TriplucaVivere viaggiando

18 agosto 2012 · Riflessioni

Dividi et Impera

Prologo

Questo e' un articolo che ho scritto a Bali l'anno scorso e che non avevo mai pubblicato. Mi era sfuggito :) Vabbe', eccolo:

DIVIDI ET IMPERA

Qui a Bali la gente vive assieme. La base della convivenza é una "famiglia allargata", un villaggio dove il nucleo non é la famiglia di 3  o 4 persone, ma un'insieme di famiglie consanguinee.

I vantaggi di tale configurazione del Family System sono evidenti e molteplici e, nonostante gli svantaggi (quali la prossimità dei suoceri), direi che é un modo intelligente di affrontare le tempeste della vita.

Recentemente ho letto una storia interessante su Bali, che mi ha fatto riflettere molto.


Traduco letteralmente:

"é vero che le pratiche e gli dei Indù  sono costantemente in evidenza, ma i loro aspetti e significato sono talmente diversi da quelli dell'induismo ortodosso tanto da poter affermare che le credenze primitive di un popolo che non ha mai perso il contatto con la terra sono molto più radicate delle filosofie e pratiche religiose dei loro padroni.
Come il cattolicesimo di alcuni indios americani, l'Induismo fu semplicemente un'aggiunta superficiale alla religione animista,  una pura facciata per accontentare i padroni."

e qui la parte interessante:

"I saggi religiosi, i preti brahamanici, sono degli esterni, che si pongono al di sopra dei normali balinesi, i quali però hanno i loro propri preti, gente semplice il cui compito é badare e spazzare il tempio, nel quale non ci sono né idoli né immagini di dei da venerare."

(Da libro Island Of Bali di Miguel Covarrubias, 1937)

Fantastico. L'hanno messa in culo al clero Indù.

Non é però di religione che volevo parlare, ma di comunità, e la citazione precedente é un esempio di come la gente che vive in comunità si difende meglio dagli attacchi dei potenti.

Stamattina infatti, mentre mi facevo il caffé, ho avuto una delle mie illuminazioni e ho avuto una visione delle seguenti immagini:

  • I preti del vaticano che vivono assieme.
  • i ricchi e potenti che si uniscono in logge massoniche e simili.
  • il popolo che vive diviso in alloggi vicini ma distanti anni luce (mi riferisco al vicino che non saluti mai, per esempio).

E mi é venuto in mente il "dividi et impera".

Tutti i ricchi e potenti sono uniti in varie forme di comunità. Solo gente é divisa.

Non é che ci hanno diviso per imperarci meglio? (forse "imperarci" non é corretto ma é sempre meglio di quella cosa volgare che stavo per scrivere).
O, volendo evitare le cospirazioni: non é che ci siamo divisi e adesso ne paghiamo le conseguenze?

Quanti di noi vivono ancora in comunità, come si faceva una volta?
Non intendo certo le comunità hippy o simili, ma semplicemente quel concetto di "paese" dove tutti si conoscono.
Quanti momenti di vera aggregazione ci sono rimasti? Avete presente? Quei momenti in cui ci si sente parte di qualcosa?
No, la spesa all'Auchan dove trovi Tommaso delle superiori con la moglie che fa la spesa...non vale.

Siamo scappati dal paese perché la città offriva di più.
La città é più efficiente, libera, progressista.
Ma é anche più solitaria.

Ma la cosa brutta, forse la peggiore, é il paesino-città, cioé quei centri abitati ormai troppo grandi dove si ha il "peggio dei due mondi": la chiusura mentale del paesino e la solitudine della città.

E l'Italia ormai ne é piena.

Forse é arrivato il momento di teorizzare un modo di vita diverso e di organizzarci in modo di condividere alcune cose mantenendo comunque degli spazi privati e smetterla di stare ognuno chiuso nel suo appartamento.

O no?