TriplucaVivere viaggiando

2 maggio 2012 · Messico

Only with Manu

Al nostro arrivo all'aeroporto Manu doveva venirci a prendere ma da buon Messicano all'uscita non l'abbiamo trovato.
Il giorno prima l'avevo chiamato:

- "Cabron, arriviamo domani alle 5 della tarde". Gli avevo detto la data via email e telefono varie volte.
- "Cosa? Non oggi? Ho mandato Gerardo a prenderti e c'é Darhiam con lui. Vi aspettano all'aeroporto!"
- "Oggi? No, no, domani, siamo ancora in Italia".
- "Ahy Ahy Ahy Cabron, ah ah ah, Ahy Ahy Ahy. Ok, a domani allora!"

Domani atterriamo, passiamo il controllo passaporti e la dogana (con un sacco di grana padano illegale) ed usciamo con circa due ore di ritardo.

Arrivare in Italia con due ore di ritardo può presentare degli inconvenienti. Ti senti sempre in colpa con chi ti aspetta.
Farlo in Messico invece é sincronizzazione pura in quanto ti aspetti che chi viene a prenderti sia partito da casa più o meno un'ora dopo il tuo atterraggio.
Ciò nonostante Manu non si vede.

Sono le sette della tarde, siamo io, una thailandese e un siberiano, persi in un parcheggio messicano con un tassista baffuto e pianciuto che ci vuole portare a Playa.
C'é una Porsche vicino a noi e Andrey scherza:

- "magari questa é per noi"

Mi viene in mente uno sprazzo di email di Manu di qualche mese fa: "ho dovuto portare la Porsche al banco pegni per pagare gli avvocati".
Dico:

- "mmm..magari é sua".

Andrey mi guarda strano.

Con Manu ho condiviso stanze infestate  di scarafaggi sifilitici, riso fritto thai in ristoranti improvvisati sotto autostrade cittadine dove poi si é scoperto che la cuoca aveva otto appartamenti in giro per Bangkok (mizzica come la faccio lunga pur di dare un pò di colore) e  ostelli australiani gestiti da pazzi gay visionari.
E' stato lui per primo a mandarmi una mail da Bali da una guest house da 5 dollari, descrivendomene le bellezze e dicendomi di lasciare la noiosa Australia e venire a godere delle gioie indonesiane.

E' con lui che sono andato in Birmania a scoprire un paese infestato di spie e fare incidenti tra un carretto tirato da un cavallo e un camion. L'incidente più bello della storia (finito con una constatazione amichevole e una zoccolata del cavallo come firma sul documento).
E' con lui che sono entrato in una scuola birmana e abbiamo detto che la volevamo visitare, e abbiamo finito coll'essere accolti con tutti gli onori dal preside e il direttore che ci hanno in giro per le classi in quella che sembrava un'ispezione di regime.

Only With Manu succedono queste cose, l'uomo che e' in grado di "bullshit his way" ovunque.

Insomma, assieme l'abbiamo vissuta molto rough (dura, cheap, sporca).
Ma la grande differenza tra questi due grandi viaggiatori ormai entrati nel mito popolare é sempre stata ovvia: i soldi.

Lui ha sempre trovato il modo di guadagnarne tanti, io sono sempre stato refrattario.
Lui é un Money Magnet, io un Money Repeller.

La cosa interessante é che ciò non ha nulla a che fare con intelligenza, cultura, capacità ecc...é un'attitudine.
Io sono un Cheap Bastard, sempre a guardare l'euro andarsene come un figlio che parte per il militare.
Lui sparge i soldi quando ce li ha e anche quando non ce li ha.
Per qualche motivo a lui tornano sempre in quantità, a me invece il Dio Denaro dà sempre e solo il sufficiente per tirare avanti  e scrivere blog in un computer non troppo vecchio.
E' una punizione, lo so.

A un certo punto arriva Manu e dopo i baci e abbracci di rito, fa salire Lek e Andrey nella macchina del suo autista e mi apre la porta della Porsche.
Nelle ultime undici parole (da "fa salire" a "Porsche") ci sono almeno 100.000 euro di distanza tra me e lui.

Entro, mi siedo e ricordo quando un paio di anni fa a Martellago entrammo nella concessionaria Porsche e si mise a guardare e toccare le varie automobili con una lussuria sensuale mai vista dai tempi di quella Olandese sulla barca che ci portava in un'isola a fare snorkelling.

- "Un giorno", disse, "un giorno".

Io non ho mai sviluppato un gusto per le macchine sportive per cui non lo capivo.
Percepivo ovviamente il forte carico simbolico del mezzo.
Ma non mi eccitava.

Ed eccoci in una super strada messicana simile e a quelle dei videogiochi dei baretti anni 80 con palme ai lati, in una Porsche.

Mi piace sempre vedere i sogni diventare realtà, anche se non condivido il sogno.
E' l'esatto contrario di ciò che provo nel vedere persone che vivono senza nessun obiettivo e semplicemente tirano avanti, castrati sul nascere dalla mancanza di un'idea.
Sono vite di riflesso: reagiscono ai vari input.
Mentre a me piace vedere vite plasmate da un'idea nata sotto la doccia, qualsiasi essa sia.

La differenza é immane: tirare il carretto con fatica per portarlo dove vuoi tu, o sedersi comodamente nel carretto per essere trasportati verso l'oblio.
Ovunque tu arrivi, é la strada che conta, e se l'hai decisa tu é più leggera. Sempre.

Una volta che abbiamo dimostrato che tutto parte dalla mente, possiamo iniziare a dedicarci ad essa e di come la nutriamo: cosa leggiamo, con chi parliamo, che film vediamo definiscono quello che penseremo sotto la doccia.
E cosa penseremo sotto la doccia definisce tutto il resto.

Quindi smettetela di leggere questo blog.

 

5 commenti

  1. pablo · 3 maggio 2012

    ottima conclusione,ma sono pigro e con poche idee quindi continuero'a leggerti.

  2. Dome · 2 maggio 2012

    Mi sento tutto sporco... vado a schiarirmi le idee sotto la doccia! :)

  3. Stefano · 4 maggio 2012

    ma il grana nella porsche lo avete fatto sedere?

  4. Tripluca · 21 giugno 2012

    perche' sfigato???

  5. gianluca · 21 giugno 2012

    sono uno sfigato