Khajuraho, i templi delle trombate e la pioggia che non c'é
Khajuraho, 11 Ottobre Anno di Visnhu
Fuori dalla finestra, oltre a 4 miliardi di insetti che aspettano solo il calare del sole per penetrare nella stanza, c'é un tipo che canta.
Canta "Rama, Sati, Sati, Rama", che sarebbero il Dio Rama e la moglie. Canta da stamattina, anzi da ieri sera.
Ho chiesto che cosa canta e mi hanno detto che quest'anno non ha piovuto e canta perché venga la pioggia. Cazzi amari se non piove nella stagione delle piogge ragazzi.
Canta da agosto, 24 ore su 24 (almeno una cosa che funziona sempre). Si danno il turno e recitano la stessa melodia, no stop 24/7. Da agosto.
Per quanto? Almeno una decina di giorni, poi se non piove vuol dire che é destino. Davanti all'Hotel c'era un lago, adesso secco.
Brutta storia.
Nel frattempo, a riprova dell'immenso materiale per scrivere che un viaggio in India può dare, mi si é accumulata una lista di cose da raccontare.
Adesso inizio a recuperarne un pò, iniziamo col.....famigerato.....
(IL) TIPO DEGLI ORARI ALLA STAZIONE
Sei in India e devi fare un biglietto. NON vai dove vanno gli indiani, ma vai al (più o meno) Tourist Tickets Office ecc...lì c'é il nostro personaggio il cui lavoro é dirti gli orari.
Gli dici dove vuoi andare, lui prende una carta da formaggio e una penna e comincia a scrivere i vari, decine, orari e treni.
Siccome sei a Varanasi e vuoi andare a Satna, non ti puoi aspettare un premio per l'originalità. Da Varanasi i turisti vanno a Delhi, Bodhgaya o Satna.
Ci mette 10 minuti a scrivere tutto, leggibile al 67%, e poi te lo consegna.
Tu vuoi non rompere i maroni all'indiano che ti ospita e quindi non gli chiedi "ma perché cacchio non fai delle fotocopie?". Tutto questo accade mentre alle spalle hai 8 persone che aspettano. Mentre scrive ti dice:
-"Vi hanno offerto di comprare seta in giro?"
-"Dalla mattina alla sera" (e ti chiedi che cosa c'entri la seta col treno)
-"Ok, lo so, ve lo dico perché dovete fare attenzione, sono furbi"
-"Si, ma non me ne può fregare meno della seta"
-"Perché se volete, dovete andare nei negozi del governo"
-"Inoltre la seta thailandese é migliore"
-"Ve ne posso indicare uno, perché senò vi fregano"
-"No, sono allergico alla seta"
-"Non é neanche lontano, potete andarci prima di comprare i biglietti".
-"Odio la seta, peggio del rabarbaro sott'aceto"
-"Basta andare dritti.."
-"Ok, grazie, arrivederci".
Tenete conto che la stessa storia ce l'aveva fatta tre giorni prima, e si ricordava di noi. Prima regola del venditore indiano "non demordere".
Ora, io capisco che si stia arrotondando il salario con le commissioni sulla seta, magari per pagare la dote della figlia, ma vi pare il momento???
Ok, comunque, mica finita qui, lui ci ha solo dato gli orari, il biglietto lo dobbiamo ancora comprare. Altra fila. Trenta turisti.Andiamo all'Hotel e torno dopo.
Il ciccione alla scrivania é un Dio in quella stanza. Prendo il foglietto e comincio a riempirlo con date, numeri di treno, nome, passaporti, ecc....
attendo e quando la tipa rasta ha finito, mi presento al suo cospetto.
Prima che inizi con me, arriva un collega e si mettono a verificare dei numeri al Commodore 64 che hanno sulla scrivania.
Passano 10 minuti e si blocca tutto.
Lui comincia a cliccare Shift e Return con cadenza lenta e convinta. Non accade nulla. Continua a cliccare e a chiacchierare col collega.
Poi spegne il video e ricomincia. 15 minuti dopo il mega computer riprende vita. In soli 8 minuti emette il biglietto.
Avendo letto sul giornale indiano di biglietti online in India, chiedo:
-"Ma questi biglietti si possono fare online?"
Mi guarda come se volessi togliere il pane di bocca alla figlia di 5 anni.
-"No! Abbiamo aspettato tutta la vita per avere questo sistema superintegrato collegato con OGNI parte della stazione in tempo reale"
-"Ok"
-"Abbiamo il potere e non lo molliamo"
Mi viene da ridere, forse scherza, ma forse é serio, allora mi viene freddo. Madonna, il progresso che avanza a velocità disumana. Saluto e me ne vado.