TriplucaVivere viaggiando

11 agosto 2013 · Riflessioni

Se potessi avere 1000 Euro al mese

100-euro-al-mese

Un paio di mesi fa quando un mio amico ha esultato con un (circa) "ah, se potessi avere 1000 Euro al mese garantiti! 1000 Euro così che entrano senza dover far niente e che cadono dal cielo".
Ha lasciato il lavoro tempo fa, lavora online e non ha uno stipendio fisso, quindi il desiderio é comprensibile.
Sono 1000 Euro di stabilita'. Non ha chiesto 5000 Euro e nemmeno 100.
1000 é un valore molto preciso che significa "necessita' di base = risolte". Niente stress.

Fosse finita lì non stareste leggendo questo articolo.
Qualche giorno dopo però ha ripetuto la frase. E di nuovo. E poi ancora.
Era un pensiero che gli tornava sempre in mente.

Non vedendomi convinto della cosa, mi ha chiesto se li desidero anch'io.
La mia risposta é stata: no, non li desidero, non mi é mai venuto in mente.

Da qui sono nate infinite discussioni prima tra noi due e poi con altri amici.
Alla fine é diventata una domanda da dopo cena, quando non sai più cosa raccontarti e vuoi risvegliare la serata.
L'ho posta a vari amici:
- "Immaginate. Ogni mese vi trovate in banca 1000 Euro senza causale, esentasse, e non ve li ha mandati nessuno. Non lo Stato, non uno zio ricco, non un errore, non Dio. Niente, sono li, gratis e garantiti come l'aria che respiriamo. Li accettereste?"
E da li nascono sempre discussioni interessanti."

la risposta della maggior parte della gente é stata positiva: "si, certo, li accetterei".
Alcuni, pochi, invece hanno detto di no.

Se le statistiche raccolte finora sono indicative in questo momento la maggior parte di chi legge si starà dicendo: "No??? é perché no?!!".
Dico subito di essere cosciente di essermi messo in un posizione antipatica, del virtuoso che spiega ai corrotti perché é bello essere virtuosi.
Ma non é così, non sono virtuoso, semplicemente non credo li accetterei.
Anzi, adesso dico che non li accetterei, ma se mi dovessero arrivare non so cosa farei, per cui non credetemi.
E facile dire che non li accetterei, sono solo parole e le parole sono gratis.

Dopo averci pensato e discusso tanto sono, credo, arrivato alla soluzione del dilemma.
Il problema non é accettarli o non accettarli, tanto la situazione é talmente ipotetica che non accadrà mai.
Il problema é desiderarli.

Quello che non condivido (nel senso che non é anche mio) del desiderio del mio amico é il desiderio in sé.

E adesso vi sparo una delle mie metafore, abbiate pazienza ma mi mancano solo 345 punti per superare Gesù e le devo scrivere con regolarità:

Ero un pastore tedesco, un animale forte, dignitoso e utile all'uomo. Stavo bene, la ciotola era sempre piena, il padrone mi amava, mi accarezzava e mi rispettava, forse più anche di quanto rispettasse alcune persone. Ero felice.
Ma un giorno ho guardato verso il tramonto e sentito un odore nuovo, strano. Alcuni uccelli si alzarono al di sopra dei pini. Da dove venivano? Da chi scappavano? Cos'era quel profumo?
Una forte nostalgia di qualcosa che non ho mai conosciuto mi assalì.
Il richiamo della foresta.

Ho sentito il richiamo della foresta, sentivo che lì fuori c'era qualcosa di più, qualcosa di più vicino alla mia natura. Ho cercato di ignorarlo, per giorni, settimane e mesi. Ma alla fine ho deciso che dovevo andare a vedere, sarei sempre potuto tornare.
Ho saltato la barricata e sono corso nella foresta.
Sono diventato un lupo. Non c'erano più ciotole, solo animali da cacciare, l'acqua la trovavo solo nei ruscelli, e la notte mi dovevo riparare come potevo. Era uno schifo, ed era meraviglioso.
Ma ero un lupo, e quella vita da pastore tedesco era finita, un passaggio.
Nel mio vagare, libero e felice come solo un lupo selvaggio sa essere, ho incontrato altri lupi e siamo diventato un branco, anche se ogni lupo in realtà é sempre solo.
I primi mesi mi é mancata la ciotola. Quando la fame si faceva sentire e dovevo cacciare un coniglio, mi assaliva la paura di non farcela. Poi però un coniglio lo trovavo quasi sempre. Ho dovuto mangiare anche topi. Non sono poi così male.
Alla sera al bar mi trovo con gli altri lupi e parliamo delle cose più schifose che abbiamo mai mangiato. Ci facciamo due risate e ripartiamo verso la foresta, ognuno per i cazzi propri.
Ogni tanto mi assaliva la nostalgia del padrone. Era un brav'uomo e mi trattava bene. Ogni tanto penso che se non dovessi riuscire a mangiare per più di tre giorni tornerò. Ora sono più forte e lo posso aiutare meglio di prima.
Ma poi spero con tutte le mie forze di non averne bisogno. Sono un lupo, e recitare la parte del pastore tedesco mi costerebbe troppo.
Non so se ce la farei. Probabilmente sbranerei una pecora prima ancora di rendermene conto.

Poi, l'altro giorno, un amico mi ha detto: "cazzo che fame, se potessi trovare una ciotola piena al giorno sotto un albero, sarei più tranquillo".
Mi fermo un attimo, lo guardo e penso a cosa ha appena detto.
Ho fame anch'io oggi, sono stanco anch'io oggi, ma questa cosa della ciotola non mi convince.
Ci penso per mesi, ne parlo con gli altri, e alla fine so cosa rispondergli (nel mio blog):
- "Sono un lupo. Un lupo non mangia dalle ciotole".

Così. Semplicemente. Non é una questione di sicurezza, tranquillità o etica.
Non voglio mangiare da una ciotola. Voglio sentire il sapore del coniglio appena sbranato, il sangue caldo, il cuore che palpita ancora. Lo voglio ringraziare mentre lo mangio, ma non mi voglio sentire in debito.
A me i soldi piace guadagnarmeli. Finché posso me li guadagno e resto into the wild. Quando non potrò più tornerò dal padrone e gli chiederò un posto di lavoro. Ma il solo pensiero mi intristisce, quindi combatto ogni giorno per non dovermi trovare in quella posizione.
Desiderare 1000 Euro al mese che cadono dal cielo é assolutamente fuori da questa logica.

 

EPILOGO

Ora, dopo aver spiegato perché non li desidero (e non perché non li accetterei, che é una cosa che va provata, non detta), vi spiego anche perché non é bello desiderarli.
Tutto parte sempre da un pensiero.
Qualsiasi cosa vi stia davanti é nata da un pensiero, un'idea, ed é diventato realtà con lavoro duro, costante e dopo aver superato vari ostacoli.
Stai leggendo queste righe sul tablet? E' nato dalla mente di Jobs. Stai bevendo un espresso? E' nato da una persona che un giorno si é inventata la moka e poi l'ha realizzata. Chissà quanto tempo ci ha messo e quanti problemi ha avuto prima di farcela.
Idem per la sedia sulla quale sei seduto, l'aria condizionata che ti protegge dal caldo, la canzone che ascolti.
Tutto. Tutto é nato da un'idea.
Ora, da "vorrei 1000 Euro al mese", "vorrei vincere la lotteria", "vorrei vivere sotto una palma e non fare una mischia tutto il giorno", non é mai nato nulla.

E' quindi un pensiero sterile, inutile (tanto non si avvera), che ci distrae e non ci permette di concentrarci sull'idea.
Anzi, peggio, é un'erbaccia, é gramigna nel cervello, che si mangia tutto il resto.
Alla prima difficoltà, ci distrae, magari per un attimo la soluzione ci stava per venire in mente, era solo un germoglio, ma é stato soffocato dalla gramigna del "se tutto si risolvesse da solo", "se Dio mi aiutasse", "Gesù, regalami la macchina". >>

 

POST EPILOGO

Abbiamo già un sacco di cose gratis che ci aspettano quando ci svegliamo ogni mattina: una giornata da vivere, l'acqua, l'aria, il sole, gli amici, la famiglia. Tutte queste cose noiose da dire e da leggere ma che sono veri e propri regali. Non abbiamo lavorato per averli, sono garantiti. Meritano rispetto.

Se fossi Dio e dovessi per caso sentire un mio discepolo che dice "se potessi avere 1000 Euro al mese" onestamente mi girerebbero i coglioni e direi con forte accento venessian: "Ti vol anca un polmon?"

 

9 commenti

  1. Jobbe · 11 agosto 2013

    Ni!

    Questa riflessione mi convince per metà!

    Capisco la tua metafora ma non riesco applicarla all'essere umano quale siamo.
    Sembra che lo scopo di quel pastore tedesco che vuole essere un lupo sia solo cacciare animali vivi! Non è andato nella foresta anche per vedere, conoscere, spingersi oltre... ma solo per uccidere, misurarsi con una preda più debole e sopraffarla. Altrimenti non si spiega come mai non voglia attingere da una possibile ciotola trovata magicamente sotto un albero! Se fosse un altro il suo scopo potrebbe rifocillarsi e girare per la foresta a stomaco pieno apprezzando quelle sfumature di suoni e colori che sicuramente a pancia vuota non riuscirebbe ad apprezzare.

    Purtroppo per noi, anche se ancora non ce ne rendiamo conto siamo stati "denaturati" da questo istinto parecchio tempo fa, l'istinto di sopravvivenza umano non è più in pericolo da un pezzo, esistono allevamenti e coltivazioni, supermercati e ristoranti, quindi il nostro VERO, PRIMARIO istinto di sopravvivenza ce l'hanno portato via già centinaia di anni fa, sostituendolo con un qualcosa di fittizio che serve per poter comprare la nostra ciotola, ovvero il denaro!

    Seguendo questo ragionamento allora, i veri LUPI del genere umano sono solo quelle poche tribù che vivono nei villaggi sperduti di chissà che parte del mondo.
    E' si perchè tu per essere un vero LUPO non dovresti cercare la maniera di trovare i soldi per comprarti la tua ciotola, dovresti mollare tutto ed andare a cacciare direttamente con le tue mani, saltando il passaggio di chi ti mette il cibo nella ciotola!!!

    Se lo scopo di un essere umano nella sua vita è quindi prendere il sole sotto una palma per 10 ore al giorno, ben vengano questi mille euro! Mille, cento o diecimila non avrebbero cambiato la sua essenza. Forse la location, Fregene, il terrazzo di casa sua o le Maldive, ma non il suo essere.

    Chi invece vuole davvero qualcosa di diverso nella propria vita... che parta da 1 euro, cento euro o mille euro non so quanto possa fare la differenza.

    Uno come te per esempio, avendo un entrata di mille euro fissa da fonte sconosciuta, si metterebbe pancia all'aria a non far nulla o la integrerebbe a ciò che si è guadagnato col sudore della sua fronte per investire in ciò che sta creando ed in cui crede?

    Ben vengano quindi i mille euro al mese, perchè se uno ha fame di vivere, di mettersi in gioco, di creare e confrontarsi anzichè di mangiare.... mille o diecimila non glie la faranno certo passare!!!
    Anzi magari lo aiuteranno a creare qualcosa di più maestoso!!

    Non penso che chi ha creato la sedia, il tablet e tutte le altre cose che hai descritto sopra si sia fermato dopo quelle invenzioni per obiettivo economico raggiunto. Galileo, Leonardo, Jobs (lo accosto a loro solo perchè lo hai citato tu!) non si sono mai sentiti appagati nonostante potessero comprarsi con i compensi ricevuti l'intera fabbrica di ciotole!!!

    Non volendolo dargliene, secondo me inconsciamente, hai dato troppa importanza ai soldi in questo post. Non sono loro che cambiano il tuo modo di agire, ma le motivazioni!

    P.S. Ho 33 anni, porto barba e capelli lunghi....altro che 345 punti, non mi raggiungerai mai!!

  2. Tripluca · 11 agosto 2013

    Ciao Andrea,
    Il vero Gesù é nelle sue metafore non nei capelli lunghi e la barba.
    Comunque, grazie per il commento messo solo per un po' di PR verso il tuo sito ahahha!! :)

    > Sembra che lo scopo di quel pastore tedesco che vuole essere un lupo sia solo cacciare animali vivi!

    qui interpreti la metafora troppo alla lettera.
    Il succo non é l'uccidere gli animali ma la soddisfazione che deriva dal riuscire a sopravvivere anche in libertà.
    Veniamo da una società dove e' facile sopravvivere ma é difficile vivere pienamente.

    > l’istinto di sopravvivenza umano non è più in pericolo da un pezzo,

    E' un bene che sia così. Una conquista. Ma l'abbiamo pagata troppo spesso con la rinuncia a una vita che valga la pena di essere vissuta. Altrimenti non si spiegherebbero le scelte tue, mie e di molti altri. Perché siamo andati a complicarci la vita se andava bene così? Evidentemente tanto bene non andava.

    > E’ si perchè tu per essere un vero LUPO non dovresti cercare la maniera di trovare i soldi per comprarti la tua ciotola, dovresti mollare tutto ed andare a cacciare direttamente con le tue mani, saltando il passaggio di chi ti mette il cibo nella ciotola!!!

    E infatti non sono un vero lupo. Ma cerco le sue sensazioni. La parte del pastore tedesco, quella che mi é stata insegnata, l'ho fatta e vissuta. Mi é anche piaciuta poi mi sono annoiato. Preferisco un po' di rischio, lotta e conquista.
    Nulla in confronto a tanta gente ben più lupo di me.
    Alla fine forse e' solo un gioco, così almeno mi diverto.

    > Uno come te per esempio, avendo un entrata di mille euro fissa da fonte sconosciuta, si metterebbe pancia all’aria a non far nulla o la integrerebbe a ciò che si è guadagnato col sudore della sua fronte per investire in ciò che sta creando ed in cui crede?

    Questa obiezione é venuta fuori varie volte e ti devo dire che personalmente non lo so. Di mio sono pigro e mi devo mettere in situazioni scomode per muovere il culo, quindi ha anche un po' paura di quei 1000 Euro. Ma io sono io, un post sfigato che si e' sgamato uscendo dalla bambagia per paura di sprofondarci dentro.

    Gli altri miei colleghi (Jobs, Da Vinci e Galileo) probabilmente saprebbero come usarli.
    Ma vedi, come ho detto il problema non é AVERE i 1000 Euro. E' desiderarli.
    Ci scommetto il tasto Enter della tastiera che nessuno di questi pensieri é mai passato per i loro cervelli: "azzo per potessti
    avere 1000 Euro al mese farei l'iPad" "maremma se potessi aver 1000 fiorini al mese disegnerei la Gioconda sull'elicottero" , "Porca troia se avessi 1000 scudi al mese potrei studiare con calma 'sta cosa della terra che gira attorno al sole".

    Quindi, parla pure col boss e fammi arrivare i 1000 Euro, probabilmente non mi corromperanno. Ma non ho intenzione di mettermi a desiderarli.

    > Non sono loro che cambiano il tuo modo di agire, ma le motivazioni!

    allora siamo perfettamente d'accordo. Non sono i soldi il problema, sono le motivazioni.

  3. Piko · 11 agosto 2013

    Tempo fa in Giappone, viveva un Re e fuori dalla sua reggia viveva un sannyasin noto per la sua illuminazione, Il Re lo osservò con estremo rispetto per diversi giorni e poi decise di andare da lui e disse: "Mi farebbe molto piacere averti come ospite nel mio palazzo...", il sannyasin rispose: "Come desideri, io posso andare ovunque". Il Re rimase perplesso ed il suo rispetto calò bruscamente, il Re non si aspettava una risposta del genere, piuttosto si sarebbe aspettato una risposta tipo "No grazie, un Sannyasin non ha niente a che fare con un palazzo e tantomeno con quello di un Re, noi li abbiamo trascesi ecc. ecc.", ma questo Sannyasin noto per la sua saggezza aveva accettato subito e siccome il Re stesso l' aveva invitato non poteva certo tirarsi indietro. A palazzo il Sannyasin venne trattato come il miglior ospite, la stanza con il letto più comodo, ed egli lo utilizzò tutte le notti, gli furono preparati i cibi più buoni ed elaborati, ed egli li mangiò, tutte le comodità e gli agi del tempo ed egli mai rifiutò. Dopo una settimana il Re disse al Sannyasin: "Perdonami ma ho un dubbio" il Sannyasin replicò. "Non da oggi hai tale dubbio ma dal giorno in cui mi invitasti a palazzo, ma dimmi, qual' è il tuo dubbio?" Il Re: "Che razza di Sannyasin se tu che non rifiuti le comodità, i cibi e gli agi in genere, che differenza c' è tra un Sannyasin, un illuminato che dovrebbe essere totalmente distaccato dalle cose materiali e me che sono un uomo di mondo?". Il Sannyasin prese la mano del Re e gli disse: "Se vuoi vedere la differenza, vieni con me fuori dal villaggio". Il Re acconsentì: "Voglio conoscerla, la mia mente è molto disturbata da tale dubbio e il mio rispetto per te se n' è andato da quando sei mio ospite, era molto meglio quando vivevi sotto l' albero fuori da palazzo". I due camminarono e il Sannyasin condusse il Re oltre i confini del suo regno al ché il Re: "Siamo molto lontano, ora mi puoi spiegare la differenza?". "Camminiamo ancora" disse il Sannyasin, ma il Re non ne volle sapere "Siamo molto lontani e io molto stanco, ti prego, dimmi ora qual' è la differenza". Il Sannyasin disse: "Questo è ciò che voglio dire, io non tornerò, continuerò a camminare, verrai con me?". "Come posso venire con te? Il mio regno? Il mio palazzo? la mia famiglia?..." Il Sannyasin commentò: "Se riesci a vedere la differenza, osservala. Io sto proseguendo e non mi sono lasciato nulla alle spalle, quando ero nel tuo palazzo ero nel tuo palazzo ma il palazzo non era dentro di me ecco perché ora io posso andare ovunque". Il Re cadde sulle ginocchia e implorò: " Perdonami, mi pentirò per tutta la vita ma ti prego, torna!". Il Sannyasin concluse: " Posso anche tornare, per me non fa alcuna differenza ma se tornassi anche il tuo dubbio tornerebbe, per compassione proseguirò, è la compassione che mi dice di proseguire".

    EPILOGO:
    Giustificare ed argomentare il "perché si" o "il perché no" rispetto ai 1000 EURI sono due facce della stessa medaglia, una è la dipendenza da quel denaro e l' altra è la dipendenza dal nostro ego che si nasconde nel rifiutare il vil denaro, con tutte le giustificazioni del caso, sono certo che anche chi propende per accettare quei soldi ha altrettanti esempi "buoni" da mettere sul piatto. "Che i 1000 euri ci siano o no è la stessa cosa" è molto diverso da "SI" o "NO" ma è anche incredibilmente difficile fare proprio tale concetto. Mi fermo qui prima che i miei ego (esiste il plurale?) comincino a scrivere...

    Luca

  4. Tripluca · 19 agosto 2013

    ocio che il caso Bukowski e' ben diverso: 100 U$ al mese da parte di una persona che credeva in lui in cambio della promessa di lasciare il lavoro e scrivere full time.
    E' un'offerta che probabilmente non rifiuterei neanch'io.

    > Personalmente è da un pò che sogno una minima rendita,

    il centro di tutto il discorso e' che sognarla non serve ed anzi e' forse un ostacolo alla realizzazione del sogno stesso.

  5. Tripluca · 5 settembre 2013

    hai ragione Dario. Se al sogno segue l'azione tutto ok. Il problema che mi sembrava aver individuato era non tanto il "sognare" ma lo sperare che in un certo senso "inquina l'agire".

  6. mark · 18 agosto 2013

    Quoto al 100% Jobbe.
    Per quanto mi riguarda dipende molto da come si usano quei 1000 euro.
    Qualche giorno fa hai postato su fb la lettera di Bukowski... perfetto esempio. Domanda: Bukowski avrebbe lasciato il suo penoso lavoro alle poste senza i 100$ garantiti al mese? Credo proprio di no... Anzi, diciamoci la verità, sicuramente no. Una vita in pena di più e un poeta di meno, un mondo meno ricco (culturalmente parlando) e che avrebbe tranquillamente continuato a girare.
    Personalmente è da un pò che sogno una minima rendita, per fare tante cose che vorrei fare da sempre senza l'affanno del coniglio, della ciotola o di un piatto di lenticchie da tirare a sera. Per cosa? Per qualsiasi cosa... Per scrivere un libro tanto per fare un esempio... Non sarà la Gioconda o l'iPad ma parliamoci chiaro: se si lavora per mantenersi ci sono un tot di energie, tempo, impegno e risorse dedicato solo a quello. E' per questo che la ricerca in Italia è morta da tempo: chi deve inventare, pensare, innovare non ha i soldi neanche per le bollette.
    Poi ci sarà sempre chi userà i 1.000 regalati per un'auto nuova a rate, per un mutuo, per l'happy hour e la cena in ristoranti top oppure per viaggiare, studiare, leggere, fare 1.000 altre cose.
    Tu dici che ogni giorno abbiamo "una giornata da vivere, l’acqua, l’aria, il sole, gli amici, la famiglia"... bhè anche qui dipende dai punti di vista... Abbiamo tanti regali, GRATIS, ogni giorno. Questo è più che vero. Ma anche molte più erbacce e distrazioni del semplice concetto di "denaro-a-gratis".

    Ah, dimenticavo... in molti posti l'acqua non è gratis

  7. dario · 5 settembre 2013

    Thread interessante, che mi divide a metà fra l'uno e l'altro pensiero.
    "Sognare una rendita non serve?"
    Dipende. Io credo che se un uomo si limita a sognare una rendita con l'obiettivo di rammollirsi difficilmente combinerà qualcosa. Manca la spinta iniziale, la motivazione e, sotto sotto, che uomo è?
    Se invece un uomo si pone questo piccolo ma tremendamente difficile obiettivo con motivazioni più alte (esempio, crescere come persona, viaggiare per il mondo, ingrassare e diventare maestro di sumo, ecc), potrebbe muovere il culo, organizzarsi e darsi da fare per arrivarci. Quest'uomo avrebbe tutto il mio rispetto.

  8. Gabriele · 13 gennaio 2014

    La metafora non regge. Hai detto che quei 1000€ non era nessuno a darteli (quindi in debito con nessuno), ma il cibo nella ciotola è lì per mano del padrone.

  9. claudio · 7 febbraio 2014

    va bene,fatti girare i coglioni,ma dimmi come fare ad avere questi 1.000 euro
    ciao