Opole, le mitiche Kaska e Linda
Bene, dopo Varsavia sono tornato a Cracovia per il weekend. Il viaggio in macchina e' stato un cantare Battisti sotto la pioggia e un conversare con gli autostoppisti che ho tirato su. A Cracovia ho rivisto altri amici, in particolare la banda di Biesciade, ragazzi delle montagne trasferitisi a Cracovia che adesso vivono insieme. Ci siamo visti la partita della Polonia contro la Norvegia. Da registrare la domanda di Marek: "Luca, ma perche' in Italia avete dei saltatori dal trampolino cosi' deboli?". No comment. Marek ha subito in pieno il lavaggio del cervello mediale che ha convinto meta' Polonia che il salto dal trampolino e' uno sport importantissimo e praticato anche nei paesi tropicali (la pubblicita' della Oblo' la fanno anche qui).
Comunque sono dei ragazzi a posto, la cui semplicita' e gentilezza sono caratteristiche tipicamente polacche.
A
desso sono a Opole, dove sono venuto a visitare Kasia, sorella di Lidia, che ha una bambina di due anni e mezzo che non avevo mai visto. Dormo a casa dei suoi genitori che conosco da dieci anni e che hanno assistito al progressivo miglioramento del mio polacco e al peggioramento della mia salute mentale. Che dire? Vedi una tua amica che di colpo si ritrova sulle ginocchia un marmocchio e non riesci a collegare le due cose...ma davvero l'ha fatto lei? Almeno fosse ingrassata e imbruttita. Invece e' piu' bella e magra di prima. Era una mezza metallara e adesso fa la mamma e posso giurare che ne e' felice. Un'altra lezione, anzi una conferma: "sai quello che vuoi, non sai quello che vorrai". Ne risulta: "fallo adesso" o "Just do it" per dirlo con le parole della Nike. Bella anche "One life, live it" - "una vita, vivila", rubata ad una pubblicita'.