TriplucaVivere viaggiando

29 marzo 2007 · Riflessioni

Trip-Imprenditore o Trip-Scrittore?

ScrivereBangkok 29 Marzo 2007
E' qualche mese che la cosa mi perseguita.
Mi alzo la mattina e mi vedo con la barba sfatta, capelli lunghi e queste mezze rughe da 35enne e devo ammettere a me stesso che sono brutto a quest'ora e in queste condizioni.
Allora mi faccio una doccia, mi metto lo shampoo, il balsamo (no, il balsamo no!! Che cosa poco cool!!!) mi lavo sotto le ascelle puzzolenti ed emergo più accettabile a me stesso.
Peccato che assieme a me emerga anche di nuovo la pancetta.
Sono una fisarmonica. Vado sù e giù come...ok, lasciamo perdere.
Ma la cosa che mi perseguita non é il mio fascino che se ne va.
E' una domanda: cosa farò da grande?
No, blocca tutto. Borghesi che mi leggete, non vi eccitate. Non é il "richiamo della scrivania" di Mark Twain. Non é il ragioniere in me che vuole tornare nel suo elemento e dopo anni di vita dissoluta capisce che il suo vero posto é nella società, a lavorare per un mondo migliore, col Pil in aumento costante per tutti.
Quello é un trip bello e passato. Digerito ed espulso.

La domanda é un'altra: voglio essere un imprenditore o uno scrittore?
Mi spiego.
Da più di un anno sto lavorando molto (ehm..sempre nei miei standard). Sto imparando (molto lentamente) a programmare siti dinamici. Sto applicandolo al mio lavoro e sto raccogliendo risultati.
Quando metto la mano sulla fronte e guardo l'orizzonte cosa vedo?
Vedo un sistema di prenotazioni online da me creato e sviluppato che mi genera parecchi soldi.
Cioé abbastanza da fare un mutuo di 150 anni, prendere una casa e trasformarla nel tripcentre.
Come conseguenza collaterale vedo la mia statua di marmo con scritto "colui che riuscì a vivere viaggiando", sostituita con un'altra statua con scritto "colui che riuscì a vivere viaggiando, e anche a fare una botta di soldi, mettendola così in culo a tutti quelli che per anni gli hanno rotto i coglioni dicendo che viveva in maniera non responsabile".
Ora, pensate che soddisfazione.
Ci mettono sempre nella categoria dei deviati: drogati, ricchioni, barboni, punk-a-bestia e viaggiatori.
Se un giorno mi presento e dico "si, si, faccio 5000 euro al mese", gli saltano le categorie e mi vanno in crisi. Potrebbero anche mettersi a piangere. Bellissimo.
Sicuramente mi rispetterebbero. Il denaro compra molto rispetto. Il rispetto é in vendita.

Ora, non mi interessa molto quel tipo di rispetto, chiaro, se mi interessasse non sarei qui (ovunque io sia in questo momento).
Però penso a tutti quelli che vorrebbero viaggiare ma sono schiacciati dalla famosa pressione psicologica. Io potrei essere un modello.
Anche questa: non é che essere un modello sia un mio sogno. In un certo senso lo sono già diventato (modestia, taci, sto cercando di fare un'analisi seria qui), sono quello che vive viaggiando.
La cosa, lo ammetto, dà una certa soddisfazione.
Ma se viaggi, in un certo senso sei davvero fuori da questi giochi di riconoscimento sociale, del sentirti disprezzato o ammirato.
Io sono sia disprezzato che ammirato e le due cose mi toccano relativamente.
Viaggio, il mio mondo é lontano dall'ammirazione e dal disprezzo.
Domani volo a Bali e vedrò delle signore lasciare le offerte agli dei e ai demoni. Cosa volete che me ne freghi dell'ammirazione e del disprezzo?

Ok.
Però ho un'altra opzione. Un'altra scelta da fare. Non mi porterebbe soldi. Ma sarebbe un sogno.
Sapete che i sogni sono la cosa più preziosa (sembra un libro di Coelho).
Adesso mi rendo conto di averne un altro. Era un pò che non ne avevo.
I sogni sono la benzina per andare avanti. Senò scivoli semplicemente verso il destino.
Forse, mi dico, potrei diventare uno scrittore.
In realtà scrittore lo sono un pò già. Cioé scrivo e mi leggono. Il 60% dell'essere scrittore é questo.
Il restante 40% é:
10% farlo come attività principale, 20% guadagnarci da vivere, 10% sedere in un caffè di Buenos Aires, parlare col tuo vicino, chiedergli cosa fa, sentire che lavora in ufficio, "ah, anch'io una volta", "Y tu que haces?", "Soy Escritor".

Non lo so, credo che ci dovrei provare. Ho avuto ottimi feedback sui diari e sulla Lunga Estate. Ho venduto parecchi TripManuali online.
Forse dovrei davvero provare a pubblicare qualcosa.
Ho già alcune idee per altri libri, primo di tutti "TripLife, vivere e lavorare viaggiando".
Ma scrivere costa sangue e lacrime, ci vuole tempo e volontà.
Dovrei deciderlo.
Per ora faccio quello che un qualsiasi aspirante scrittore deve fare subito, adesso: scrivere.
Se non lo fai adesso, non lo sarai mai.
Ecco, me ne esco da questo blog che sono già un aspirante scrittore.