lavoravo in un bar, ma adesso ho lasciato"
-"E cosa farai?"
-"Non lo so, per il momento viaggio..."
-"Fino a quando?"
-"Appena finisco i soldi o mi stufo, dipende da cosa succede prima"
-"Di solito finiscono prima i soldi!", disse lei.
-"Si, ma succede anche che ci si stufa".
-"Tu resti a Barcellona?"
-"No, ho intenzione di girare abbastanza"
-"E dove vuoi andare?"
-"Non lo so, almeno Madrid, un pò la costa, il Portogallo e poi dopo forse verso l'Inghilterra, l'Irlanda. Vedremo, ho il biglietto dell'Interail e posso andare dove voglio", disse Francesco.
-"E la prossima tappa?"

Lui la guardò con complicità e disse:
- "Forse la tua..."
Lei sorrise ma non disse nulla.
-"Hai voglia di passeggiare?", gli chiese.
-"Certo", disse Francesco e si alzò.

Camminarono un pò e andarono a mangiare insieme. Il pomeriggio lo passarono in spiaggia sotto una palma a bere granite.
Dormirono e si ritrovarono abbracciati al risveglio. Sul finire del pomeriggio tornarono all'ostello e si divisero per andarsi a preparare per la serata.

Francesco si lavò ancora e cantò sotto la doccia una canzone melodiosa in italiano. Qualcuno gli chiese che canzone fosse e lui disse che non ne conosceva il titolo. Parlarono qualche minuto e si strinsero la mano appena uscirono dalla doccia. Era un Argentino in vacanza con la ragazza. Si ritrovarono sullo stesso divano giù in entrata e parlarono ancora. Poi arrivò Françoise e si ritrovarono in quattro. Né lui né Françoise dissero niente ma si comportarono come se fossero insieme e lasciarono che gli argentini lo pensassero. La serata passò serena come era iniziata e si divertirono tutti molto. Quando tornarono all'ostello Francesco capì da una serie di messaggi che Françoise voleva restare sola con lui. Nessuno di quei segni, se preso singolarmente, poteva far pensare a questo. Ma nel loro insieme lanciavano un messaggio inequivocabile. Salutarono la coppia e Francesco chiese:

-"Andiamo in spiaggia a fare il bagno?".
Gli occhi di Françoise si illuminarono.
-"Vado a prendere l'asciugamano"
-"Ci troviamo giù"

Andarono in spiaggia quasi correndo con gli asciugamani in spalla, faceva caldo e non c'era un filo di vento. In spiaggia spirava una leggera brezza. Si sdraiarono sugli asciugamani in riva al mare e si raccontarono barzellette.

Risero molto.
-"Le racconti meglio di me", le disse.
-"Grazie, però tu hai una bella voce", rispose lei, "più adatta a recitare poesie".
Il complimento gli fece molto piacere.
-"Te ne recito una allora", disse scherzando.
-"Ne sai?", disse lei seria.
-"No, ma posso inventarne una", Francesco si accorse che il gioco lo divertiva.
-"Allora dimmene una sulle stelle!"
-"Non credo di poter inventare poesie su ordinazione"
-"Bé, allora dì quella che vuoi", disse lei a bassa voce avvicinandosi a lui.

Ci fu un pò di silenzio. Francesco pensava alle poesie che aveva scritto. Ne aveva scritte tante ma sempre per sé stesso e senza pensare a cosa potessero capire gli improbabili lettori. Françoise non disse niente, lo stava aspettando.

Quindi Francesco cominciò:

-"Ho letto un libro
dalla copertina rossa sporca di caffé
e gli angoli rovinati dalle dita
dei suoi lettori.
Parlava di una bambina
diventata donna.
Quando l'ho finito
era come se avessi
conosciuto una persona, profondamente.
Ho guardato le pagine consumate
e ho salutato
tutti quelli che mi avevano preceduto
in quell'esperienza
così profonda
"

Si voltò verso di lei e chiese:

-"E allora?"
Lei tacque, riflettendo, poi disse:
-"Non me l'aspettavo così...davvero l'hai appena inventata?"
-"Sì, ma non é un granché, vero?"
-"Non lo so, non ho provato emozioni, ma é come se sentissi che c'é sostanza"
-"Forse un giorno ti tornerà in mente e allora sarà servita, forse no... e allora pazienza!"
Risero entrambi poi lei lo abbracciò e lo baciò. Lui la lasciò fare, gli piacque rimanere passivo e sentire la pressione di lei sul suo corpo.
Non c'era la luna e la notte era scura. Si spogliarono e andarono in acqua.
Nuotarono un pò. Per qualche attimo si perdevano di vista poi si ritrovavano.
Lei lo baciò ancora e il corpo caldo di lei lo sfiorò. Fecero l'amore sul bagnasciuga con le onde che andavano e venivano sui loro corpi nudi e questa volta nessun sentimento negativo passò per la mente di Francesco.