La fiera di paese birmana, la spie adolescenti e la meditazione di Manu
Meiktila 28 Settembre 1904
Manu ha problemi familiari e ha deciso di ritirarsi in un convento buddista a meditare. Il fatto che ci si avvicini alla religione (ok, ok il buddismo e'una filosofia e non una religione ma guardate che alla fin fine siamo li) quando si hanno problemi dovrebbe far riflettere.
Comunque Manu decide di tornare alla capitale. Gli dico che forse vengo anch'io a meditare. Ci devo pero' pensare. Credo che meditero' per decidere se andare a meditare.
Venendo a Mandalay avevamo visto una bella cittadina piena di Sudenti, strade ampie, un ponte sul fiume con canoe sportive, Meiktila.
Dato che e' per strada decido di fermarmi li una notte. Assumo il TD e ci spariamo 40 minuti in mezzo al traffico e alla polvere. Alla stazione del bus mi vogliono far pagare 3000 (3 euro), contratto a 2000 e poi scopro che i locali pagano 1000. Pazienza.
Arriviamo a Meiktila che e' quasi buio e piove. non ho idea di dove andare a dormire (non ho la guida). L'unico che mi puo' aiutare e' un motorino-tassista che non parla una parola di inglese e mi vuole portare in giro sotto la pioggia. Contratto per un tour degli Hotel a 1500 e quando la pioggia si calma partiamo.
Giriamo cinque o sei tuguri birmani finche' si fa tardi e decido per una stanza a sei U$. La stanza e' stata usata per il set dell'"esorcista". Cinque letti, soffitti alti, tutto in legno decrepito che scricchiola quando cammino. Ogni due minuti vedo un ragno di una specie diversa, in bagno ci sono mozziconi di sigari secolari. Ho la netta impressione di non essere solo e non credo sia il mio angelo custode che mi ha abbandonato ormai da anni.
Ombre sospette si muovono dietro alle mie spalle, non le vedo ma le sento.
Esco, in centro c'e' la sagra del paese , un bordello pazzesco. Mi mangio una buona zuppa e il proprietario ne approfitta. Sono sicuro che dice:""venghino, venghino, a sedersi vicino allo straniero". Immediatamente una famiglia intera mi si siede attorno e inizia a guardarmi fisso. Allora li guardo anch'io ma e' come se guardassero un film, sono completamente imperturbati dl mio sguardo e continuano a guardarmi.
Poi me ne vado in giro, tutti mi guardano di soppiatto.
A un certo punto si avvicina un ragazzo che mi domanda di dove sono. Me ne vado in giro con lui e due suoi amici che mi portano a vedere un paio di pagode. Li invito a bere un te' (fuori dalle pagode) e pagano loro. Poi li invito a mangiare dei dolci e pagano loro. Mi portano persino all'Hotel in motorino.
Alla porta il ragazzo mi chiede cosa faccio domani. Non so bene se voglia farmi da guida per qualche soldo o e' semplicemente gentile. Voglio visitare l'universita', sembra che qui si possa, ci mettiamo d'accordo. Me ne torno in stanza, Leggo Agatha Christie, storia di assassinio in una casa di legno, e mi addormento aggrappato al cuscino.