Crisis Management
E' crisi, ormai innegabile.
Finalmente posso vivere un evento storico (la Grande Depressione del 2008-2018) con cognizione di causa.
Nel 1989, durante un altro stravolgimento come la caduta dell'Unione Sovietica, ero troppo giovane per capire cosa stava succedendo.
Oggi invece avevo perfino, in un certo senso, previsto.
Leggendo sul Time quello che stava succedendo in America, non potevo far altro che aspettarla anche qui.
E così mentre tutti dicevano che la crisi non c'era, mi stavo preparando psicologicamente.
Quest'anno sembrava dovesse essere quello del boom per i miei affari, fino a Luglio si viaggiava a +30% e si prospettavano un sacco di cene executive con tovaglioli scaldati per pulirsi il viso e cameriere dolci come la crema di mango, in giro per l'Asia.
Poi una brusca frenata e già so che non si andrà più in là del riso fritto ai lati della strada, quello da 20 bath, non 25, grazie.
Mi stacco da ogni euro con un dolore simile alla perdita di un amico e guardo con un misto di paura ed eccitazione verso i mesi asiatici low budget.
Poi mi fermo e mi rendo conto che non é cambiato nulla.
Sono sempre stato vicino al baratro finanziario e non ci sono mai caduto dentro.
Ho sempre vissuto così, con poche migliaia o centinaia di euro in cash, delle entrate poco sicure e la forte consapevolezza di avere tutti i numeri per cavarmela comunque.
Perché in realtà ho sempre sfuggito la sicurezza economica, come fosse la mosca tse-tse (quella del sonno).
O forse perché era troppo cara.
Costava un sacco di tempo da affittare a terzi.
Ora vivo questa crisi come una prova.
Mentre attorno a me vedo gente che perde il lavoro, che va in cassa integrazione o che vive nel mondo virtuale di Canale 5, io sono pronto.
Di più, io sono pronto e posso scegliere dove andare.
Loro, purtroppo, no.
Se va tutto male e potrò contare su solo 3/400 euro al mese, mi chiuderò a riccio con Lek in qualche casetta thailandese o balinese e aspetterò che passi la bufera, tra una surfata impacciata e una birra ghiacciata davanti al tramonto di Uluwatu, magari in compagnia di un altro rifiuto della società come PaoloTripMaiTrop.
Potersi permettere e non aver paura di essere "poveri" (con le dovute scuse ai poveri veri) é una gran cosa.
10 commenti
Marco · 20 marzo 2009
ehi, sei mai stato in Mongolia ?? ciao e complimenti ! Marco da Roma
Gionata Nencini · 20 marzo 2009
Questo m'é piaciuto!
Valeria Seclì · 20 marzo 2009
;)
Paolo Iannamico · 21 marzo 2009
heheeh vedi sono sempre avanti a te! io sono gia a bali a gustarmi le birrette e i tramonti, dai vieni che ti riservo la sdraio vicino la mia ciao....
Filippo Giustini · 23 marzo 2009
Che miti! ;)
E' un pò di tempo che vi seguo (TripLuca e PaoloTripmaiTrop) e ammiro molto la vostra impostazione di vita.
Non fermatevi mai! Saluti da Firenze, Filippo // www.weloveliving.it
maro · 24 marzo 2009
io sono 2 anni che ti conosco attraverso il tuo sito, e solo dal tuo titolo, vivere viaggiando mi hai da quel giorno trasmesso grande fiducia sul mio progetto che presso a poco è lo stesso..."lavorare" e vagabondare per il mondo con il mio camper....cmq 3 e 500 vanno piu che bene, ma de che te stai a preocupa...grande zio
Aiste · 25 marzo 2009
"Perché in realtà ho sempre sfuggito la sicurezza economica, come fosse la mosca tse-tse (quella del sonno). O forse perché era troppo cara."
Infatti é quello che sto riflettendo ultimi due anni. La massima sicurezza viene quando pensi che sei in uno stato temporaneo e dopo aver accaduto in una struttura "sicura" (tipo impiego pubblico o lavoro dalle 8 alle 5) giá per se trasmette l'anzia come fosse una prigione eterna con limiti stretti e regole infinite in questa vita breve...E tutto questo spreco di energie si fa solo per guadagnare una finta sicurezza che pari stanca solitudine in pensione: il momento quando tristemente si calcolano opportunitá trascurate per essere aperto a questo mondo. La ricchezza si trova nella semplicitá, a questo punto piú "primitivo" sei, meno soffri. Perché non ti riguarda la vanitá per la quale il mondo va in crisis. Dicendo tutto ció non categorizzo: sia la persona semplice che amante del lusso sente le stesse onde economiche, pero quella semplice soffre di meno: ha messo meno a rischio.
matteo · 28 marzo 2009
sei un grande è tanto che penso di mollare tutto e vivere senza questa falsa illusione di una sicurezza che nn esiste,visto che nn sappiamo come realmente è il domani....
www.odeicapitali.135.it · 31 marzo 2009
Ah ah ah ah... che belli che siete! PaoloTripMaiTrop e TripLuca... sempre li stessi di qualche anno fa a Fuerte. Forse ci ritroveremo tutti a El Cotillo col "pescao y papa arrugaa"... UN ABBRACCIO FORTE!
www.odeicapitali.135.it · 31 marzo 2009
...ops scusate... ho dimenticato un "G"