TriplucaVivere viaggiando

11 aprile 2007 · Asia Diari di viaggio Indonesia Paesi

Un funerale senza lacrime

Lucky e Lek ieri pomeriggio, prima della notiziaGili Trawangan, Lombok, 11 Aprile 2007
Ieri sera eravamo rimasti d'accordo con Lucky Man che sabato sarebbe venuta la sua ragazza e saremmo andati a mangiare la pizza tutti e quattro assieme.
Poi io e Lek siamo andati a dormire, lasciandolo alla griglia del pesce.
Pensavo, a letto, che Lucky ci tiene sicuramente molto a questa ragazza. E' da tanto che vorrebbe sposarsi. Speriamo bene, merita un pò di felicità.

Stamattina sento che mi chiama.
- "Luca.....Luca",
Apro lo porta. Ha gli occhi rossi e dice:
- "Vado, é morto mio padre". E va.
Sarà l'unico e ultimo momento funebre nel senso classico della giornata.

Quando pian piano cominciano ad uscire anche gli altri, chiedo se qualcuno va a Lombok.
Si. Partono verso le due.
Io e Lek ci uniamo a loro e saliamo tutti in barca.
Appena partiti spunta dall'acqua una grossa tartaruga che subito si inabissa. Un attimo bellissimo.

Arriviamo a Lombok e con un carretto trainato da un cavallo andiamo alla casa di Lucky.
E' pieno di gente, alcuni sono attorno alla moschea, molti nel cortile di casa.
Appare Lucky vestito di nero con il classico copricapo mussulmano da preghiera.
E' serio ma non piange.
Gli vengono porte delle buste, e quindi tiro fuori dei soldi e glieli dò.
Rifiuta ma glieli metto in tasca comunque.

Andiamo verso casa, ci fa sedere e ci porta dell'acqua.
Ci sono molte persone, tutte in vestiti da cerimonia, ma l'atmosfera é tranquilla. Nessuno piange e nessuno consola.
Stiamo un pò lì, c'é anche Rudy, il capo. Lo saluto. Sorride.
Niente sorriso solo abbozzato, da cerimonia funebre. Sorriso normale.

Lucky mi presenta i fratelli, entrambi sono gravi ma sereni e hanno occhi che denotano un carattere docile e calmo.
Alcune donne ridono per un attimo. Nessuno sguardo di rimprovero da parte dei presenti.

A un certo punto andiamo a casa del fratello e iniziamo a mangiare seduti per terra sul tappeto del salotto.
In cucina vedo donne e bambini.
Mangiamo con le mani e parliamo come se fossimo a un normalissimo pranzo.
E' buono e a Lek ricorda l'amato Padang.
Mi sforzo di cogliere il tono giusto per la situazione, ma il tono giusto sembra essere quello più normale.

Poi ci alziamo e andiamo a raggiungere la processione. Lucky é preoccupato e dispiaciuto che siano già partiti.
Avrebbe infatti voluto aiutare a portare il feretro in spalla.
Raggiunge quindi il gruppo di portatori e lo perdiamo di vista, continuiamo a camminare tra le risaie fino a che la processione prende una strada laterale, segue un fiume e arriva in un bosco.
Non ci sono segni di altre tombe o qualsiasi cosa che ricordi un cimitero. E' un bosco. Bellissimo, essere seppelliti in un bosco.
La gente piano piano si sistema e si siede in giro. Un gruppo di anziani inizia la litanìa con un microfono.

Hanno già sistemato il padre nella buca e stanno creando una palizzata di bamboo all'interno. I fratelli aiutano e pregano. Nessuno piange.
Fino a che il corpo non é completamente coperto dal bamboo, un telo nero con scritte in arabo viene sventolato al di sopra della buca, come per proteggerlo dallo sguardo del cielo.

La cerimonia dura una mezz'ora. Poi ci si alza e si torna indietro.
Salutiamo Lucman (Lucky Man) e ci imbarchiamo.
L'acqua é calma, ma le onde ci fanno sobbalzare ritmicamente.
Mangiamo i biscotti comprati da Yoko, il fratello di Rudy.

Penso alla mancanza di segni esteriori di tristezza da parte di chiunque. Mi tornano in mente gli occhi rossi di Lucky la mattina. Solo quelli.
Guardo l'acqua sbattere contro gli stabilizzatori di legno della barca. Ha un colore bellissimo.
Poi capisco. Che cretino a non arrivarci prima:
Questa é l'Asia. Qui le emozioni si tengono dentro.
L'uomo é uomo in quanto é in grado di controllarsi. Più si controlla e più si rispetta.
Piangere, come arrabbiarsi, é un inutile sfogo che mette in imbarazzo gli altri.
E ridere, o sorridere, é sempre la cosa migliore da fare. Anche con la morte in cuore.
Qui, in Asia.

Quando siamo quasi arrivati a riva, Yoko, termina la conversazione dicendo:
- "Non sono mai stato a letto con una ragazza occidentale".
- "Perché eri già sposato quando hai iniziato a lavorare qui?"
- "No, ero single, ma mi sono detto che se lo faccio con una, poi lo farò con un altra, poi un'altra e poi...diventa un vizio".
Mi regala così una notte insonne a cercare di capire questo nuovo mistero asiatico.