Bordelli birmani
Yangoon, 30 Settembre 1904
E' tempo di spiaggia. Lascio Meiktila e la sua sagra di paese e mi imbarco verso Pyay da dove dovrei deviare per Ngapali beach. Si dice che il nome della spiaggia sia dovuto a un Napoletano che qualche anno fa disse "ma qui e' come Napoli" (il golfo suppongo). E infatti Ngapali pronunciato dai Birmani suona piu' come Napoli che Ngapali.
Siccome faccio un sacco di battute assurde e inutili devo chiarire: questa di Ngapali-Napoli non e’ una battuta. Me l’hanno raccontata proprio cosi.
Arrivo a Pyay dopo una notte di bus passata a parlare con un dottore funzionario governativo che si occupa di prevenzione dell'Aids. Gli chiedo com'e' che riescono a beccarselo se il sesso prematrimoniale praticamente non esiste in Birmania.
Mi da' tre risposte:
1) il sesso extra-conuigale (le famose Corna Birmane)
2) un giro di parole assurdo per non dire "prostituzione"
3) l'uso comune di siringhe degli eroinomani (scopro solo qualche giorno dopo che e' un problema vero nella zona off-limits per turisti dove coltivano le bustine di eroina)
Sul punto due si giustifica, non richiesto, che in tutti i paese poveri c'e' prostituzione. Gli dico di non preoccuparsi che c'e' anche nei ricchi e penso al Terraglio tra Mestre e Treviso.
Ci fermiamo a mangiare e offre lui. Mi dice che mi inviterebbe a casa sua dalla sua famiglia ma che prima dovrebbe chiedere un permesso scritto al governo, essendo lui impiegato statale.
Poi inizia a parlarmi di buddismo. Dice che ha 54 anni e si sta riavvicinando ad uno stile di vita piu' pio per prepararsi alla morte. E' convinto che si reincarnera' (magari si reincarna con un'unghia incarnata, uah uha!!) e vuole essere una persona migliore nella prossima vita. Insomma tipo se in questa vita stesse pagando i contributi per la prossima.
Poi scende e se na va verso il solito orizzonte. Ma quando arrivano all'orizzonte questi personaggi si ritrovano tutti al bar?
Io arrivo a Pyay verso le sei del mattino. Adesso che ho mollato Manu-il-ricco voglio provare a stare nel bugdet di 10 U$ al giorno. Con Manu si scialacquavano fino a 15 U$ al giorno, con una media di 13. Quindi cammino verso il centro. Ogni tanto chiedo quanto dista e mi dicono sempre "two miles". Mezz'ora dopo sono sempre two miles, il sole e' asceso e Sudo come un cavallo con la febbre. Giro un po' di Hotel ma sono di due tipi: tuguri a 3 U$ con stanze 1X2 senza finestra (le famose "stanze della depressione" o del "che ci faccio qui?") o belle stanze con aria condizionata a 10/15 U$.
Alla fine prendo una stanza a 3 U$ in un Hotel che da fuori sembrava anche bello.
Mi faccio una doccia cercando di non sporcarmi troppo in quel bagno schifoso e mi butto a riposare. Non faccio in tempo a spegnere la luce che sento un letto scricchiolare ritmicamente. Il mio conscio rifiuta di fare due piu' due. Lo fa il mio inconscio che poi informa il mio conscio: sono finito in un bordello.
Mentre cerco di dormire sento i ragazzi del bordello, quelli delle pulizie, che bussano alla porta dei due fornicatori e ridono. Poi se ne vanno. Poi ritornano a imitare i mugugni erotici della ragazza. Si piazzano davanti alla porta e se ne stanno li ad ascoltare, ridere e fare versi erotici.
Io dormo un po', poi mi alzo e vado alla stazione dei bus per informarmi sul bus per Ngapali.
Sono dodici ore di notte su montagne alte cinquemila metri (almeno cosi mi dicono) e quando vedo il bus decido che Ngapali puo' aspettare: i sedili sono stretti per una persona e si deve stare in due. Non c'e' assolutamente spazio per le gambe in quanto e' pieno di sacchi di riso sotto i sedili. Le finestre sono mezze rotte e a cinquemila metri (ma, mi chiedo, cinquemila metri qui in Birmania?) significa morte sicura. Decido cosi di tornare a Yangon e andare a meditare che almeno sto al caldo.