TriplucaVivere viaggiando

21 aprile 2008 · Thailandia

Matrimonio Thai, siesta e festa - parte quinta

Bily ci regala i fioriGli occidentali, attivi per definizione, se ne vanno a Kachanaburi a visitare la città e il ponticello. I thai, lo sposo e il messicano si sparano la siesta.
Lek si va a sottoporre ad un'altra agghiacciante sessione di make-up.
Alcune donne preparano delle ghirlande di fiori sedute sul pavimento nella loro delicata posa che lascia i piedi dietro le chiappe.
Liberatomi di giacche, gilet e camice, mi sdraio a petto nudo sul pavimento e provo a dormire.
Davanti a me Manu sonnecchia, puntandomi i piedi addosso.
Il gesto sarebbe estremamente offensivo se avessimo gli occhi a mandorla, ma per fortuna non siamo soggetti al pantheon di regole comportamentali asiatiche.
E' un pensiero che mi rilassa, liberandomi da quella costante tensione inconscia che noi bestie del west subiamo in continuazione da queste parti, timorosi di infrangere un taboo al minuto.
In quell'angolo di casa, per un paio d'ore ci sono solo Italia e Messico e che vadano alla malora tutti gli altri con la loro vita complicata.
Noi siamo semplici.
Si può parlare ed essere capiti e dire quello che si pensa senza offendere nessuno. Posso addirittura prendere in giro il Cabron e come risposta ho una risata.
Cabron. Caprone, così si chiamano i messicani tra di loro.
La parola può essere offensiva se detta in un certo contesto, o amichevole in un altro.
L'offesa accettata diventa simbolo di amicizia e familiarità.
Se sei mio amico ti posso dire "cabron" e te la ridi, se sei mio nemico é un'offesa mortale.
Un pò come il nostro "ma vaffanculo". Contenitore vuoto che si riempie di significato nel contesto.
A pensarci bene siamo complicati anche noi, solo che diamo per scontate cose del genere.
Provate a spiegarla questa cosa dell'offesa amichevole a un asiatico. Non capirà.
Rivedo di fronte a me il muro che ci separa dall'Asia e capisco che é invalicabile.
Dormo.

Verso le cinque ricomincia un certo movimento. Voci, rumori e macchine in arrivo.
Qualcuno mi sveglia e mi dice di vestirmi.
Riprendo il kit dello sposo modello e mi ritrovo di nuovo con 30 gradi di temperatura ambiente e 50 gradi sotto la camicia.
Ora c'é la festa: 30 tavolate da 10 persone e un palco da sagra del paese.
Siamo al tramonto e io, Lek e i suoi genitori (più qualche fratello o zio che vanno e vengono), ci piazziamo in strada, davanti all'arco di banano con ghirlande di fiori ad accogliere gli ospiti.
foto di gruppo matrimonio thaiQuando arriva qualcuno gli spariamo una raffica di wai, quello risponde con un altro wai, passa sotto l'arco e si va a sedere a un tavolo.
Il tutto ripreso da telecamere e immortalato da macchine fotografiche.
In questo passaggio rituale é il padre di Lek che in realtà accoglie la gente.
E' lui l'organizatore. Colui il quale ha trasformato una cerimonia piccola e senza sfarzi in questo evento del secolo.
Ogni volta che arriva qualche personaggio importante il suo wai é più profondo, mentre il wai del personaggio é meno accentuato.
La differenza di angolazione tra i due wai definisce la distanza sociale tra i due e soprattutto ne definisce l'accettazione da parte di entrambi.
Ha il valore di un documento in bollo che dice "io, papà di Lek, accetto la mia posizione di subordinato a Lei, sig. commissario della polizia provnciale e sono molto onorato della Sua presenza qui". Timbro, firma e via.
Anzi, foto: si fa una foto che in futuro potrà essere mostrata ai vicini invidiosi: "ecco, questo é il commissario della polizia provinciale". Mormorii di approvazione.
A me faceva ovviamente un pò ridere quando Lek diceva "questo é un personaggio importante: il vice comandante dei vigili urbani del villagio".
"Azz..", pensavo io "in un villaggio di 200 persone capirai che emozione".
Ovviamente tenevo il pensiero dentro me, che é sempre il posto migliore dove tenere un pensiero di questo genere.

Man mano che la gente arrivava il papà di Lek era sempre più contento.
Essendo la festa aperta a tutti c'era il rischio che venissero poche persone e molti tavoli restassero vuoti.
Doppio danno di immagine e finanziario.
Per fortuna in scaletta c'era un "farang" e quindi il popolo ha risposto.

Tra un sub comandante, un vice burocrate e una zia del fratello della signora Krap, io andavo avanti con i miei wai e i sorrisi sempre più falsi, mentre il tramonto diventava sera. Ogni tanto guardavo le risaie e il panorama dietro di noi dicendomi che in effetti era proprio un bel posto per un matrimonio.

Quando la maggior parte della gente é arrivata, si é messo in funzione un personaggio con baffetti alla Charles Bronson, scelto per le sua "pronuncia da televisione" (parole testuali), che dal palco parlava e ogni tanto pronunciava il mio nome.
Il Bronson in questione non era un amico di famiglia, ma uno speaker professionista che giorno prima era stato a un battesimo (ok, il corrispettivo thai del battesimo) e il giorno dopo sarebbe andato a un funerale.
Infatti ogni tanto si dimenticava i nostri nomi e li leggeva su un foglietto.
Cosa potesse raccontare non lo so.
Dopo un pò di chiacchiere di é messo a ringraziare i presenti, leggendo i nomi importanti che gli erano stati consegnati su dei foglietti.
Ora, ve la faccio breve perché anche su quel palco ci sono state una serie di cerimonie.
Un riassunto:
- Io e Lek che riceviamo fiori da persone che vengono sul palco con reciproco scambio di wai. Quando sale un occidentale e fa il wai al pubblico, partono gli applausi (i thai non si aspettano che un farang sia in grado...un pò come vedere un orso ballare).
- Lek che fa un discorsetto.
- Io che faccio un discorsetto di 10 parole e mi azzardo a dire grazie in thai con conseguente esplosione di gioia del pubblico che applaude e grida (il whisky aveva iniziato a girare).

Raccolta fondiPoi scendiamo e gli sposi con tutta la famiglia iniziano a raccogliere buste per i tavoli.
Dentro ci sono dei soldi e la speranza della famiglia é che coprano i costi della festa. Sono 30 tavoli e ci mettiamo circa 45 minuti.

Poi, finalmente, ci sediamo e iniziamo a mangiare e bere.
Sono circa le otto, penso sia finita, ma i bicchieri di whisky che teniamo in mano hanno altri progetti.

Continua...

(le foto del matrimonio)

8 commenti

  1. Jack · 21 aprile 2008

    Quando tornerai a Martellago ci saranno festaggiamenti simili anche qui.

    Il comandante dei vigili è andato in pensione ma dovresti trovare quello nuovo. Come il sindaco.

    Come saprai, tra una settimana si va a votare fra B. & B. e ci sarebbe la necessità di una Giglio-Porta a Porta tra i due candidati. Peccato.

    Ma siamo FELICI per il tuo matrimonio ( al diavolo la politica... :-) )

    A presto.

  2. admin · 22 aprile 2008

    Grazie Jack.
    Per chi non lo sapesse nella mia vita residente sono stato anche un piccolo Bruno Vespa (però non venduto) con una tribuna politica locale.
    Ne faremo ancora spero, Jack.
    Luca

  3. giò · 22 aprile 2008

    non sembri nemmeno un po' stanco nelle foto :D... cmq è sempre uno spasso leggere le tue storie... considerando poi che ti sei SPOSATO il gusto è doppio...

  4. ilcujo · 23 aprile 2008

    hey ma non ti sei enanche fatto una lampada per l'occasione? sembri troppo un occidentale!! cosa é successo dopo i bicchieri di whisky che avevate in mano?

  5. gEc · 25 aprile 2008

    che coraggio sposarsi una thai!!!!

  6. oliveascolane · 27 aprile 2008

    Giacca e cravatta?.....azz!! MI cade un mito. Complimenti per tutto, la sposa bellissima, lo sposo, anche se un po impacciato con quella cravatta, devo dire che se la sta godendo tutta l'atmosfera matrimniale.
    Auguri di tutto cuore.
    L'Olivastro

  7. paolinoi · 29 aprile 2008

    Auguroni!! da noi tre.
    Non cedere ora che hai obblighi......marcmand!
    Questa è una società che ti fagocita, con la cravatta ed abito.
    Ciao!!!!

  8. chiara · 30 aprile 2008

    davvero una descrizione bella, un matrimonio che sembra fighissimo!berllo!!!