TriplucaVivere viaggiando

5 marzo 2013 · Bangkok

L'aerobica popolare e no-fashion di Bangkok

Al parco Suan Santi Phap Subito dopo il Matrix Moment inizia una sessione di aelobica alla quale partecipano almeno 500/1000 persone alla volta.
La cosa più inquietante é la totale mancanza di rispetto per un minimo di decenza nel vestirsi.
Ho visto gente in giacca e cravatta, nonnine in gonna e ragazzine con l'uniforme della scuola.
Non sembrano avere capito che per fare movimento é indispensabile essere attrezzati a dovere, e che per ottenere il miglior rapporto fatica/calorie/tono-muscolare é opportuno avere qualcosa alla moda, massimo dell'anno scorso.
Un dipendente della Decathlon si rivolterebbe nella corsia a vedere tutti questi tessuti non anti abrasione, senza una protezione di Gore Tex per le ascelle puzzolenti o l'assoluta mancanza di giacche anti sudore in Vinolin X13.
Per non parlare delle scarpe. Gente con scarpe da tennis!

Io vorrei anche andare lì e dirgli che per fare aerobica all'aperto servono le scarpe da aerobica all'aperto (versione tropicale preferibilmente modello 2013), ma questi sono talmente indietro che non capirebbero.

Peggio per loro. Vedranno quando da vecchi gli verrà l'artrite. Anche le vecchie. Vedranno.

Ma c'é speranza: qualche bel cartellone ben piazzato negli incroci giusti, alcune pubblicità' con modelle dalla pelle bianca e un paio di thainovelas strappalacrime (lui la ama ma la tipa é di famiglia povera e quindi la deve mandare a fanculo col benestare dei genitori) dove il cattivo dalla pelle scura fa aerobica nel parco vestito non a dovere e capiranno anche loro.
Qualcuno inizierà a vergognarsi e si comprerà un completo da 3500 bath.
Pian piano le persone vestite a dovere saranno più degli straccioni e chi non ha i soldi, vergognandosi, smetterà di partecipare.

E finalmente questa manifestazione di attività sportiva gratuita e popolare diventerà, come in Italia, un'occasione per ognuno di dimostrare di aver ben chiari ed essere patriotticamente sottoposti ai dogmi della moda.

Perché in Italia, lasciatemelo dire, non ci si ferma come pecoroni alle 18 per un minuto di silenzio in ricordo del sangue versato per la libertà della patria.

Siamo un popolo libero e indipendente dove ognuno pensa con la propria testa.

E quest'anno le sfilate della moda uomo di Milano anticipano un ritorno alla tradizione, la predominanza di colori classici come il nero e il grigio, e un ritorno della pelle nera, vera trionfatrice del prossimo inverno.

4 commenti

  1. claudio · 7 marzo 2013

    jobbe se proprio vogliamo mettere i puntini sulle い, o meglio sulle イ
    tuttoattaccato !!!!
    レッドカーペット

  2. Jobbe · 6 marzo 2013

    Claudio... allora se vogliamo mettere i puntini sulle i: reDDDo carpeTTTo!!!!
    Con molta enfasi sulle maiuscole!!!

  3. claudio · 5 marzo 2013

    reddo carpetto!
    eigo eiga eien!

    >Proprio ieri seguivo un programma sulla tv nipponica che riportava prezzi e strategie su tutto ciò che ruota attorno al famigerato red carpet!

  4. jobbe · 5 marzo 2013

    Proprio ieri seguivo un programma sulla tv nipponica che riportava prezzi e strategie su tutto ciò che ruota attorno al famigerato red carpet!

    Raccontavano come stilisti e grandi firme, da Valentino a Chanel passando per YLV paghino cifre mostruose (nell'ordine di qualche milione di euro) facendo vere e proprie aste al rialzo ad attori e modelli di punta per vestire i propri prodotti!

    Lo spettatore medio.. ignaro che Valentino abbia pagato Cameron Diaz per indossare un suo abito pensa... Guarda, Cameron veste Valentino... lei che può permetersi di tutto, ha comprato Valentino! ed è cool! Allora lo voglio anche io.... non baderò a spese per essere come lei! Ed è così tanti spettatori medi ripagano Valentino dei soldi investiti!

    Ma poi mi sorge una domanda... Valentino da i suoi soldi a Cameron Diaz, e il povero spettatore medio dai i suoi soldi Valentino... e Cameron a chi li da i suoi soldi?

    Andrà mica alla Decathlon!