TriplucaVivere viaggiando

22 agosto 2013 · Riflessioni

Everybody Hurts Sometimes

E se uno ti chiede come fai a scrivere non puoi spiegare.
Non ci sono tecniche infallibili. Viene fuori come quell'energia che alcune persone emanano in maniera inconscia.
Scrivere non é una cosa che fai in maniera conscia. E' aprire il rubinetto e lasciare che ciò che c'é esca. Se c'é, esce.

Ieri sera ho chiuso gli occhi e mi sono apparse varie immagini, flash di pezzi di vita passata. Ognuna di queste sarebbe potuta diventare un articolo. Senza queste immagini non scrivi nulla. Ti puoi sforzare quanto vuoi ma se mancano quelle immagini non le puoi inventare.

Scrivere é relativamente facile. C'e della tecnica di base da gestire, ma non é nulla di particolarmente complicato.
La parte difficile é non filtrare troppo. Non proteggersi. Non nascondere le cose imbarazzanti, quelle che mostrano il fianco.
E allo stesso tempo non far vedere troppo prima che diventi pornografico.

Quando leggi qualcosa che non ti piace spesso é perché percepisci che ti stanno mentendo. Stanno cercando di creare un mondo che non c'é, stanno usando le parole per dare un'immagine di sé e delle loro esperienze che non é vera.
Se invece leggi qualcosa di sgrammaticato ma onesto, lo apprezzi.
Il contenuto é tutto, la forma viene dopo. Molto dopo.

Cerchiamo sempre di proiettare un'immagine di noi stessi forte e felice.
Ci serve a non essere attaccati lì dove fa più male.
Basta guardare Facebook dove il mondo sembra fatto di gente felice ed entusiasta.
Ogni tanto becchi l'incazzato, ma anche essere incazzati é un metodo di difesa.
Non leggi mai, o poco, di debolezze imbarazzanti come "oggi mi sento triste, non so cosa sia, un leggero senso di inadeguatezza e non so in che direzione andare".
Provate a scriverlo, sarà interessante leggere i commenti.

Perché nessuno vuole stare con i deboli e quelli in difficoltà.
Siamo attratti come falene dalla forza, bellezza, sicurezza, ricchezza.
Perché ci mancano. Ci avviciniamo ai forti per assorbire un po' della loro forza.
Ma le leggi della "fisica" umana non funzionano così.
Ti devi allontanare dalla forza altrui per sviluppare la tua.

Quindi scrivere é un atto di pura umanità dove si dice, con mille parole diverse: "sono umano, sono debole, ho dei problemi che non riesco a risolvere e ne voglio parlare perché so che ce li ha anche tu, ma non te la senti di parlarne. E so che se ne parlo ti sentirai meno solo perché ti ricorderò, senza dirtelo direttamente, che é normale. E so che se ne parlo mi sentirò più forte anch'io".

E' un grande Everybody Hurts.

E quando scrivo di cose belle, di successi, li apprezzerai di più perché sai che non ti mento. E vedrai che dopo i fallimenti ci possono essere dei successi. E che i successi sono persino più belli dopo i fallimenti.
E che é normale vivere entrambi.

Tutta l'arte é un grande Everybody Hurts, Everybody Feels But Not Everybody Can Talk About It.
Gli artisti sono una minoranza che si occupa di esternare i sentimenti estremi dell'essere umano e noi siamo loro riconoscenti per questo. Qualcuno lo deve fare o impazziamo tutti.

E' come essere al teatro dove il pubblico indossa le maschere, dove tutti quelli fuori indossano delle maschere, dove tutto ciò che vedi dalla mattina alla sera é gente con la maschera. E anche tu hai la maschera.
Poi va a teatro, sale un attore con la maschera. Se la toglie. E tutto piangono e tutti ridono e tutti applaudono.

Sapere ciò che una persona prova, onestamente, cambia tutto:

 

vecchio-triste

 

vecchio-triste2

 

Quindi se vuoi scrivere qualcosa che valga la pena di leggere dì la verità e scopri leggermente il fianco, togli la maschera, ma non troppo.

Qualcuno di attaccherà perché gli hai appena detto dove ti fa più male, ma molti apprezzeranno.
Tu sei quello che ha fatto il passo in avanti e ha detto quello che tutti pensavano.
Sei quello che ha detto quello che non sapevano come dire.
E sei più forte.

Hai esposto una debolezza e sei più forte. Fantastico.

Il Killing Me Softly dice la stessa cosa. Ascolti un tipo alla chitarra che descrive la tua vita e sei riconoscente.
Avresti voluto dirle tu quelle cose ma non sapevi come, non ne avevi il coraggio.
E' un surrogato ma meglio di niente. Meglio che tenersi dentro quei mezzi pensieri e sentimenti, qualcuno ne ha parlato e ti senti già più leggero.

E' un "parlami di me".

In una società che nasconde le debolezze, deleghiamo alcuni ad esporle e li paghiamo profumatamente. Diventano degli idoli, dei semidei.
In altre società meno "avanzate" le rock star non esistono. Alla fine é gente che canta e suona e magari sculetta un po' sul palco. Quello che ricevono in cambio sarebbe sproporzionato in una società mentalmente più sana.
Ci siamo probabilmente un po' persi nella divisione dei compiti e abbiamo delegato anche l'esternazione dei sentimenti.

Il messaggio più potente alla fine é che per quanto tu stia soffrendo tanti altri soffrono e hanno sofferto come te. Non sei solo.
Ed é un messaggio fondamentale.

 

6 commenti

  1. Paola · 22 agosto 2013

    Ti leggo sempre con gioia, piacere. Il piacere puro di leggere qualcosa di vero, di onesto, oltre punto di vista diverso a cui non avevo pensato e che talvolta non condivido. Vedi del buono dove gli altri non lo vedono, in facebook, per esempio (è chiaro che dovrei far pulizia dato che vedo fin troppa gente che si sente figa e fenomenale).. Punti di vista. Grazie.

  2. pablo · 23 agosto 2013

    bellissimo articolo,dici che scrivere e'relativamente facile,sono d'accordo,la cosa difficile oltre ad aprirsi e'scrivere cose interessanti e in pochissimo spazio,arrivare dritti al punto con le parole migliori.
    hai nominato Bukowski,lui era maestro in questo,la sua prosa era una poesia allungata,un genio nel suo genere.
    fosse stato italiano sarebbe marcito alle Poste e forse qualche anno dopo la sua morte gli avrebbero pubblicato qualcosa.

  3. andrea · 23 agosto 2013

    beh, io con i deboli e gli oppressi ci lavoro ;) ed è stata un gran bella scelta!

    In una società meno avanzata ci stavano i riti tradizionali, i culti animisti e compagnia, roba che tiene duro fino a noi. poi questo funziona con società molto "emotive".

    Quello che manca oggi, secondo me, sono buoni esempi alla mano, spesso accessibili (leggi un libro o una biografia giusta) ma sommersi da stereotipi.

  4. Luca · 22 agosto 2013

    già già
    http://www.youtube.com/watch?v=LLS6Hf1o53U
    {
    adoro questa canzone di Caetano e mi è piaciuto il commento di questa tipa:
    Cecilia Lejavitzer Lapoujade 4 mesi fa
    Pina:" Yo no estoy interesada en COMO se mueve la gente pero si en QUE los mueve".
    }

  5. Piko · 22 agosto 2013

    Grazie Luca!

  6. Riccardo Boccardi · 22 agosto 2013

    Come ti capisco ...