Puttan Tour Messicano
Il giorno prima della partenza ho deciso di fare una bella sorpresa a Andrey.
Gli ho detto "domani, invece che programmare, ti porto all'Isla de Las Muejers (isola delle donne) e ci divertiamo". Durante il viaggio, con Manu, ci siamo messi a parlare delle belle ciccione che avrebbe visto sull'isola e che lo avrebbero deliziato con giochi sessuali perpetrati da madre a figlia per generazioni. Poverino, già si immaginava costretto a ore d'amore con messicane super paffute.
Anche la fase di negoziazione col pappone sulla spiaggia, e il prezzo di circa 90 U$ gli facevano pensare che si trattava di qualcosa di speciale.
Quando siamo arrivati, ha visto questa prima cicciona:
Siamo saltati dentro e abbiamo nuotato fianco a fianco con questi autobus marini. Tre volte: Niente sesso, nemmeno toccarle si può (e la voglia é tanta), ma é impagabile. Stessa sensazione di assoluta meraviglia provata alla barriera corallina australiana dodici anni fa.
Ok, vai, anche il Messico é andato. Tre mesi spesi bene, anzi benissimo.
Ora mi preparo a sentire i discorsi del tipo "ma non hai visto questo? Ma non hai visto quello? Ma sei stato li e non hai visitato quell'altro? Hai provato a mangiare il guacamole di frijoles refritos", ai quali potro' solo rispondere "sì. Vero, ho lavorato tanto e non avevo tempo per vedere tutto. Tu cosa hai fatto in questi tre mesi?".
Inoltre mi piace lasciare sempre delle cose non viste, perché tanto io sono come la signora Luisa che "va in tanti posti, ci resta molto tempo e di solito non vede tutto". Insomma, tanto ci torno sempre, se vedo tutto la prima volta, poi non é la stessa cosa.
E poi questa storia del "vedere" é assolutamente da ridimensionare. Dopo quattro rovine Maya ti stufi, dopo otto paesaggi da cartolina in sette giorni no ti fanno più lo stesso effetto. Ogni viaggio ha il suo ritmo, lo devi trovare.
E no, non devi vedere tutto, tanto non ce la farai mai.
P.S.
Ho fatto una scoperta sensazionale che mi ha fatto recriminare gli anni della fanciullezza a mangiare ghiaccioli industriali. Le "Paletas". Praticamente dei ghiaccioli di frutta fresca. Cazzo (parolaccia voluta e meritata) perché ci siamo dovuti ridurre a questo? Non bastava spremere delle fragole e metterle a ghiacciare? Perche' insaporire l'acqua con aromi artificiali e coloranti invece? Che vantaggio c'é? Fanno schifo. Sanson, perché mi hai rovinato gli anni più spensierati? Perché?
(per chi sa leggere tra le righe questa e' una critica profonda alla società moderna, ma sono troppo triste per approfondire. Mi mancano le Paletas).

3 commenti
Walter · 12 luglio 2012
:-) Anche a me piace lasciare una città o uno stato dicendo, devo tornare per vedere o fare questo e quello. Non me lo spiego, forse è il bisogno di avere una scusa per tornare. Come se ce ne fosse bisogno poi.
pablo · 17 luglio 2012
michoacana por siempre mi amor
Lucia · 6 luglio 2012
Noo, minkia (parolaccia voluta e meritata) las paletas al cocco!! Aaah me le sogno ancora di notte, troppo buone! Ci sono anche in Colombia.