Perche' (NON) ho votato Berlusconi
Qualche giorno fa ci siamo svegliati con una sorpresa: un sacco di gente aveva votato Berlusconi. Ancora.
La prima domanda che é saltata in mente un pò a tutti é stata:
chi é stato?
A quanto pare infatti sono rari quelli che ammettono di votarlo per cui ci si illude sempre che l'incubo sia finito. Ma non lo é mai.
Anch'io ero lì che mi chiedevo "maccheccazz! Ma come si fa? Ma porca troia" eccetera.
Poi qualcuno ha iniziato a scrivere in Facebook: "se hai votato Berlusconi, rimuovimi dagli amici".
E non mi é piaciuto. Cioé, proprio brutto, lasciatemelo dire.
A me non interessa chi voti. Preferisco che voti B. rispetto a Grillo se lo hai fatto dopo esserti informato, aver analizzato i pro e i contro per tutti e deciso con coscienza di causa. Forse sbagli, ma é un tuo diritto.
Se invece hai deciso solo perché lo slogan "mandiamoli a casa tutti" suonava meglio del "vi restituiamo l'Imu", per me sei allo stesso livello dei tanto disprezzati Berluscones. Sei manipolabile a forza di slogan e sei un pericolo per me e per tutto il paese. Chi voterai la prossima volta? Crozza?
L'esperimento
Quindi ho voluto fare un esperimento: cosa succede se dico di aver votato Berlusconi e se cerco di spiegare le mie ragioni? Verrò ascoltato? Si instaurerà una discussione produttiva?
Volevo anche vedere quanta gente ascolte le ragioni altrui prima di esprimersi perché sembra esserci una legge secondo la quale più un argomento é controverso meno viene ascoltato.
Capita infatti spesso che nei blog la gente commenti senza aver letto l'articolo forse pensando che siccome le idee dell'autore sono sbagliate, anche le sue ragioni devono esserlo.
E' un'altra cosa abbastanza brutta. Se avete mai cucinato un buon piatto con passione e i commensali non si degnano di toccarlo andando subito al dessert, sapete cosa intendo dire.
Allora in >> questo articolo << ho fatto finta di spiegare le ragioni per le quali ho votato B. (nota NON l'ho votato e mai lo farei!!!) ma nel bel mezzo del testo ho aggiunto:
Ora però vi devo dire una cosa. Questo articolo é semplicemente una bufala. E’ un test per vedere quante persone leggono un articolo controverso prima di scendere e lasciare dei commenti. Se avete letto questa frase e volete commentare, terminate il vostro commento con due punti invece che con uno. Per esempio “non sono d’accordo..”. Ovviamente non commentate in modo che si capisca del test.
I risultati dell'esperimento: uno su cinque non legge
Questo articolo é stato visto in tre diversi luoghi.
1) Qui nel blog
Su 22 commenti solo 4 non hanno letto e lasciato dei commenti. E' un 18%. Non é molto, ma comunque una persona su cinque che viene "a casa mia", ascolta metà delle mie ragioni e mi interrompe nel bel mezzo del discorso per sparare sentenze. Da quando in quà leggere é più faticoso che scrivere?
2) In Facebook nel mio profilo personale
Su 14 commenti, solo 2, circa un 14%.
E' importante notare come si presentava l'articolo:
quindi il testo più evidente in assoluto era "Vi chiedo di leggere l'articolo prima di commentare".
3) In Facebook nella mia pagina Tripluca
Qui, presentato nello stesso modo, é successo un finimondo.
Su circa 50 persone che hanno commentato (anche più volte) almeno 13 non hanno letto. Siamo sul 21%, quindi in linea con le statistiche precedenti. Ma é il contenuto dei messaggi che é rilevatore.
Molte di queste persone hanno:
1) Letto "Vi chiedo di leggere l'articolo prima di commentare"
2) Letto "Perché ho votato Berlusconi"
3) Non sono entrati nel blog / Sono entrati e lo hanno letto in parte / Hanno letto il blog e non hanno capito che era una farsa.
Per quanto riguarda l' "Hanno letto il blog e non hanno capito che era una farsa" forse potevo scrivere in maniera più chiara "Ora però vi devo dire una cosa. Questo articolo é semplicemente una bufala. E’ un test per vedere quante persone leggono un articolo controverso prima di scendere e lasciare dei commenti." e aggiungere "Non ho votato B." ma onestamente mi sembrava abbastanza evidente.
Non riporto qui i commenti, li dovreste poter vedere in Facebook, ma la maggior parte sono offensivi e aggressivi.
Mi é stato dato del matto (TSO - trattamento sanitario obbligatorio), di uno che sta a zonzo mezza vita e lascia nella merda gli altri, che voto per evadere le tasse, che non c'é limite al peggio, di andare a cagare, che non sono giustificabile e di voler offendere l'intelligenza altrui (motivo per il quale il mio articolo non meritava di essere letto).
Ah, e ho perso circa 50 Mi Piace.
Persone che quindi non hanno letto nulla ma semplicemente deciso di punirmi lì dove fa più male e quindi nei Mi Piace di Facebook.
Persone che per un motivo o per l'altro mi seguivano e quindi forse apprezzavano. Non hanno fatto la fatica di leggere, perché quindi mi seguivano? Io scrivo e basta, non offro altri svaghi (che so, far vedere le tette).
Adesso capisco come si possa sentire una persona che vota Berlusconi e perché pochi hanno voglia di ammetterlo.
Col nostro atteggiamento non facciamo altro che bloccare sul nascere qualsiasi tipo di discussione. Ma se siamo veramente convinti che sono ipnotizzati dalla TV, non é proprio una sana e pacata discussione che può dargli un'altra prospettiva? Offenderli serve a qualcosa?
Faccio anche mea culpa, ho sparato le mie sentenze a caso in passato.
La vittoria dei titoli sul contenuto
I giornali lo sanno da sempre: il titolo é ciò che conta. Se poi nell'articolo lo rinneghi completamente non importa. La maggior parte della gente non legge l'articolo.
Nei TG ciò che conta sono il titolo e le immagini, il resto non lo ascoltano.
Se pensavamo che di questo male fosse vittima solo chi vota B., forse é ora di aprire gli occhi: ne é vittima molta più gente.
Sapete qual'é la conseguenza di questo atteggiamento? Che i politici seri sono svantaggiati. Ecco forse perché ce ne sono cosi pochi in alto.
Li zavorriamo con la nostra superficialità.
Ho anche capito cosa intende dire Marco Stradiotto, un ex Senatore del PD che conosco, quando dice che in Italia la politica é come il tifo. Non si ragiona sui temi, ma si demonizza l'avversario.
Mi riallaccio quindi all'articolo su Grillo: Le cose cambieranno leggermente (non mi illudo di grossi cambiamenti) solo se, al di fuori della politica, e spinto da un’illusione, l’Italiano diventerà più maturo.
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Non scuse finali
Non mi scuso con chi é "caduto nel tranello". Non vi ho presi in giro. Nell'articolo era tutto spiegato.
Non vi ho costretti e leggere e non vi ho costretti a commentare. Ho solo posto una condizione: leggere prima di commentare.
E' una condizione implicita in qualsiasi blog/articolo, ma l'ho anche esplicitata.
Se avete deciso di commentare lo stesso, lo avete fatto a vostro rischio e pericolo.
La stessa cosa avviene ogni giorno quando vi fermate ai titoli dei giornali, dei TG e dei blog: deciderete a chi dare il vostro voto senza avere capito perché.
Non mi é piaciuto farlo, ma sono convinto che sia stata una scelta giusta.
E adesso scusatemi che devo andare in Facebook a firmare tante petizioni con il mio potentissimo Mi Piace e salvare le balene dello Ionio dall'inquinamento acustico autostradale.


16 commenti
Marco Boe · 2 marzo 2013
Ciao Luca, iniziativa interessante la tua, che dimostra una volta ancora come è molto più facile ed immediato fermarsi alle apparenze e alle sirene dei proclami, piuttosto che filtrare le informazioni con curiosità di ricerca. Credo che siamo finiti così anche per l'immensa quantità di infos che ci viene propinata ogni giorno e per la loro ridondanza, che fa sì che il livello di attenzione si sposti sempre di più su una modalità "low energy" per risparmiare appunto tempo ed energie, a scapito però del senso critico e quindi della maggiore facilità di coinvolgimento della "pancia".
A proposito, se non l'hai ancora letto ti raccomando la lettura di questo breve articolo di Gramellini su La Stampa, dà qualche spunto riguardo serietà, trasparenza e "chiunquismo" nella politica.
See you;
http://www.lastampa.it/2013/03/02/cultura/opinioni/buongiorno/le-virtu-del-buon-politico-pKekhgWD3FLbt51STLzrtN/pagina.html
Andrea da Bangkok · 6 marzo 2013
...sono fra quelli che su facebook ha chiesto di essere tolto dagli amici se il contatto aveva votato PdL con analogo fine (una sorta di test) = risultato 1 amico in meno (ovviamente tailandese che si è tolto non per via del voto e si è riaggiunto in 2 giorni)...ne deduco che o nessuno dei miei contatti ha votato B. oppure... nessuno segue quello che posto (triste possibilità)
...sono anche uno che legge i post... quindi il tuo aver affermato che non avresti votato perché sei qui a Bangkok doveva essere un chiaro segno della provocazione (inclusa anche nel test di lettura dei post) dietro al tuo post...
Conclusione... mi piace più quando non parli di viaggi che quando scrivi di schizzi provenienti dalle piastrelle... parafrasando un tuo (ex)lettore “quando tornerai ad occuparti di politica tornerò a leggerti” :D
Tripluca · 6 marzo 2013
> mi piace più quando non parli di viaggi che quando scrivi di schizzi provenienti dalle piastrelle
Hai detto al Tripluca che non ti piace quando scrive di viaggi. Se volevi ferirmi moralmente e mortalmente ci sei riuscito.
Quindi lancio l'anatema: che uno schizzo (visto che sei a Bangkok) ti attacchi a Pratunam e la mia vendetta sara' compiuta.
Anzi, per vendicarmi rendero' pubblico il nome del noodle place segreto. MUAHAHHH!!!! :)
Andrea da Bangkok · 6 marzo 2013
No Tipluca... leggi bene...MI PIACE PIU' quando non parli di viaggi che quando scrivi di argomenti specifici come gli schizzi provenienti dalle piastrelle... quindi niente segreti da svelare :)
Jobbe · 2 marzo 2013
Io onestamente avevo sopravvalutato i tuoi lettori (i lettori della rete in generale più che i tuoi) e pensavo che il tuo post precedente fosse al quanto scontato..... e invece!!!
Ottimo spunto comunque... vorrà dire che presterò più attenzione ai futuri titoli del mio blog ed alle immagini che metterò!
Perchè io scrivo meglio di te ma non ho gli stessi followers!!!
Interessante anche il fatto che i "lettori arrivati da facebook" siano stati più superficiali e aggressivi. Forse dovuto al fatto che sei finito in bacheca anche a gente che non ti conosce e non conosce il tuo background e quindi non si è sforzata di leggere fino in fondo come invece solitamente si fa quando leggiamo un articolo che non ci piace o non ci interessa ma ne conosciamo e stimiamo l'autore!
sasa · 2 marzo 2013
E' sufficiente pensare che noi italiani ci riteniamo cristiani, ma pochissimi hanno letto o leggono la Bibbia.
Piko · 5 marzo 2013
Premetto che quando a scuola distribuivano il dono della sintesi io ero regolarmente assente...
Ottimo lavoro Luca, 2 piccioni con una fava, in più mi dai la possibilità di fare alcune riflessioni a proposito di temi "socialmente interessanti" e la cosa geniale è che in tutto questo discorso la politica c' entra come i cavoli a merenda!
1-Tempo fa lessi un articolo su "Repubblica" così intitolato: "La riscossa degli anti-Dukan, arriva il medico vegano", nell' articolo si raccontava che in un' università delle marche era stato introdotto un master in alimentazione vegana, il motivo era tanto semplice quanto onorevole, occorre essere in grado di assistere, in sede ospedaliera, chiunque e se un vegano ha esigenze particolari (alimentazione, farmaci e altro ancora), un medico dev' essere in grado di soddisfare queste esigenze, l' articolo iniziava con un improbabile riferimento/contrapposizione alla dieta Dukan, la dieta del momento... e proprio qui mi si è accesa la lampadina!
In quanti avrebbero letto un articolo intitolato "master in alimentazione vegana all' università..."? Forse in molti ma la giornalista è voluta andare sul sicuro, mumble mumble "Ma si, nel titolo ci mettiamo la Dukan che è la dieta del momento così la gente se lo leggerà di sicuro..." Peccato che la giornalista in questione (Vera Schiavazzi) non si sia presa neanche la briga di leggere il libro della sopracitata dieta, se l' avesse fatto si sarebbe accorta che nel libro è presente un capitolo (probabilmente sommario ma presente) dedicato ai vegani.
A mio parere l' articolo era estremamente interessante senza alcun bisogno di quella parola (Dukan), ma la scuola del giornalismo dice "metti un termine di moda nel titolo e la gente si soffermerà, quantomeno resterà in testa il titolo... e in effetti con me la cosa ha funzionato, peccato che io l' articolo me lo sia poi letto tutto come da mia abitudine, ora, stiamo parlando de "La repubblica", sto dicendo che in questo caso la stessa superficialità che tu hai voluto dimostrare con 2 semplici mosse era non solo nota ma addirittura sfruttata dalla giornalista in questione, notevole, nel tuo caso, quanto squallido, nel caso dei giornalisti e dei lettori-di-titoli-seriali.
2-Da anni ormai sono presenti questi quotidiani gratuiti, Leggo, City, Metro ecc ecc un giornale buono per una lettura leggera sulla metropolitana o sul bus per andare a lavorare o a scuola, hanno tutti lo stesso taglio, articoli brevi, spesso titoli ad effetto e poco altro... ora, è nato prima l' uovo o la gallina? La gente legge questi "quotidiani" con la convinzione di essere informata o la free-press è un buon veicolo pubblicitario? Io propendo per la seconda, l' unico inconveniente è che per far arrivare la pubblicità devo anche metterci qualcosa che somigli all' informazione, ma sorpresa! la cosa funziona! La gente legge 5 titoli di giornalaccio et voilà "Io sono informato!" Voglio approfondire? vado on-line, leggo qualche altro titolo e mi sono fatto un idea precisa (* sul punto dell' idea precisa ci torniamo dopo), l' importante è che tutto sia breve. Il mondo al giorno d' oggi va così, il perchè mi è francamente ignoto ma è indiscutibilmente così, twitter ne è probabilmente l' esempio più lampante, è triste se vogliamo (almeno per me lo è) ma è così, poco tempo (?), poca voglia (!) un pizzico di arroganza e il gioco è fatto. Attenzione, non sto dicendo che sia così per tutti, sto dicendo che in un certo senso siamo spinti in questa direzione e chi scrive articoli, sopratutto nella grande informazione, lo sa e scrive seguendo tali direttive e il tuo titolo appare esattamente in linea coi tempi.
-3La parte sociale della riflessione è figlia della stessa superficialità, mi sono sempre chiesto come diavolo facciano certe persone ad avere centinaia se non migliaia di amici su facebook, amici, conoscenti, parenti, amici dei parenti dei conoscenti... ok ma come posso io dire di avere, diciamo 500 amici e pensare (seriamente) di conoscere 500 persone? Mi pare ovvio che la persona con 500 amici conoscerà solo una parte (minima oltretutto) della maggior parte di esse. Sembra ovvio ma non lo è! La dimostrazione sta proprio nei "Mi piace" tolti o in alcuni messaggi particolarmente... scusate ma non trovo un alternativa a "deliranti", una cosa del tipo: "eravamo amici (?), hai votato per uno diverso da quello che pensavo? (occhio che è proprio questo il punto), allora non siamo più amici, anzi adesso siamo addirittura nemici!" Mettere un "mi piace" su facebook non significa niente! Avere un amico su facebook non significa conoscere una persona "hai votato per uno diverso da quello che pensavo" significa che tu utente hai già deciso a priori cosa io voterò... ma questo è un film che sta nella tua testa e come spesso accade nei rapporti interpersonali reali le cose vanno diversamente, ci sono molti termini che mi vengono in mente a tal proposito, democrazia, collettività, rispetto, opinioni ecc. ecc. In rete le persone (io compreso) si prendono la libertà di "vestire" altri delle proprie opinioni, delle proprie idee, delle proprie fantasie, il tutto secondo i propri parametri! è un po' il concetto di yahoo answer, che personalmente trovo agghiacciante, in cui abbiamo una persona che fa una domanda di cui non conosce la risposta (ovviamente) ma che poi premia la risposta migliore, secondo i suoi parametri, cioè i parametri di quella stessa persona che non sa e quindi chiede!!!!
4-(*) Non mi sono dimenticato... Le idee precise, quelle che magari ci siamo fatti leggendo titoli qua e là, in effetti sono ben lontane dalle opinioni, sono a tutti gli effetti delle precise scelte che facciamo prima ancora di leggere il tale articolo, noi (vi invito a riflettere su questo) decidiamo a priori cosa è giusto e cosa è sbagliato ma sempre secondo i NOSTRI parametri, ecco dov' è l' errore e ancora peggio, quando troviamo qualcosa di diverso dall' idea che abbiamo in testa reagiamo male, ci arrabbiamo, insultiamo ma siamo noi i veri colpevoli, colpevoli di aver pensato che la tal persona si sarebbe comportata nella tal maniera... secondo i miei parametri!
"Avete mai preso in considerazione le vere libertà? Libertà persino dalle proprie opinioni"
Questa frase è una citazione di un film... non credo siano arrivati in molti a questo punto della lettura ma se qualcuno ci fosse arrivato e mi sa dire il titolo del film... Ha una trip-birra (esistono ancora?) strapagata!
Saluti Piko
syovol · 2 marzo 2013
Molto interessante.. ma con il misero valore dato alla cultura OGGI ., sia morale che economico, non sono meravigliato dai risultati.Come dico spesso ai miei amici, in questo paesino, 7000 abitanti, io ormai sono il più cogl... tanto pensano di essere furbi e intelligenti tutti gli altri , tanto da insegnare a Me il Mio lavoro. Mio breve curriculum, perito chimico, tecnico progettista di sistemi automatici, laurea in farmacia TORINO, informatore scientifico per la più grande azienda farm italiana, 3° su 600 in Italia per vendite di un antidolorifico, inf scient per la 3° az al mondo, direttore di magazz di farmaci veterinari per 6 anni, ora proprietario di parafarmacia,
MaS · 2 marzo 2013
Purtroppo il fatto di non andare oltre il titolo o le prime righe di un articolo non riguarda solo le tifoserie politiche ma sembra essere una malattia piuttosto comune e in via di generale peggioramento. Per esempio ho notato che se posto su FB un video (non musicale), qualunque sia l'argomento, il mi piace arriva solo se il video dura meno di quattro minuti. Per qualunque contenuto, anche il più interessante, sembra non ci sia mai tempo o voglia di approfondire. Stessa cosa per i testi, sembra che ci sia una relazione inversa tra la lunghezza di un articolo e la sua diffusione per condivisione. Gli articoli di giornale che più girano almeno tra i miei contatti, sono i trafiletti della rubrica di Michele Serra su la Repubblica o gli articoli poco più lunghi di Gramellini. E' una malattia che sta espandendosi anche al di fuori dei confini del Web: anche quando parlo con colleghi e amici, anche qui, qualunque sia l'argomento, mi rendo conto che posso contare sulla loro reale attenzione per meno di un minuto, prima che gli occhi si opacizzino. Ma forse sono io che sono noioso;
Badmade · 2 marzo 2013
sei un grande Luca!! parto dal presupposto che il 'peso' delle parole dipende esclusivamente dalla bocca da cui escono e che come mi hanno insegnato, ho sempre cercato di capire le motivazioni degli altri per farle mie prima di "giudicare", siccome ti seguo da un po' e seppur non conoscendoti, ti reputo una persona che ammiro, il tuo post mi ha incuriosito. Come mi è solito fare ho approfondito la mia curiosità senza soffermarmi al titolo!Alle prime parole del paragrafo incriminato, dove spiegavi il trucco dei puntini diciamo che ho avuto un attimo di confusione..."caxxo scrive adesso?!?!?" ho pensato....poi ho sorriso al pensiero che c'è gente più contorta di me. Volevo commentare ma non avevo tempo...ci voleva un commento degno di nota e non un semplice due punti. Io ho fatto invece un'altro esperimento grazie a Fb: ho cambiato data di nascita del profilo più volte...tu pensa: c'è stata gente che mi ha fatto gli auguri che aveva festeggiato con me e a cui avevo pagato da bere alla data originale, ebbene..han gentilissimamente ripetuto gli auguri. Li ho poi avvisati ti stare attenti che il prossimo appuntamento era previsto per il 16 luglio..spiegando che non avrei potuto replicare sotto i 3 mesi perchè c'era il rischio di ricordarsi la ricorrenza precedente!! :-)
Tornando seri, hai mai provato a leggere i commenti a post di fb in cui una pagina posta un indovinello logico ma col tranello e chiede la soluzione. Vedrai che il 250imo commento dopo almeno 10 di spiegazione logica sulla determinazione del risultato, vedrai ancora quello che posta ""che caxxata,...il risultato è x.!!! (invece era y) io posso capire il primo...ma che dopo 50 commenti con risultati differenti ed altri con la dimostrazione del ragionamento, qualcuno si ostini a sparare la propria così, tanto per, e non gli venga il dubbio che forse prima sarebbe meglio valutare quanto già scritto!!! assolutamente no...avanti con la propria idea..espressa ancora con il tono degli altri cretini! questo è il grave!. Fb e gli altri social, hanno aperto la finestra dalla quale cui chiunque è libero ed ha il pieno diritto di sparare la propria caxxata...giusta o sbagliata che sia!! Chiudo con un aforisma di Bertrand Russel "il problema dell' umanità è che gli stupidi sono strasicuri mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi". Al prossimo test :-) due punti a capo
andrea · 2 marzo 2013
Tra congo, burundi, afghanistan ... spesso alla fine finisce sempre che un presidente ladro, corrotto e sanguinario, con 4 magliette e due strate riparate due mesi prima delle elezioni vince la stragrande maggioranza delle volte... Da tempo circola il detto: in africa le elezioni sono per confermare i presidenti, i colpi di stato per cambiarli. E io mi incazzo un pochino con i miei colleghi locali, perchè alla fine anche loro dicono: se uno nuovo prende il potere dovrà ancora sistemarsi tutta la famiglia, quindi staremmo peggio in breve tempo, allora va bene il meno peggio, cioè quello attuale. Credo che da ora in avanti mi incazzerò sempre di meno, anche se pure io mi prendo critiche da coetanei italiani "perché sono sempre in giro, prendo un bello stipendio, vedo bei posti" ... basta rompere il cazzo, l'avete voluto voi, si è visto e rivisto. Volete la scorciatoia con la botte piena e la moglie (che sicuramente vi cornifica col vostro collega) e la suocera ubriaca. L'avete voluto voi. Diventa sempre peggio perchè voi ve ne restate là, a far marcire il sistema, mentre chi vuole sbattersi va fuori, ed ha successo, vive, impara. punto e virgola;
Brutale 910 s · 3 marzo 2013
Se dovessi iniziare a far vedere delle tette mi riconquisteresti subito....che figata il mio dissenso ha creato un mostro mediatico. Potrei fregare il lavoro a Casaleggio ;
Dario · 6 marzo 2013
Bell'esperimento... bravo!;
Tripluca · 5 marzo 2013
Apocalypse Now :)
avanzo la birra!!!
Piko · 5 marzo 2013
non avevo dubbi!!!;-)
Mad Meth · 14 marzo 2013
ahahahahahah numero 1, come sempre;