TriplucaVivere viaggiando

20 agosto 2012 · Riflessioni Vivere viaggiando

Il valore intrinseco della libertà di movimento

La crisi economica é una  brutta cosa, in particolare perché non eravamo preparati.
Al contrario, negli ultimi anni prima del 2008 la tendenza era stata quella di spingerci a spendere anche i soldi che non si erano ancora guadagnati.
All'epoca sembrava la cosa più moderna da fare, adesso forse ci rendiamo conto che era solo un modo per indebitarci e controllarci meglio.

Ora in Italia é tutto un lamentarsi delle varie cause della crisi: la finanza, i politici, gli sprechi eccetera eccetera.
Ma sperare che le lamentele possano risolvere il problema é come gridare nelle orecchie a una piantina di marijuana "cresci cazzo che mi voglio fare una canna!".
Come la piantina andrebbe in depressione e non arriverebbe mai a realizzare tutto il proprio stupefacente potenziale, così l'Italia non si riprenderà a forza di frasi e fumetti contro Monti su Facebook.

In giro la situazione é abbastanza deprimente. Gli atteggiamenti più comuni sono:

  • lamentarsi delle cause esterne.
  • sperare che la marea cambi prima o poi.
  • accettare la nuova situazione con un triste sorriso.
  • fare finta di niente (chi può permetterselo).

Di gente che si rimbocca le maniche e cerca nuove prospettive, se ne vede poca.

Io credo che prima di tutto dobbiamo capire qual'é il vero problema perché secondo me non ci siamo.
Il problema é che abbiamo meno soldi di prima e quindi la soluzione é tornare a una crescita del Pil del 5% come ai vecchi tempi? Davvero?

Purtroppo il passato non era bello come ce lo ricordiamo.
Inoltre sognare di tornarci inoltre é abbastanza inutile. Roba da vecchi.
Serve solo a scivolare nell'irrilevanza in maniera più dolce.

Ci vogliono nuove idee.

Vorrei, per ora, proporre almeno una nuova prospettiva.
(da qui in avanti perdonatemi l'eccessiva semplificazione):

- dopo la guerra eravamo poveri e abbiamo* lavorato come schiavi per crearci una sicurezza (casa, soldi in banca ecc...)
- questo ha portato a una forte crescita economica. C'era occupazione per tutti e abbiamo lavorato come pazzi per poterci comprare tutte le cose luccicanti che erano diventate disponibili.
- quando abbiamo comprato tutto abbiamo iniziato a lavorare e indebitarci per poter comprare cose ancora più luccicose. Subito però, che aspettare é da morti di fame.
- poi é arrivata la crisi e adesso lavoriamo come matti per uscirne.

(* abbiamo: non io personalmente, noi come italiani diciamo).

Alla fine é sempre la stessa storia: lavorare.
Che sia per sopravvivenza, comunismo, consumismo o disperazione, il popolo é sempre al lavoro.
Ora, non ho ovviamente nulla contro il lavoro ma c'é un aspetto interessante da considerare:

per quanto possa variare l'output di beni prodotti, il lavoro é sempre costante.

In parole povere: una volta ci si spaccava la schiena per mettere una minestra sul tavolo, oggi lo si fa per l'iPhone.

Sarebbe stato possibile organizzarci in modo da lavorare 20 ore alla settimana e l'iPhone forse sarebbe arrivato nel 2030? Secondo me sì, alla grande. Solo che non si é voluto.

La mia teoria é che lo scopo sia tenere la gente occupata, poco importa se nei campi o davanti al computer.

L'importante é che non abbia tempo da perdere.
E' irrilevante se ciò che produce sia un raccolto di grano o un leggero miglioramento del Click Through di una pagina social con connotazioni mobile (leggi "mobail") e un alto reach di infleuncer del social graph allargato (dal quale alla fine non esce nessun tipo di ricchezza).

Basta che facciano qualcosa.
Ma questa é un'altra storia.

Quello che voglio esplicitare sono le tre variabili, sempre le stesse da quando mondo é mondo:

- tempo
- soldi
- consumi

la procedura di default é la seguente: lavora 40 alla settimana (tempo) per guadagnare un certo ammontare (soldi) e consumare il più possibile (consumi).
Tranquilli, lo so, cose dette e ridette, non sono certo il primo, ma mi serviva per introdurre il discorso seguente:

appena salta un parametro, per esempio il lavoro che si riduce (attraverso alcuni mesi di disoccupazione o il passaggio al part time), la cosa diventa disperante e si fa di tutto per tornare a lavorare 40 alla settimana.
C'é qualcosa di magico in quei numeri: 40 ore alla settimana, 8 ore al giorno, 30 giorni di ferie...é la magia della normalità, del fare come fanno tutti, del stare tra la folla e non poter essere giudicati. C'é la magia del conforto del far parte di un tutto e di non essere punibili in quanto "abbiamo obbedito agli ordini".
L'idea di ridurre invece i consumi per portarli a un livello proporzionale ai soldi che si guadagnano é estremamente dolorosa e si fa di tutto per evitarla. E' praticamente un Tabù.
Farsi il culo lavorando non é Tabù. Anche se poi non si vedono mai i figli, non si ha tempo per rilassarsi, leggere, informarsi, pensare.
Lavorare meno e, soprattutto, consumare meno invece lo é.

Non sentite uno strano disagio quando raccontano di quello che lavora 20 ore alla settimana e non va mai a mangiare la pizza? Di sicuro é uno pericoloso, diverso. Probabilmente abbraccia le capre da dietro quando va in montagna a raccogliere patate selvatiche.
Questo perché la tensione al consumo é praticamente un riflesso condizionato. E' sociale.

Se una famiglia passa da 3000 euro al mese a 1000, si trova tagliata fuori dal proprio cerchio sociale. Capisco come sia difficile e come si cerchi di resistere al cambiamento. Dev'essere angosciate e lo dico senza ironia.

E' come il bambino che viene messo alla lavagna perché non ha fatto i compiti e deriso dalla maestra fascista. Magari non ha fatto i compiti perché ha aiutato la mamma nei campi che papà stava male. O ha passato la giornata nella gioia più profonda in un  campo a seguire gli insetti e scoprire la meraviglia della natura, imparando tra l'altro molte cose.

Non importa. Le regole sono le regole e se non le segui sono guai.
Ed é forse giusto. Non puoi avere un piede qua e uno la', devi fare una scelta di campo ed essere pronto a pagarne le conseguenze.

Qui come al solito io me ne tiro fuori non perché abbia la volontà di ferro, anzi, ma perché mi permetto il lusso di buttare un pò di vestiti e un Mac in valigia e me ne vado via qualche mese.

Stavo quasi per scrivere dei suggerimenti su come provare a diminuire i consumi invece che cercare di risalire con forza sopra il tetto delle 40 ore, ma poi mi sono detto: che ne so io? E che autorita' ho per permettermi di criticare un tabù?
Quindi é meglio che parli di ciò che conosco e cioé del vivere in movimento, ed essere cioé in grado di giocare in maniera un pò inaspettata con i parametri di cui sopra.

Come?

Quando i tempi si fanno duri vado in un paese dove la vita costa meno. Mi basta un aereo e miracolosamente il potere d'acquisto dei miei soldi si moltiplica.
Non faccio certo nulla di rivoluzionario, basti chiedere ai pensionati italiani che vanno a svernare a Pattaya tra palme e troie invece che biblioteca e Lidl, ma voglio sottolineare come sia bello potersi muovere così.
Lo schivare la crisi inoltre é solo effetto collaterale positivo, il bello sta nel vivere in tanti posti diversi.

Ovviamente per poterlo fare si deve rinunciare a molte cose e non fa per tutti ma non mi pesano. Certo mi piacerebbe avere una casa, una macchina, un 100.000 euro in banca ecc...la sicurezza insomma. Ma dietro alla sicurezza si celano delle piccole cordicine appiccicose che ti tengono legato a un luogo. E questa mancanza di libertà di movimento ha anche i suoi pericoli che, ironicamente, diminuiscono quella stessa sicurezza che ti era stata promessa.

In una delle mie ormai celeberrime e fantastiche metafore  dico:

in caso di terremoto meglio un caravan scassato che una villa con piscina. (Gesù avrebbe preso lezioni da me per le sue parabole, fossi esistito 2000 anni fa).

E, diciamolo, anche se il terremoto non c'é che tanto la vita é movimento e cambiamento, e cercare di cristallizzarla é comunque un'illusione destinata al fallimento.

Andate in pace.

 

Per i Commentatori Seriali che non leggono: ECCO LE COSE CHE NON HO DETTO

NON ho detto che:

  • Chi lavora 40 ore alle settimana é idiota. L'ho fatto anch'io, adesso lavoro anche di più e ho rispetto. Quello che intendo dire é che forse possiamo un attimo fermarci a pensare sul perché debbano sempre essere per forza 40.
  • Che sia facile vivere con meno: no, e in molti casi é impossibile, in particolare se ci sono una serie di costi fissi (mutuo, macchina ecc..). Ma molto spesso ci sono spese che consideriamo fondamentali, e che sono completamente inutili per cui alla fine c'é molto più spazio di manovra di quanto siamo abituati a pensare. Stavo dando un messaggio di speranza eh!
  • Che io sono più figo degli altri: anzi. Io quando sono in Italia vivo a casa di mio padre. Non sono figo per niente.
  • Che vivere viaggiando sia la soluzione: non lo é. Devi esserci portato. Per molti sarebbe una sofferenza. Ma io non scrivo per i molti, scrivo peri pochi che sono lì lì per fare il salto e vogliono sapere che aria tira da queste parti. Buona, venite.

11 commenti

  1. Jobbe · 21 agosto 2012

    Bravo! Complimenti! Finalmente un bel post come non se ne vedevano da un pò di questa qualità e pulizia di scrittura sul tuo blog!! Ti di un 10 meno solo perchè non sono riuscito a capire bene l'epilogo!!!

    E, diciamolo, anche se il terremoto non c’é che tanto la vita é movimento e cambiamento, e cercare di cristallizzarla é comunque un’illusione destinata al fallimento.

  2. Tripluca · 22 agosto 2012

    > Ma Luca! La soluzione ce l’hai tu: emigrare!

    E' un problema abbastanza comune anche all'estero pero'.
    E comunque non tutti se lo possono permettere.

    > in metalli preziosi, in particolare argento

    la stessa cosa che mi ha detto Manu in Messico. Comunque il mio prossimo articolo e' proprio sul ruolo della moneta!

    > Che ne diresti di aprire qualche forma di attività, che so, dalle parti del VietNam?!?!

    io per scelta sfuggo a qualsiasi attivita' legata a un luogo, anche se solo in maniera limitata (altri potrebbero seguira ecc..ecc...). Ma magari a qualcuno nel blog o nel tripforum http://tripcentre.org/bbforum/viewforum.php?f=20 interessa).
    Ne possiamo parlare li se vuoi!

  3. Fabrizio · 21 agosto 2012

    E' brutto essere in completo accordo con quello che dici, non puoi commentare se non dire che la pensi allo stesso modo.
    Cerco però di portare un argomento in più, nell'analisi delle conseguenze della crisi.
    La coesione! La faccio breve: siamo più poveri dividiamo le spese; ho degli amici che vivono in cohousing, il concetto è molto simile alle comuni, ma non si chiamano più così perchè fà troppo hippy. Questa nuova risorsa la trovo molto interessante e funzionale, a parte il dividere le spese e anche le competenze (io so dipingere mentre tu sai fare l'orto), ci ricorda di essere degli animali sociali.
    Siamo ancora acerbi e si incontrano molte difficoltà nella coabitazione, tanto che nel comune di Ferrara mi sembra ci sia proprio una figura di assistente sociale per le diatribe derivate dalla convivenza in cohousing (l'ho sentito a Bologna durante un convegno sull'argomento), ma è una buna strada per riappropriarci del tempo, tanto più che più una comunità è ben strutturata più diventa indipendente dai consumi di massa.
    Io ho sempre pensato che fosse un po' quella la soluzione: l'indipendenza, non dalla comunità, ma dai bisogni.

  4. Dome's Life · 22 agosto 2012

    il cohousing... la Triphouse... :)

  5. Dome's Life · 22 agosto 2012

    e poi si leggono queste cose sui giornali http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/466105/

  6. Er Monnezza · 22 agosto 2012

    Ma Luca! La soluzione ce l'hai tu: emigrare! L'Italia (e tutto il "mondo sviluppato") ha dato, dall'abbandono monetario del gold standard del dollaro americano (Nixon!) a ferragosto del 1971 ad oggi l'occidente non ha fatto che finanziarizzarsi sempre di più e indebitarsi, indebitarsi, indebitarsi... siamo ormai negli anni del botto finale. La migliore cosa che puoi fare ormai è emigrare, probabilmente verso l'Asia. Li si che c'è potenziale e crescita, li si che si può pensare di avere un futuro.

    Io ho fondato il mio blog per consigliare a tutti di investire quello che hanno, quello che possono, in metalli preziosi, in particolare argento. Per uscire dai trilioni di dollari di debito le banche centrali non potranno che stampare e inflazionare. Chi ha i soldi in banca sarà fottuto. Oggi hai 10 e fra 3-4 anni avrai, in potere d'acquisto, 5... se va bene.

    Veniamo al punto per cui ti scrivo: Che ne diresti di aprire qualche forma di attività, che so, dalle parti del VietNam?!?! Una guest house, una bella baracca in riva all'oceano per i futuri surfisti cinesi è la mia vaga idea.... io avrei probabilmente anche un po' di soldini per iniziare... oppure mettere insieme un gruppetto... non sto scherzando!

    mi trovi, se vuoi, anche solo per farci due chiacchere se il progetto non ti interessa, magari puoi darmi solo qualche dritta maturata nelle tue "esperienze sul campo" su dove andare e cosa mettere su.... dicevo, mi trovi su argentofisico.blogspot.com

    Lo

  7. Michele · 1 settembre 2012

    Ciao Luca!
    Stupendo questo articolo.. io ho 37 anni, ed è praticamente da quando ne avevo 7 che la penso esattamente come te! quello che tu hai simpaticamente descritto si chiama anche "controllo sociale". Su questo tema oramai molti "illustri" ne hanno scritto e parlato (vedi es. Chomsky).. quindi non i "poveri sconosciuti" bollati poi come "i soliti cospirazionalisti".
    Impegnare la gente perchè non abbia il tempo di pensare, e il fare in modo che la stessa agisca secondo la "legge del consenso" (per non sentirsi emarginati/diversi) è la strategia delle Lobby di potere del mondo: un' oligarchia talmente potente che fra l'altro possiede i stessi "media" di comunicazione.. per cui cercare di far passare o "istituzionalizzare" un certo tipo di messaggio non è difficile.. (come diceva il mio Prof. di tesi: "ricordatevi che la storia è sempre stata decisa da un manipolo di persone, decisa per milioni di altre). Il punto è che alla fine, a forza di omologare le coscienze, la gente non si rende nemmeno più conto che vive in una "realtà imposta", che in realtà è schiava di cose che non servono a nulla e che volutamente vengono spacciate come indispensabili da una mano invisibile mascherata da pseudo-libertà e che ti fa credere che alla fine sei tu a decidere! .. Un'altra "leva" che questi Signori usano molto (soprattutto attualmente) è la "paura.. studiosi, hanno scritto che - il parlare continuamente di crisi anche là ove non ci sarebbe motivo- istilla paura, che come si sà conduce all'immobilismo, al non agire, non fare, soprattutto all' accontentarsi di questa realtà: un ottimo antidoto anti-ribellione! ( ). Spesso mi viene veramente in mente "Matrix"..un film geniale!! ..
    Quindi caro Luca goditi veramente il tuo modo di vivere.. perchè nonostante qualche disagio.. almeno tu sei veramente vivo!..libero! e nel frattempo auguriamoci che molti, sempre più, scelgano: pillola rossa o pillola blu??!!.

  8. Bomb Jack · 13 ottobre 2012

    Ottime parole Luca, e quoto anche Michele che mi ha preceduto.

    Sono tanto d'accordo con te, che hai espresso la stessa idea che ho maturato io da qualche tempo: se vado nella splendida Tailandia con 500 euro al mese campo come un nababbo (di certo non me ne vado a troie a Pattaya); il punto è: come avere quei 500 euro al mese in Tailandia dove anche gli stipendi (ammesso che si trovi lavoro) sono commisurati al costo della vita?

    Tu, ad esempio ne guadagni 1500, e quindi spostandoti automaticamente diventi "ricco" (contando pure il fatto di non puntare ad alberghi, macchine e lussi vari inutili), ma perchè tu hai la tua entrata che in qualche modo ti arriva automaticamente come fosse dall'Occidente tramite la rete. Ma come faccio io che non ce l'ho?
    Per questo non posso andarmene in Sud America o nel Sud-est asiatico; il mio problema è terribilmente pratico e terra-terra: come raggiungere un introito on-line indipendente dal tuo luogo di presenza per liberarsi dalla schiavità economica e tutto quello che ne dipende?

    [non ho nè auto nè iphone anche qui in Italia e non contrarrei mai un mutuo; per capirci]

  9. Tripluca · 13 ottobre 2012

    Bomb Jack, io ho messo in piedi questo:
    http://www.tripluca.com/contatto/business-online/un-business-online-con-tripluca/

    non e' una soluzione garantita, e' solo un approccio un po' piu' organizzato e coerente del "mettersi a fare qualcosa online" , ma e' un tentativo serio e costante.
    E' l'unica risposta che ti posso dare al momento.

  10. Tripluca · 15 ottobre 2012

    si, e' da 11 anni che viaggio lavorando in questo campo.

  11. Bomb Jack · 14 ottobre 2012

    Darò un'occhiata.

    Al momento per te funziona?
    E' così ch'è potuta partire la tua avventura?

    Grazie della risposta