TriplucaVivere viaggiando

21 settembre 2006 · Diari di viaggio India

Nuova Delhi, 21 Settembre 2006

Nuova DelhiLek non ha fatto in tempo a sfuggire al colpo di stato a Bangkok che si è ritrovata a Nuova Delhi in subbuglio. 3 morti negli scontri con la polizia. Fortuna che ce ne siamo accorti solo alla Tv il giorno dopo.
Per ora quindi siamo al sicuro, in una stanza dell'Hotel Ajanta.

Ieri pomeriggio ci siamo avventurati un pò a caso per le strade della città e Lek ha cominciato a chiedersi perché voleva tanto venire in India.
Sotto il sole cocente camminavamo noi e un 90% di uomini, poche le donne per strada. Il bordello é abbastanza indescrivibile.
Dopo circa un km vediamo le prime vacche sacre e possiamo ceccare anche il box "hai visto le vacche sacre indiane?", nel questionario che San Pietro ci farà compilare alle porte del paradiso.

Dopo un pò abbiamo preso un Riksciò che ci ha riportati all'albergo. Una sola domanda di Lek, fa capire tutto: "Two months?" (Due mesi?).
Le dico, tranquilla, ci si deve solo fare l'abitudine.
Tenete conto che lei é di Bangkok, non esattamente il simbolo di una città a misura d'uomo. Certo, siamo a livelli un pò più tranquilli, ma non tanto. E' il fatto che le cose sono diverse a scioccarla.

Io aspetto solo che le cose nuove diventino familiari e so già che mi ci muoverò abbastanza tranquillo.
La sera infatti, calato il sole malefico che sbianca tutto e tutti, ecco che le luci della strada, l'aria più fresca e l'oscurità che nasconde alcuni elementi, la stessa strada é già piacevole.

Al ristorante dell'albergo ci sediamo ad un tavolo con accanto un paio di tipi.
Uno sembra un talebano e infatti sento che dice spesso "Afghanistan". Ha una voce tranquilla e sembra tranquillo.
Mentre Lek impiega i suoi soliti 45 minuti per scegliere cosa mangiare, io provo la pizza. So a cosa rischio di andare incontro, ma se fosse com al Warung 96 di Kuta, Bali, ne varrebbe la pena. E poi é scritto "Pizza Italiano con vera mozzarella fresca".
Mentre aspettiamo, il talebano e l'amico si alzano. Hanno pagato, senza minacciare ritorsioni.
Il tipo indiano davanti a me, un signore grasso, con la faccia simpatica e bonaccione, gli grida: "Laden!".
Il talebano si gira e con la voce quasi tremante gli dice: "Scusi?" (sto traducendo qui).
Il bonaccione con aria bonacciona, gli grida:" sembri Osama Bin Laden", e ridacchia.
Il talebano gli dice qualcosa, sempre con aria tremante, tipo "Laden non sono io, io sono Ussem Bundi e mio padre é Pasthun". E' imbarazzato.
Il bonaccione, gli sorride. E' evidente che voleva scherzare.
Laden saluta educatamente e se ne va con l'amico. Mi fa un pò pena, e me lo immagino arruolarsi nelle file di Al-Qaeda per vendicarsi del torto subito.

La pizza arriva ed é un copertone schiacciatio e fritto con del formaggio giallo duro. 69 rupie (1,20 Euro) di delusione.

Ora é domani, cioè il 21, e sono in dolce attesa che i batteri indiani vincano la battaglia epica con i miei anticorpi, per dare alla luce il classico smerdolino o vomitino.
Lek é già KO, distesa sul letto, senza sintomi a parte un generale malessere allo stomaco.